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Ritira la squadra di basket dopo gli insulti dei genitori, Giorgetti lo invita a Palazzo Chigi 

Ritira la squadra di basket dopo gli insulti dei genitori, Giorgetti lo invita a Palazzo Chigi 

“Ho invitato a palazzo Chigi Marco Giazzi, il giovane allenatore che ha deciso di ritirare la sua squadra di calcio dalla partita che stava giocando dopo che alcuni genitori dei giovanissimi calciatori hanno insultato violentemente, per aver fischiato un fallo, l’arbitro, anche lui poco più di un ragazzo, appena 14 anni. È accaduto in una palestra di Carpenedolo, un piccolo paese del bresciano”.

Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, Lega, sull’episodio raccontato da diversi media. “Dopo aver letto quest’ennesima storia di inciviltà, ignoranza e violenza da parte di chi dovrebbe educare alla correttezza anche nello sport – aggiunge Giorgetti – ho deciso che è ora di dare un segnale. E ho invitato i due protagonisti da me per conoscerli, parlare e stringer loro la mano. Sarò dalla loro parte e spero che accettino l’invito. Basta con la violenza nello sport. Mi attiverò per mettere in campo tutte le iniziative, culturali ma anche repressive per cambiare anche questa parte dello sport, che è gioia, socialità e allegria”.

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Honor lancia View20, lo smartphone per Fortnite che piacerà alle donne 

honor view20

Se chiedete al responsabile marketing di una azienda che produce smartphone qual è il loro target di riferimento, vi conviene mettervi comodi.

Comincerà una interminabile tiritera di termini perlopiù incomprensibili e a volte scientemente usati a caso per prendervi per sfinimento, così che vi dimentichiate cosa diavolo gli avevate chiesto. 

Del resto è per questo che lo pagano: convincere gente a comprare cose di cui non ha bisogno ed evitare di rispondere a domande alle quali non deve rispondere dando l’impressione di fare il contrario. 

Quale smartphone scegliere?

Il risultato è che alla fine non sapete davvero cosa vi conviene comprare: se un Apple, un Samsung o uno Huawei. O, se siete appena un po’ più smart, un Honor, uno OnePlus, un Oppo o uno Xiaomi. 

honor view20

 Honor View20

Perché se andate su un top di gamma, tra i tre player che si contendono il podio dovete rassegnarvi a superare i mille euro e se invece vi accontentate di un entry level perché pensate di risparmiare rischiate di trovarvi con un telefono destinato nella migliore delle ipotesi a non reggere il carico di una giornata di lavoro già dopo un anno. 

Per chi è pensato Honor View20 

Sono pochi i brand che lanciano un nuovo telefono sul mercato e dicono: ecco serve a queste cose e per questo tipo di persone. Uno di quelli che lo fa è Honor. Ormai dovreste conoscerlo: dopo il botto fatto nel 2016 con l’Honor 8 – un fenomeno sfuggito al controllo della stessa azienda e che fece intuire a Huawei, la casa madre, le potenzialità del brand cadetto – si è consolidato in quarta posizione per le vendite in Italia, ha trovato la propria strada e la segue con tenacia. Il suo mercato di riferimento sono gli adolescenti e quindi ecco display luminosi e processori potenti pensati per il gioco, fotocamere di qualità per i social e colori fashion per la scocca. 

honor view20

 Honor View20

Una strada interessante, ma come tutte le aziende che vedono all’orizzonte lo spettro della saturazione di mercato, non può bastare. E quindi ecco un leggero cambio di rotta, ma sarebbe meglio dire un ampliamento di raggio per includere una nuova fetta di mercato. ben precisa: le donne. A leggere le caratteristiche di Honor View20, che è stato presentato a Parigi, è facile intuire chi siano i destinatari. Sia subito chiaro che non è un giocattolo e nemmeno un ninnolo da fashionistas, ma un’ammiraglia che costerà intorno ai 700 euro.

Perché piacerà agli adolescenti

Gli adolescenti, innanzitutto: e non a caso sul palco è salito Tim Sweeney, fondatore e CEO di Epic Games, quelli di Fortnite, per intenderci, che ha subito messo in chiaro la sua visione: “Offrire esperienze di alta qualità sugli smartphone è importante per il futuro dei giochi” Per questo, ad esempio, su Honor View20 Fortnite funziona a 60 fotogrammi al secondo”.

Ma quella per certi giochi, si sa non è una passione eterna (vi ricordate Angry Birds e Ruzzle?) e prima o poi anche di Fortnite si parlerà al passato, così Honor ed Epic Games hanno iniziato a lavorare insieme per ottimizzare dispositivi Honor selezionati per l’Unreal 4 Engine. In buona sostanza rubare mercato a Sony e Nintendo e far giocare su uno smartphone con la stessa fluidità di una console. La fotocamera 3D permette di giocare a videogiochi motion-controlled come Fancy Skiing e Fancy Darts.

Perché piacerà alle donne

Le donne, dicevamo. La fotocamera 3D e le funzionalità di Intelligenza Artificiale sono in grado di identificare oltre 100 tipi di alimenti e forniscono informazioni caloriche per aiutare a mantenere uno stile di vita sano. L’intelligenza artificiale è anche in grado di identificare oltre 300 punti di riferimento famosi (non solo Torre Eiffel e Colosseo, quindi) e 100.000 dipinti provenienti da tutto il mondo e di fornirne informazioni.

E che dire della collaborazione con Moschino per creare una gamma esclusiva di prodotti e accessori? Ne sono nati una versione speciale di Honor View20 nella colorazione phantom blue e una cover con l’iconico Teddy Bear di Moschino in rilievo. Non a caso sul palcoscenico di Parigi è salito anche Gabriele Maggio, CEO di Moschino.

honor view20

 Honor View20

Un po’ di roba per smanettoni 

Se siete arrivati a leggere fin qui, vorrete sapere un po’ di roba per smanettoni. Eccovi serviti: la fotocamera posteriore è da 48MP, quella frontale da 25MP integrata nel display offre un’esperienza visiva senza notch e un rapporto schermo del 91,8%. La fotocamera frontale è sotto un foro trasparente da 4,5 mm creato da processi litografici. Quella  posteriore è  alimentata dal sensore Sony IMX586 , con un CMOS da 1/2″ e pixel equivalenti da 1,6 μm in Quad Bayer array. Il sensore, potenziato dal chipset Kirin 980, supporta la nuova modalità 48MP AI Ultra Clarity. La fotocamera scatta diverse immagini da 48MP in una sola volta e raccoglie i migliori dettagli da ogni foto per creare un’unica immagine da 48MP. Il chipset Kirin 980 con dual-NPU elabora la foto utilizzando un algoritmo che analizza l’immagine, ottimizza i dettagli nelle aree più scure e regola i colori rendendoli più vividi.

Per Honor View20 è stata utilizzata la nanolitografia per creare una nano texture con una sfumatura di colore a V. Il corpo curvo 3D con design ad arco ha uno spessore di 8,1 mm.

La tecnologia Wi-Fi a tripla antenna potenziata da AI che impedisce che il segnale si indebolisca quando le mani dell’utente coprono il ricevitore; una batteria da 4.000 mAh per giochi di lunga durata

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Oscar, le nomination: Lady Gaga sfida Glenn Close, Malek contro Bale

Oscar, le nomination: Lady Gaga sfida Glenn Close, Malek contro Bale

Sono state rese note dal Samuel Goldwyn Theater di Los Angeles le nomination degli Oscar 2019, che saranno consegnati il 24 febbraio. L’annuncio delle nomination per le 24 categorie degli Oscar è stato letto dagli attori Kumail Nanjiani e Tracee Ellis Ross. Ecco le categorie più ‘pesanti’ annunciate oggi. Per il miglior attore protagonista concorreranno: Christian Bale (‘Vice’), Bradley Cooper (‘A star is born’), Willem Dafoe (‘“Van Gogh – Sulla soglia dell’Eternità’), Rami Malek (‘Bohemian Rhapsody’), Viggo Mortensen (‘Green Book’).     

Per la migliore attrice protagonista: Yalitza Aparisio (‘Roma’), Glenn Close (‘The Wife’), Olivia Coleman (‘The Favourire’), Lady Gaga (‘A star is born’) e Melissa McCarthy (‘Can You Ever Forgive Me?’). Per il miglior regista: Spike Lee (‘BlacKkKlansman’), Pawel Pawlikowski (‘Cold War’), Alfonso Cuaron (‘Roma’), Yorgos Lanthimos (‘The Favourite), Adam McKay (‘A star is born’).  Per il miglior film sono candidati: ‘Black Panther’, ‘ BlacKkKlansman’, ‘Vice’, ‘Bohemian Rhapsody’, ‘The Favourite’, ‘Green Book’, ‘Roma’, ‘A Star is Born’.

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Ecco le prime immagini dei Samsung Galaxy S10

Ecco le prime immagini dei Samsung Galaxy S10

Il Samsung Galaxy S10 dovrebbe arrivare in tre versioni: S10 E (il più economico, in linea con le offerte “Lite” di altri produttori), S10 ed S10+. Le immagini sono state pubblicate su Twitter da Evan Blass, esperto in spifferi tecnologici e fonte molto attendibile.

Le ultime conferme

Dall’immagine (un’elaborazione grafica e non una foto degli smartphone) si possono scorgere alcune caratteristiche che confermano le indiscrezioni delle scorse settimane. Prima di tutto Samsung non adotta il notch in nessuna delle tre versioni: la tacca che incorpora i sensori e la fotocamera, portata al successo dall’iPhone X e scelta anche da Huawei, Xiaomi, OnePlus e Google, non è mai stata abbracciata da Samsung. Che preferisce passare dal design con bordi ridotti direttamente al “foro”: la fotocamera frontale è incastonata nello schermo. Dall’immagine pubblica da Blass si nota però che S10E ed S10 hanno un solo obiettivo anteriore, mentre la versione Plus ne ha due. L’equipaggiamento delle fotocamere posteriori dovrebbe essere simile nei due smartphone principali: un set di tre camere posizionate orizzontalmente. Nel dispositivo più economico ce ne sarebbe una in meno.

Display e impronta digitale

Si nota poi l’assenza del sensore per le impronte digitali, che Samsung ha fino a ora conservato sul retro della scocca (al contrario di Apple, che lo ha abolito nel 2018). Le opzioni, a questo punto, sono due: seguire la Mela e permettere lo sblocco con riconoscimento facciale oppure (quasi certamente) inglobare il sensore nel display, come già fatto da OnePlus. Lo schermo dovrebbe essere l’altro elemento di scarto tra la versione “Lite” e le altre due: dovrebbe essere un Lcd, mentre S10 ed S10+ avrebbero un Oled, più performante ma anche più costoso. Le immagini sembrano confermare anche le dimensioni ipotizzate: 5,8 pollici per la versione “E”, 6,1 pollici per quella standard e 6,4 per la Plus.

Prezzi e strategia

Resta da capire come Samsung modulerà i prezzi. Lo smartphone economico è una novità assoluta: il gruppo sud-coreano, fino a ora, aveva presentato il proprio dispositivo di punta sempre in due versioni.Il 20 febbraio, giorno fissato per la presentazione, arriverà con tutta probabilità il tris. Una scelta dettata dalle vendite deboli, che impongono di scandagliare più fasce di mercato e non solo quella più alta. Il Galaxy S10E dovrà trovare la giusta collocazione per evitare di accavallarsi con la linea A (meno cara e rivolta ai più giovani, rilanciata negli ultimi mesi), cercando però di proporre un ribasso reale rispetto al prezzo (che si annuncia salato) di S10 ed S10+. L’altra incognita in vista del 20 febbraio riguarda il 5G. Quali saranno gli smartphone compatibili con le nuove reti? Lo sarà solo la versione Plus o anche quella standard? Lo scorso novembre, il Wall Street Journal aveva ipotizzato l’arrivo di un quarto “super S10”, più grande (6,7 pollici) e con a bordo il 5G. Non è quindi ancora del tutto escluso che il tris possa diventare un poker.  

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Unesco: il governo nomina Lino Banfi rappresentante italiano

Unesco: il governo nomina Lino Banfi rappresentante italiano

Lino Banfi verrà nominato dal governo per rappresentare il nostro Paese nella commissione italiana per l ‘Unesco. “Abbiamo fatto Lino Banfi patrimonio dell’Unesco”, è la battuta di Luigi Di Maio nel presentare, alla convention M5s sul reddito di cittadinanza, il noto attore.  “Voglio portare un sorriso ovunque”, ha detto Banfi. 

“Ora Luigi ha chiarificheto la mia presenza…”. Non rinuncia al suo classico stile pugliese, che ha fatto la sua fortuna in tanti anni, il comico Lino Banfi vip d’onore all’evento M5s sul reddito di cittadinanza.  “È una carica bellissima – ha sottolineato riferendosi alla sua nomina dal Governo per rappresentare il nostro Paese nella commissione Italiana per l’Unesco – Voglio portare un sorriso; le commissioni sono fatte con persone plurilaureate.. ma io voglio portare un sorriso ovunque. Il mio sogno è di vedere sorridere anche mentre si fa politica”. 

L’attore ha ricordato quando ha conosciuto Di Maio : “Questo ragazzo mi disse che sapeva tutti i miei film e mi disse interrogami … e poi si presentò al mio ristorante per il mio compleanno con un mazzetto di fiori. Luigi ha 32 anni ma quando parla con Salvini e Conte ne ha 55.. non so come fa”.  Poi, prosegue: “Non ti chiedo niente per chi voti, mi disse, ma io ti adoro perché hai fatto ridere 3 generazioni.. Ora abbiamo fatto 5 minuti faceti.. adesso parlate di cose serie”.

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Cosa intende Salvini quando dice che vuole una fase due del governo gialloverde

Cosa intende Salvini quando dice che vuole una fase due del governo gialloverde

 (AGF) 

 Matteo Salvini  

Riunione oggi tra Salvini e i membri del governo della Lega. Non si tratta del primo incontro governativo al Viminale e non era questa l’occasione per fare scelte politiche. Ma il ‘conclave’ – tenutosi al dicastero dell’Interno e durato quasi quattro ore, proprio alla vigilia della congiunta M5s che si terrà stasera – è servito al vicepremier per fare il punto della situazione, riferisce chi era presente (sottosegretari, ministri e vice ministri) e per far partire ‘la fase 2’.

Non c’è nessuna alternativa a questo esecutivo, avrebbe ribadito il segretario della Lega, ma serve – questo il ragionamento secondo quanto apprende l’Agi – una maggiore collegialità da parte del Movimento 5 stelle sulle scelte e sui ‘dossier’ sul tappeto. Il malessere da parte dello stato maggiore del partito di via Bellerio è legato soprattutto ad un deficit di comunicazione che si è creato tra i due contraenti del contratto. Sottosegretari a cui non è stata data ancora alcuna delega o a cui viene negato di andare in missione. Ma anche agli strappi che i pentastellati compiono e che poi – questa la tesi – è difficile ricomporre.

Per Salvini ora è necessario puntare alla crescita

L’ultimo, viene spiegato, sulla nomina dei vertici del parco del Circeo. E poi ci sono i provvedimenti sul tavolo. E non a caso Salvini ha messo in guardia i partecipanti all’incontro di cominciare già a studiare il Def perchè è “dietro l’angolo” ed è necessario puntare alla crescita, imporre una svolta in ambito economico. Anche oggi Salvini con i suoi, viene ancora riferito, ha difeso il rapporto con Di Maio e il reddito di cittadinanza, una misura – ha ricordato – che è nel programma e che dovrebbe portare a far muovere l’economia.

Ma – il giudizio unanime espresso dai dirigenti leghisti e condiviso dal ‘Capitano’ – la misura andrà migliorata, è di difficile attuazione, manca dell’aumento dei fondi per i disabili, e quindi in questi due mesi occorrerà lavorarci anche perchè la necessità è quella di dover tenere sotto controllo i conti. Ma l’input di Salvini nel puntare già al Def, è quello di accelerare su misure per la crescita e il lavoro.

Oggi al Viminale ogni partecipante all’incontro ha poi illustrato le proprie priorità e i provvedimenti portati avanti. Il sottosegretario al Lavoro Durigon, per esempio, ha fatto un resoconto su ‘quota cento’. Ma la fase due del governo si aprirà soprattutto con uno sguardo all’economia (Salvini oggi ha reagito contro l’affondo del Fondo monetario internazionale), il punto fermo sulla politica dell’immigrazione, la legittima difesa e l’autonomia. Non arretreremo di un millimetro, occorre difendere i nostri cavalli di battaglia, il ragionamento del vicepremier leghisti. In diversi hanno posto il tema anche delle infrastrutture, in particolare sulla Tav.

“Nessuna intenzione di mettere in fibrillazione l’esecutivo”

“Anche sulle leggi del Movimento 5 stelle ci sarebbe da fare un’analisi costi/benefici…”, la battuta di un sottosegretario, “nessuna intenzione di mettere in fibrillazione questo governo ma le scelte vanno condivise”, il ‘leitmotiv’, “occorre per evitare fratture superare le incomprensioni”, anche quelle sorte riguardanti il capitolo delle nomine.

“Il Movimento 5 stelle soffre perché nei sondaggi la Lega è avanti ma è un errore se qualcuno punta a strappare”, dice un altro sottosegretario. Nella riunione si è deciso, secondo quanto si apprende, di costituire dei gruppi di lavoro e di stringere sui provvedimenti in agenda. Non solo legittima difesa e autonomia, ma anche per esempio la riforma tributaria, il ‘dossier’ sulla distribuzione dei tribunali per area geografica, misure per i piccoli comuni, la semplificazione negli appalti.

Salvini – spiegano altre fonti – ha confermato la volontà di andare avanti con M5s ma l’invito, rivolto anche ai suoi e non solo ai pentastellati, è quello di non tirare troppo la corda. La riunione quindi è servita per stilare una sorta di ‘cronoprogramma’ e di mettere a fuoco la campagna elettorale per le Europee. 

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Il governo dirà di sì all’acquisto degli F35, ma rimodulato 

Il governo dirà di sì all'acquisto degli F35, ma rimodulato 

 (Afp)

 F35  

L’orientamento dell’esecutivo è quello di dire sì all’acquisto di 90 F35 ma rimodulando costi e tempi. Martedì parte la ‘missione’ del governo negli Stati Uniti. Il sottosegretario Tofalo che sugli F35 ha avuto la delega dal ministro della Difesa, Trenta, tra i vari appuntamenti in agenda sarà – riferiscono fonti ben informate – al Pentagono e poi incontrerà Lockheed Martin, l’azienda attiva nei settori dell’ingegneria aerospaziale e della difesa.

Il diretto interessato conferma il viaggio negli Usa ma aggiunge che al momento non ci sono novità. “Io mi occupo degli studi tecnici, poi ci sono le decisioni politiche”, osserva. Il tema degli F35 non è una priorità del governo, ribadisce. Però resta un argomento ‘sensibile’ per i Cinque stelle mentre altre fonti governative sottolineano che si punta a breve a definire la situazione.

Lo stesso Tofalo prima di Natale sottolineò l’impossibilità a sottrarsi dagli impegni presi, “non possiamo – questa la tesi – rinunciare per la nostra Aeronautica”. Frasi estrapolate da un contesto più ampio ma che provocarono comunque polemiche, con molti pentastellati – da Mantero a Corda – che ribadirono la necessità di rivedere la posizione dell’esecutivo.

A fine dicembre l’ulteriore spiegazione di Tofalo che citò anche l’articolo 52 della Costituzione secondo il quale “la difesa della Patria” è “un sacro dovere del cittadino”. “Gli Stati Uniti sanno di poter fare affidamento della nostra parola”, rimarcò il sottosegretario aggiungendo poi che “il programma verrà rivisto”, la “valutazione tecnica è ancora in corso”.

Il governo punta al rallentamento degli acquisti dei velivoli 

I novanta F-35 sono destinati a sostituire gli AV-8 Harrier, i Tornado Panavia e gli AMX in dotazione all’Aeronautica ed alla Marina italiana. Il governo dovrebbe quindi puntare al rallentamento delle acquisizioni dei velivoli di quinta generazione ma senza prevedere alcuna riduzione della flotta. Bisognerà capire quale sarà nei dettagli l’accordo con gli Stati Uniti che, tra l’altro, si aspetta il sostegno del nostro Paese su alcuni dossier, in particolare Libia e Medio Oriente. Non è escluso che a fine febbraio ci possa essere un incontro informale tra il presidente americano Trump e il vicepremier Salvini (di sicuro il ministro dell’Interno vedrà il vicepresidente Pence) in occasione del Cpac 2019, la grande convention annuale dei conservatori americani (missione preparata nei giorni scorsi dal sottosegretario Picchi) mentre la visita negli Usa del vicepremier Di Maio è stata rinviata.

La decisione, assunta “in considerazione della peculiare situazione dello ‘shutdown’ governativo che sta interessando alcuni Dipartimenti dell’Amministrazione Usa”. Nella legge di bilancio è comunque previsto un taglio di mezzo miliardo alla spesa militare ma sugli F35 recentemente lo stesso Di Maio aveva espresso perlessità sul programma.

Durante la missione del sottosegretario della Difesa Tofalo negli Usa, riferiscono altre fonti parlamentari della maggioranza, verrà illustrata in maniera informale la posizione del governo sugli F35, ribadendo il sì italiano ai 90 velivoli ma rimodulando costi e tempi dell’acquisto. Tra i deputati e i senatori M5s, secondo quanto spiegano fonti parlamentari pentastellate, restano le perplessità sull’operazione. Nessuna ufficialità sul via libera del governo all’acquisto degli F35 ma la missione del sottosegretario negli Stati Uniti dovrebbe servire proprio a definire gli accordi tecnici.

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Un tweet sui “Savi di Sion” di Lannutti ha messo in serio imbarazzo il M5s 

Un tweet sui "Savi di Sion" di Lannutti ha messo in serio imbarazzo il M5s 

(Afp)

 Luigi Di Maio e Elio Lannutti 

Il senatore del Movimento 5 stelle Elio Lannutti ha scatenato un’accesa polemica dopo un suo tweet in cui condivideva un articolo in cui si parla della creazione dei “Protocolli dei Savi di Sion”. Scrive Lannutti:

“Il Gruppo dei Savi di Sion e Mayer Amschel Rothschild, l’abile fondatore della famosa dinastia che ancora oggi controlla il Sistema Bancario Internazionale, portò alla creazione di un manifesto: “I Protocolli dei Savi di Sion”.

Il tweet ha causato una serie di reazioni politiche. A partire dal deputato del Pd Emanuele Fiano, che sempre su Twitter scrive: “Un senatore del M5S cita i Protocolli dei Savi di Sion, l’emblema dei falsi alla base del l’antisemitismo moderno come fonte per spiegare il controllo bancario. Siamo veramente ad un punto grave. Ma dove stiamo andando a finire? Dovrò espatriare io, in quanto ebreo? Orribile”.

Cosa sono i protocolli dei Savi di Sion

I protocolli dei Savi di Sion sono un falso documentale creato dalla polizia segreta zarista per diffondere l’odio anti semita all’interno dell’Impero russo nei primi anni del XX secolo. Fu attribuito ad una cospirazione globale ebraica e massonica che avrebbe avuto come obiettivo quello di conquistare il mondo attraverso il controllo dei media e della finanza. Il falso storico è considerato il primo documento ad aver dato origine alla letteratura complottista di stampo antisemita, ed ebbe una grande diffusione nel radicalismo islamico e nella propaganda nazista in Germania e fascista in Italia. A svelare il falso fu un’inchiesta del Times nel 1921 e sull’inautenticità dei documenti gli storici sono tutti concordi. Ma tutt’ora le sue teorie sono molto diffuse negli ambienti di estrema destra ed antisemiti.

Per questo il tweet di Lannutti ha fatto così tanto scalpore. Tanto da portare lo stesso Di Maio a prenderne nettamente le distanze: “Come Vicepresidente del Consiglio e come capo politico del M5S prendo le distanze, e con me tutto il Movimento, dalle considerazioni del Senatore Elio Lannutti” ha detto Di Maio in una nota ufficiale. Subito dopo la presa di distanza del capo politico dei 5 stelle, Lannutti si scusa: “Ieri ho pubblicato un link sui banchieri Rothschild, senza alcun commento. Poiché non avevo alcuna volontà di offendere alcuno, tantomeno le comunità ebraiche od altri, mi scuso se il link ha urtato la sensibilità. Condividere un link non significa condividere i contenuti, da cui comunque prendo le distanze. Ci tengo a sottolineare – conclude – che non sono, né sarò mai antisemita”.

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Lega e M5s si dividono sulla partecipazione di Luxuria ad un programma Rai

Lega e M5s si dividono sulla partecipazione di Luxuria ad un programma Rai

 (Agf)

 Vladimir Luxuria

Lega contro Vladimir Luxuria in Rai. “Lezioni di transgenderismo a bambini di appena 10 anni? Inaccettabile. Ancor di più se questo accade nel corso di una trasmissione televisiva andata in onda su Rai 3 i cui protagonisti sono giovanissimi alunni ed a spiegare temi come l’omosessualità ed il cambio di sesso è una mancata ‘soubrette’ la cui vita personale dovrebbe restare tale”, attacca il deputato Paolo Tiramani, capogruppo della Lega in Vigilanza Rai.

“Stiamo parlando di argomenti di una tale complessità – avverte – che non possono essere trattati in maniera così leggera con piccoli ragazzi all’interno di un programma televisivo. Ogni bambino ha, giustamente, i propri tempi e non può essere forzato ad affrontare argomenti non appropriati per la propria età e dei quali non si sente pronto”.

“Quanto trasmesso nel corso della puntata ‘Alla lavagna!’ è quindi inaccettabile. Non solo e’ da rivedere la scelta, a mio avviso sbagliatissima, degli autori ma come Lega – anticipa – ci informeremo su quanto ammonta il compenso destinato a Vladimir Luxuria per questa puntata a dir poco surreale”.

“Ritengo che, come ha già sottolineato il Sottosegretario Spadafora, parlare di tematiche come quelle dell’omosessualità sia fondamentale, soprattutto per evitare episodi di emarginazione e di bullismo che possono portare anche a gesti inconsulti”. Lo dichiarano Conny Giordano e Carmen Di Lauro, PortaVoce M5S alla Camera e componenti della commissione Vigilanza Rai, rispondendo alle polemiche relative alla partecipazione di Vladimir Luxuria alla puntata ‘Alla lavagna’ in onda su Rai 3.

“Coprire con un velo di ipocrita mistero determinati argomenti, non può far altro che emarginare e colpevolizzare ancora di piu’ chi vive situazioni di difficoltà, che possono trasformarsi così in vere e proprie tragedie. Prima di scatenare polemiche sul nulla, sarebbe opportuno rendersi conto che non siamo più nel Medioevo e che la Santa Inquisizione ha lasciato il posto ad una società laica”, concludono Giordano e Di Lauro. 

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La polemica sul franco Cfa, spiegata dall’inizio 

La polemica sul franco Cfa, spiegata dall'inizio 

Le frasi di Di Mio e Di Battista sulla Francia che sfrutta l’Africa e ne frena la crescita anche grazie alla moneta coloniale, il franco delle Colonie francesi d’Africa (CFA) sono diventate un caso diplomatico. Il governo francese ha convocato l’ambasciatrice d’Italia Teresa Castaldo al ministero degli Esteri per avere chiarimenti.

Le accuse di Di Maio alla Francia

Tutto è cominciato ieri, quando il vicepremier ha accusato Parigi di “impoverire l’Africa”, aggravando la crisi migratoria: “Se vogliamo continuare a parlare degli effetti continuiamo con la retorica dei morti in mare che ovviamente sono una tragedia e hanno tutto il mio cordoglio, ma dobbiamo parlare delle cause perché se oggi c’è gente che parte è perché alcuni Paesi europei con in testa la Francia non hanno mai smesso di colonizzare l’Africa”. E ancora: “La Ue dovrebbe sanzionare la Francia e tutti quei paesi che come la Francia stanno impoverendo l’Africa e stanno facendo partire quelle persone”, aveva aggiunto il capo politico dei 5 stelle.

L’eco di Di Battista, e il post sul Blog delle Stelle

Parole che hanno trovato eco nell’intervista data da Alessandro Di Battista a Che tempo che fa, ribadite poi in un post sul Blog delle stelle: “Attualmente la Francia, nei pressi di Lione, stampa la moneta utilizzata in 14 paesi africani, quasi tutti paesi della zona subsahariana. I quali – prosegue l’esponente M5s – non soltanto utilizzano una moneta stampata dalla Francia, ma per mantenere il tasso fisso, prima con il Franco francese e oggi con l’Euro, sono costretti a versare circa il 50% dei loro denari in un conto corrente gestito dal Tesoro francese. Conto corrente con il quale – dice ancora Di Battista – viene finanziata una piccola parte del debito pubblico francese, ovvero circa lo 0,5%”.

La Francia, per Di Battista, tramite il controllo geopolitico di un’area dove vivono 200 milioni di persone “che utilizzano banconote e monete stampate in Francia, gestisce la sovranità di interi paesi impedendo la loro legittima indipendenza, la loro sovranità monetaria, fiscale, valutaria e la possibilità di fare politiche espansive”. E ha concluso: “Fino a quando non si ‘strapperà’ questa banconota, che in realtà – accusa – è una manetta nei confronti dei popoli africani, noi potremo continuare a parlare a lungo di porti aperti o porti chiusi, ma le persone continueranno a scappare, a morire in mare, a cercare altre rotte e a provare a venire in Europa”.

Le parole di Di Battista hanno trovato ampia eco mediatica, hanno suscitato l’ira delle opposizioni che hanno accusato i due leader di irresponsabilità politica nei confronti di Parigi, ma hanno ottenuto il sostegno da parte del fondatore dell’Unione delle comunità africane in Italia Otto Bitjoka, che ha sottolineato in un post come occorra “costruire un nuovo paradigma sulla questione immigrazione africana nera in Italia. Dobbiamo realizzare le condizioni di un confronto dialettico partendo dalle cause e non gli effetti”. E tra le cause, annovera la moneta stigmatizzata da Di Maio e Di Battista.

Cos’è e come funziona il franco CFA?

Ma cos’è il franco CFA? Il franco CFA, ha spiegato all’Agi Marco Magnani, professore di Monetary and Financial Economics alla Luiss di Roma, rientra in un “accordo tra la Francia e 14 Paesi africani, siglato diversi decenni fa e rimasto in vigore anche dopo l’indipendenza delle colonie. E’ un’intesa che le parti coinvolte possono tranquillamente smontare, nel senso che non e’ un’imposizione”.

Non una imposizione quindi, spiega Magnani, perché “I governi africani interessati, qualora volessero uscire da questo accordo, per utilizzare ognuno una loro moneta, oppure utilizzare una moneta comune che non sia garantita dal Tesoro francese, lo possono sempre fare”.

Le critiche verso questa moneta si sono sollevate negli ultimi anni sia da sinistra che da ambienti sovranisti e di destra. “Certo – aggiunge – immagino che qualcuno potrebbe avere difficoltà a comprendere come mai esponenti del governo italiano esprimano in modo così spinto opinioni su questo tema, a partire dal problema dell’immigrazione, che dunque coinvolgerebbe anche l’Europa. Direi che sono collegamenti molto stiracchiati”.

Perché quindi parlare oggi dei presunti danni causati da questa moneta? “Potrebbe venire il sospetto che”, spiega Magnani, “trovandoci alla vigilia di elezioni europee, i politici si pronuncino su questo per motivi di posizionamento. Questa potrebbe essere una spiegazione. L’altra possibilità potrebbe essere che il M5s, legittimamente, per contrapporsi alla Lega su un tema come quello sull’immigrazione, che i sondaggi ci dicono faccia guadagnare voti, stia cercando un suo angolo originale di posizionamento”. 

Il numero reale di persone che da queste aree arrivano in Italia

Ma se il dibattito sul franco CFA e le sue conseguenze è aperto, in queste ore qualcuno ha provato a fare chiarezza su quanti migranti arrivino in Italia da queste aree. David Carretta su Twitter ha citato i dati del ministero dell’Interno e Frontex per smentire che ci sia alcuna correlazione tra le partenze dall’area CFA e gli arrivi sulle coste italiane.

Nell’elenco dei paesi da cui sono arrivati i migranti in Italia, al primo posto c’è la Tunisia, poi l’Eritrea, che è un’ex colonia Italiana, e ancora l’Iraq, il Sudane, il Pakistan, la Nigeria, e l’Algeria. Il primo dei paesi che hanno come moneta il franco CFA è la Costa d’Avorio: in totale su 23.370 arrivati in Italia nel 2018, circa 2.000 vengono da questi Paesi.

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