Nell’Ultima Cena Leonardo aveva immaginato Giuda lontano dagli altri discepoli

Nell'Ultima Cena Leonardo aveva immaginato Giuda lontano dagli altri discepoli

L”Ultima Cena’ è una composizione così familiare ai nostri occhi che potrebbe sembrare nata così com’è, nella sua magnificenza. Una mostra inaugurata a Milano dimostra invece i travagli che accompagnarono Leonardo nella sua composizione, come quelli che lo portarono prima a ‘isolare’ Giuda dal resto degli apostoli, e poi ad affiancarlo agli altri, anche nel momento in cui covava di tradirlo. La città celebra i 500 anni dalla morte del suo genio più amato con la mostra ‘Leonardo da Vinci: prime idee per l’Ultima Cena’ allestita nel Museo del Cenacolo Vinciano.

L’esposizione presenta dieci disegni provenienti dalle Collezioni Reali della Regina Elisabetta II che saranno visibili al pubblico a partire da domani e sino al 13 gennaio 2019, all’interno del Refettorio di Santa Maria della Grazie. Le opere, realizzate in preparazione dell”Ultima Cena’, raccontano il percorso creativo di Leonardo dai primi abbozzi fino al capolavoro.

La paternità di sette dei dieci disegni è attribuita senza dubbio alla mano di Leonardo, due vengono assegnati  dalla critica a Cesare da Sesto ma qui al Maestro toscano “in considerazione della superlativa qualità grafica”, mentre uno è riferito a Francesco Melzi. “Non è la prima volta – spiega il direttore del Polo Museale della Lombardia Stefano L’Occaso, curatore della mostra – che i disegni vengono esposti nel Refettorio, accostandoli all’Ultima Cena. Era già accaduto nel 1983, ma per un periodo più limitato, solo per un mese. La sosta nel Refettorio sarà allungata a 20 minuti invece dei consueti 15 proprio per ammirare i disegni. Non abbiamo l’intera rassegna dei fogli preparatori per ‘L’Ultima Cena’, ma l’impatto di questi dieci è eccezionale ed è un’occasione di studio notevolissima”.

Ora i visitatori del Cenacolo avranno più tempo a disposizione, e al normale prezzo del biglietto, per godere del progressivo affinarsi dell’ispirazione leonardesca. Quella che lo porterà ad ammaliare l’umanità esprimendo i moti dell’animo che percorrono gli apostoli quando Gesù li avverte che uno di loro li tradirà. I disegni si raccolgono in due blocchi. Un primo nucleo include gli studi d’insieme che sono schizzi più rapidi, a penna, nei quali l’artista studia la composizione nel suo complesso.

Tra questi, spicca lo schizzo che mostra come nella prima ideazione Leonardo avesse collocato Giuda in posizione isolata, dal lato opposto della tavola rispetto agli altri apostoli. Solo dopo, Giuda viene messo assieme agli altri ai lati di Cristo ed è possibile individuarlo attraverso la sola rappresentazione fisiognomica ed emotiva. Il secondo nucleo espositivo raccoglie disegni per lo più a matita rossa o nera che scrutano nei dettagli dei volti e dei gesti.  Le celebrazioni per il cinquecentenario dalla scomparsa del genio proseguiranno con altre iniziative, in programma a Palazzo Reale e al Castello Sforzesco.     

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