Morricone e Sergio Leone, un sodalizio nato sui banchi di scuola

AGI – “La musica di Morricone mi è indispensabile. Ennio è mio amico dai tempi delle elementari, è come un fratello, e sa cosa voglio, a volte deve anzi farsi un po’ violentare da me. La musica è indispensabile, perché i miei film potrebbero anche essere muti, il dialogo conta relativamente e quindi la musica sottolinea azioni e sentimenti più del dialogo. Negli ultimi film gli ho fatto scrivere la musica prima di girare proprio come un elemento della sceneggiatura. Credo anzi che Kubrick abbia seguito anche lui questo metodo. Una volta deve aver pensato Ennio per ‘Arancia Meccanica’ perché mi telefono dicendomi una cosa anche pesante per Ennio: ‘Mi spiega perché di tutti i dischi che ho di Morricone mi piace solo la musica che ha fatto per i suoi film?’. Ma io Ennio lo facevo lavorare sul serio. Gli spiegavo bene cosa volevo ed ero anche capace di buttarli via una decina di temi bellissimi prima di approvare quello giusto”. Così parlò Sergio Leone. Il grande regista romano, che deve parte della fortuna della sua ‘trilogia del dollaro’ e dei suoi film successivi all’ex compagno di scuola Ennio Morricone, raccontava così il loro rapporto professionale. 

Morricone e Sergio Leone sodalizio nato su banchi di scuola

© PIERRE VERDY / AFP 

Sergio Leone

L’incontro sui banchi delle elementari

Due caratteri burberi, due romani introversi e un po’ musoni. Due geni, Leone e Morricone, che si incontrarono sui banchi delle elementari e poi si ritrovarono quando Sergio, figlio di Vincenzo, regista di film muti con lo pseudonimo di Roberto Roberti, riuscì a fare il grande salto dal ruolo di assistente a quello di regista. Dopo un’esperienza fortunata all’esordio con ‘Il colosso di Rodi’, Leone scoprì – e reinventò – il genere western e chiamò al suo fianco Morricone. La prima colonna sonora

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