Mai più senza energia

Le power bank sono di gran moda, ma a cosa servono? Oramai le troviamo dappertutto, addirittura in spiaggia, assieme al bastone per i selfie. Ma cosa sono? A che servono? Ci servono? Come scegliamo quello giusto? Esploriamo il loro potenziale e vediamo un po’ in cosa consistono questi powerbank.

Cos’è una Power Bank e cosa possono caricare?

I o le powerbank (il genere non è importante quanto la carica) portatili sono costituiti da una batteria speciale ed un circuito in grado di assorbire e rilasciare energia elettrica. Possono anche essere conosciuti come Power Station o Battery Bank. In soldoni non sono altro che dispositivi che immagazzinano energia che può essere poi rilasciata per ricaricare apparecchi elettronici.

Le Power Bank (https://www.wayteq.si) sono diventate sempre più popolari perchè la durata di batteria dei nostri amati telefoni, tablet e lettori multimediali portatili è insufficiente per la quantità di tempo nei quali vengono impiegati ogni giorno. Il loro grande vantaggio è che non sempre abbiamo a disposizione una presa elettrica a muro per la ricarica. Ci permettono quindi di avere una batteria di scorta in caso di necessità. 

Questo tipo di Power Bank sono buoni per quasi tutti i dispositivi USB. Fotocamere, GoPros, altoparlanti portatili, sistemi GPS, lettori MP3, smartphone e persino alcuni tablet possono essere caricati da un Power Bank. L’unica cosa che dovrete ricordarvi di ricaricare sono proprio loro. 

Come si carica un power bank?

Nella maggior parte dei casi, ogni power bank sarà fornito di una presa di ingresso dedicata per la ricezione dell’energia di carica. L’alimentazione della carica potrà provenire da una presa usb del computer o da un trasformatore per la ricarica da presa a muro.  La maggior parte delle power bank presenti sul mercato hanno una presa mini o micro usb per accumulare carica e delle prese usb standard per il rilascio a dispositivi esterni. IN alcuni casi rari possono utilizzare lo stesso socket per la presa ed il rilascio di energia ma si tende ad evitare questi dispositivi poiché più facilmente danneggiabili dal passaggio di elettricità e più sensibili a cali e aumenti di tensione.

Qualche specifica in più

Per caricare completamente il powerbank servirà un tempo variabile che dipende moltissimo dalla sua capienza. Solitamente nifatti, al momento dell’acquisto di questi dispositivi, vengono evidenziati i numeri massimi di ricariche complete per dispositivi esterni. Ad esempio, un Power Bank da 1500 mAh dovrebbe richiedere più o meno lo stesso tempo per caricare lo smartphone. Per le power station più grandi, questa indicazione può essere raddoppiata, triplicata o quadruplicata. Solitamente si va da dispositivi molto piccoli a carica singola a dock più consistenti che arrivano anche a 8 cariche. Questi esempi si basano su apparecchi presenti sul mercato a prezzi ragionevoli: un maggior numero di cariche significherà anche un prezzo più alto. La maggior parte dei Power Bank è dotata di un indicatore LED per mostrare la sua capacità di carica e un interruttore di sicurezza per evitare il sovraccarico e il surriscaldamento. 

Vi segnaliamo però che alcuni Power Bank non funzionano bene con caricabatterie ad alta capacità (come quelli forniti con gli iPad).  Sarebbe bene quindi informarsi per bene prima di un acquisto compulsivo.

Qual è la durata di un power bank?

Questa è una domanda un po’critica. Ci sono due importanti fattori da considerare per valutarne l’aspettativa di vita.

  • Il numero di cicli di carica / scarica che un Power Bank può eseguire in modo affidabile 
  • Per quanto tempo un Power Bank può mantenere la carica in situazioni di non utilizzo.

La risposta al punto uno può differire molto tra i modelli di Power Bank, in base ai loro componenti interni e la qualità dei materiali utilizzati nella produzione. Cerchiamo di evitare i Power Bank che hanno meno di 500 cicli di carica dichiarati. Ciò ti consentirebbe di caricare un dispositivo dalla Power Bank ogni giorno per 1,5 anni prima che la power bank inizi a perdere la capacità di mantenere la carica a lungo termine. 

Il secondo punto dipende dalla qualità dei circuiti del controller e delle celle della batteria. Un buon Power Bank può mantenere la carica da 3 a 6 mesi con perdite minime. Quelli di qualità inferiore possono avere difficoltà a mantenere una carica utile per più di 4-6 settimane. 

Fatte queste considerazioni è bene fare una stima prezzo/performance prima di procedere all’acquisto.

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