Innovazione

L’effetto Covid sul digitale: cinque tendenze per il futuro

AGI – Quando si prova a ipotizzare quali siano le tendenze tecnologiche, l’orizzonte non è certo quello di un semestre. Questa volta ad Accenture è toccato fornire una seconda edizione delle sua Technology Vision 2020, riformulando le previsioni di gennaio. Già questo è un indice di quanto l’accelerazione digitale impressa dal coronavirus sia stata forte.

Tanto forte da creare uno “scontro”, ha spiegato Valerio Romano, intelligent cloud & engineering director di Accenture. Si è passati dal techlash (termine spuntato sull’Economist tre anni fa per indicare la disillusione nei confronti dell’entusiasmo digitale) al “tech-clash”: un “disallineamento” tra i valori delle persone e i modelli tecnologici. “Le aziende che non sapranno gestirlo si troveranno ad affrontare un clima di sfiducia e insoddisfazione crescente da parte dei consumatori”. Quelle che invece ambiscono a superarlo, dovrebbero cavalcare queste cinque tendenze.

I cinque trend tecnologici del 2020

Le aziende avranno bisogno di creare esperienze personalizzate, che diano agli individui maggior potere decisionale. “Questo modello trasforma spettatori passivi in attori attivi e partecipi”, afferma Accenture. Cinque imprese su sei ritengono che, per vincere la concorrenza nel prossimo decennio, le organizzazioni debbano trasformare il proprio rapporto con i clienti e renderli partner. È quello che il rapporto ha definito “The I in Experience”.

“AI and Me”: l’intelligenza artificiale potrebbe diventare lo strumento in grado di far emergere il pieno potenziale delle persone. Analizzando il quadro post Covid, sono emersi “i vantaggi della collaborazione tra uomo e AI”. Nel settore sanitario e non solo.

Sta cambiando “il concetto di proprietà di un prodotto”. Non è una questione politica ma economica e tecnologica: un prodotto connesso muta di continuo perché aggiornato di continuo. L’emergenza sanitaria sta aumentando notevolmente il bisogno di oggetti e servizi intelligenti. Il possibile squilibrio tra connettività e privacy è destinato a emergere

Continua a leggere – Fonte dell’articolo

 

Una startup italiana ha brevettato un filtro che neutralizza il Covid

AGI – La start up italiana Nanohub, attiva nel campo delle nanotecnologie, ha brevettato il primo filtro al mondo per i sistemi di trattamento aria indoor in grado di inattivare il Sars-CoV-2. La tecnologia applicata – informa una nota – in soli 10 minuti inattiva un’elevata carica virale infettiva (15.000 particelle infettive di partenza) del Sars-CoV-2 di oltre il 98,2%; in 20 minuti di oltre il 99,8%, fino ad arrivare al 100% in 30 minuti.

L’efficacia del filtro è stata testata nel laboratorio guidato da Elisa Vicenzi, capo dell’Unità di Patogenesi Virale e Biosicurezza dell’Ospedale San Raffaele di Milano, che isolò e studiò il coronavirus della Sars dal 2003 al 2008.

Il filtro ideato e brevettato da Nanohub – si afferma – si compone di un reattore fotocatalitico di ultima generazione e da un tessuto antibatterico e antivirale. L’azione congiunta dei componenti permette di sanificare l’aria, raggiungendo gli obiettivi di contenimento e rallentamento della trasmissione del virus.

Nell’applicazione della tecnologia di sanificazione dell’aria negli ambienti indoor, tutte le reazioni si generano sul filtro e solo le sostanze nocive presenti in aria, compresi i virus, vengono distrutte e/o inattivate, mentre nessun danno è prodotto per le persone presenti nell’ambiente.

A differenza delle altre soluzioni di sanificazione dell’aria utilizzabili in presenza di persone e disponibili oggi sul mercato la soluzione di Nanohub è l’unica ad essere stata testata sul Sars-CoV-2 e non “trattiene” il virus, ma ne inibisce completamente la carica infettante. Grazie a questa sostanziale differenza, l’efficacia e la sicurezza del filtro Nanohub è la massima oggi disponibile al mondo.

Continua a leggere – Fonte dell’articolo

 

La prima flotta di camion senza guidatore (e i problemi che pone)

AGI – L’utilizzo della guida autonoma anche per il trasporto pesante non è una novità, almeno a livello sperimentale. La startup TuSimple, una testa a San Diego e l’altra a Pechino, appare però come l’unica compagnia pronta all’applicazione commerciale su larga scala di queste tecnologie. La concorrente più importante, la Waymo di Alphabet, casa madre di Google, si sta concentrando al momento su minivan che percorrono brevi tragitti. TuSimple punta invece sulle lunghe distanze.

Al momento l’azienda ha solo 40 mezzi (altri 10 verranno aggiunti entro fine anno) e la rotta più estesa che copre è Phoenix-Dallas, mille miglia. Nondimeno per TuSimple ciò è sufficiente per proclamare la propria flotta “la prima al mondo con una rete per la guida autonoma”. E “rete” è la parola chiave per comprendere perche’ TuSimple sia valutata un miliardo di dollari, abbia attratto investitori come la Berkshire Hataway di Warren Buffet e abbia già tra i suoi 22 clienti le maggiori società di logistica Usa, come Ups e Us Xpress. 

Il vero business non è la guida autonoma

Il vero vantaggio di salire per primi sul treno di TuSimple è la possibilità di influenzare, con le proprie commesse, le rotte che verranno mappate digitalmente e finiranno per costituire la base dell’intero business, una volta sviluppato. 

Il presidente di TuSimple, Cheng Lu, lo spiega cosi’ a ReCode: “Immagina se avessi potuto aver voce in capitolo, al tempo, su dove sarebbero stati costruiti i binari ferroviari e scegliere di farli porre esattamente di fronte alla porta di casa tua. Da fornitore, non ti darebbe un grosso vantaggio?.

I piani di TuSimple appaiono inoltre più concreti di quelli della concorrenza perché si appoggiano su un programma di espansione quadriennale molto preciso. Al momento attiva nel Sud Ovest, l’azienda intende coprire l’intero meridione degli Stati Uniti, da Los Angeles alla Florida, entro il 2023 per poi estendersi all’intera nazione l’anno successivo.

camion guida autonomo senza conducente 

© ICPhoto/AFP

Un mezzo di TuSimple su strada

La forte preoccupazione del sindacato

Se l’obiettivo finale è un’intelligenza artificiale abbastanza sofisticata da gestire in autonomia una vasta gamma di

Continua a leggere – Fonte dell’articolo

 

La mascherina che si disinfetta da sola ed è riutilizzabile 200 volte

AGI – I ricercatori della Freie Universität di Berlino e ITA RWTH Aachen, due delle più rinomate istituzioni accademiche specializzate in virologia e industria tessile, hanno confermato l’efficacia della nuova tecnologia auto disinfettante che, una volta applicata su tessuti o superfici è capace di distruggere definitivamente il coronavirus. Questa tecnologia, sviluppata dall’azienda d’igiene svizzera Livinguard riesce a distruggere ininterrottamente i virus espirati, compreso il 99.9% del SARS-CoV-2 (il virus che causa il COVID-19).

Questi risultati scientifici coincidono con quelli ottenuti a Tucson dall’Università dell’Arizona: una similitudine particolarmente importante, soprattutto in questo momento in cui la maggior parte dei Paesi sta gradualmente uscendo dal lockdown e la popolazione ha sempre più voglia di un ritorno alla normalità.

“Tutti gli Stati si stanno mobilitando per rilanciare l’economia e in questo panorama la tecnologia giocherà un ruolo fondamentale nella protezione della salute e del benessere. Le nostre mascherine forniscono una protezione che risponde alle odierne necessità” ha affermato Sanjeev Swamy, Fondatore e CEO di Livinguard. “Quello che ci rende particolarmente contenti è che questa tecnologia risulti essere efficace per la protezione della popolazione nello svolgimento delle attività quotidiane: dall’areo ai mezzi pubblici. Ci auguriamo così di poter aiutare i diversi paesi e le autorità, accelerando e facilitando la riapertura, sempre garantendo la massima sicurezza per tutta la popolazione”. 

“Le nostre ricerche provano che i tessuti con cui sono composte queste mascherine possono rendere inattivi i virus espirati risultando in questo modo ancora più sicure anche da maneggiare” afferma Uwe Rösler dell’Istituto d’igiene animale e ambientale. “Inoltre, questi innovativi tessuti potrebbero contribuire a ridurre molte problematiche igienico-sanitarie anche al di fuori degli ambiti medici e specifici del COVID-19”.

Oltre alle mascherine, la tecnologia d’igienizzazione costante Livinguard può essere applicata su qualsiasi tessuto e su numerose altre superfici, premettendone l’utilizzo in innumerevoli settori: da quello medico-sanitario, a quello dell’igiene personale,

Continua a leggere – Fonte dell’articolo

 

La mascherina che dice com’è la qualità dell’aria

AGI – Intelligente, sicura e connessa: arriva Narvalo Urban Mask, la prima mascherina protettiva FFP3 dotata di una valvola intelligente ad espirazione facilitata, capace di interagire con l’ambiente interno ed esterno e di dialogare con lo smartphone.

Realizzata in tessuto 3D, la Narvalo Mask è traspirante, lavabile, idrorepellente e antistrappo, secondo l’azienda produttrice filtra il 99,9% degli agenti inquinanti oltre a virus, batteri, polveri ed odori, grazie allo strato in carbone attivo. È dotata di una valvola di espirazione per massimizzare il deflusso d’aria ed evitare accumuli di calore e umidità all’interno.  Un tappo “anti-Covid”, se applicato, blocca la fuoriuscita di goccioline anche durante l’espirazione.

Accanto alla mascherina, c’è la Narvalo App (disponibile per iOS e Android dal 10 luglio) che, grazie al GPS dello smartphone, è in grado di restituire un quadro molto chiaro sulla qualità dell’aria respirata durante il proprio tragitto, mostrando la differenza dell’aria che si respira con o senza la maschera. L’app è scaricabile e utilizzabile da chiunque, con l’obiettivo di fare prevenzione e sensibilizzare le persone sulla qualità dell’aria delle città in cui vivono.

Per la fine dell’anno è inoltre previsto il rilascio della versione “Active” della maschera, ancora più tecnologica poiché equipaggiata con una valvola elettronica dotata di una ventola di estrazione intelligente e di sensoristica a bordo. La maschera diventerà così un device IoT di ultima generazione che permetterà di monitorare dati come la temperatura e l’umidità in maschera nonché i pattern respiratori dell’utente, garantendo sempre più sicurezza e comfort in diversi ambiti.  

A creare la Narvalo Urban Mask è la startup omonima, spin-off del Politecnico di Milano che unisce know how e manifattura 100% Made In Italy: nata alla Scuola del Design del Politecnico di Milano, sviluppata grazie al programma Switch2Product di PoliHub, e realizzata in collaborazione con BLS, azienda italiana con sede a Cormano

Continua a leggere – Fonte dell’articolo

 

OnePlus cambia strategia e sforna Nord, uno smartphone economico

AGI – La svolta, per un marchio come OnePlus, non è da poco: abbandonare la totale dedizione ai cosiddetti ‘flagship killer’ per includere nella propria offerta anche telefoni economici. Un po’ un ritorno alle origini, perché il marchio cinese era nato con l’idea di mettere a disposizione il meglio dell tecnologia disponibile a un prezzo competitivo rispetto ai marchi più blasonati. Come? Azzerando i costi di distribuzione nelle grandi catene, innanzitutto, e coinvolgendo a una community di entusiasti smanettoni nelle fasi di miglioramento del prodotto.  

Il gioco, però – in una realtà complessa e affollata come quella degli smartphone di fascia alta, dove a fare concorrenza agli OnePlus ci si sono messi pure gli altri marchi della famiglia Bbk come Oppo e realme – non poteva durare a lungo e così OnePlus ha dovuto rivedere le proprie stategie e ampliare il portfolio smartphone con una nuova linea di prodotti: OnePlus Nord. Un modo per rispondere anche al feedback della community di utenti, che ha espresso un forte desiderio per uno smartphone più accessibile che incorpori gli elevati standard di prodotto e di esperienza utente tipica dei flagship.

Pete Lau, fondatore e CEO di OnePlus, non parla di crisi del mercato né di vendite sotto le aspettative degli ultimi modelli, quanto piuttosto di “un nuovo entusiasmante capitolo”. “Si tratta anche di sfidare noi stessi e di andare oltre la nostra zona di comfort. Siamo immensamente orgogliosi dei nostri flagship e continueremo a crearne per i nostri utenti. Ora siamo entusiasti di condividere l’esperienza OnePlus con un numero ancora maggiore di utenti in tutto il mondo attraverso questa nuova linea di prodotti” dice. 

Il primo dispositivo della linea OnePlus Nord sarà disponibile in Europa e in India. Un numero selezionato di utenti in Nord America avrà la possibilità di sperimentare il nuovo dispositivo attraverso un programma

Continua a leggere – Fonte dell’articolo

 

Google, i dati saranno eliminati in automatico (ma non per tutti)

AGI – Dicembre 2018: Sundar Pichai si presenta davanti al Congresso, che (in modo non sempre competente) interroga il ceo di Google su privacy e censura.Pichai se la cava bene (salvo qualche balbettio sul progetto Dragonfly, il motore di ricerca a misura di Cina). Ma da quella tornata di audizioni, ha riservato maggiore attenzione alle impostazioni sulla privacy, rinnovandole a folate. Adesso ne è arrivata un’altra. Mountain View rende per la prima volta automatica la cancellazione dei dati, semplifica la navigazione in incognito e inserisce il controllo dell’account direttamente tra i risultati di ricerca (con l’obiettivo di renderlo più accessibile). Ecco quali sono le novità, annunciata dal ceo in un lungo post.

L’eliminazione programmata

Lo scorso anno, Google ha introdotto la possibilità di impostare l’eliminazione programmata di dati come la cronologia delle posizioni o le ricerche. Opzioni disponibili: 3 o 18 mesi. L’utente però doveva prendersi la briga di entrare nella gestione attività e spuntare manualmente la propria scelta. Adesso questa stessa funzione diventa predefinita. Quando si attiverà per la prima volta la Cronologia della posizioni (che di default è disattivata) l’eliminazione viene fissata a 18 mesi. Lo stesso vale per le Attività web e app (cioè le informazioni raccolte da posizione, ricerche, navigazione). Per YouTube, invece, i tempi si allungano: 36 mesi di base (che con un intervento manuale possono diventare 3 o 18). 

Attenzione: queste novità valgono solo per i nuovi account o per chi non avesse mai attivato la Cronologia delle posizioni (quindi comunque account molto recenti). In tutti gli altri casi non ci sarà alcun cambiamento e, a meno di un intervento dell’utente, i dati continueranno a essere nelle mani di Google fin quando vorrà Google. La società, però, invierà notifiche e mail per ricordare che è possibile impostare la cancellazione

Continua a leggere – Fonte dell’articolo

 

Ecco Honor 9A, senza i servizi di Google, ma con una super batteria

Honor non molla il mercato italiano ed europeo e presenta il nuovo smartphone 9A, che sarà in vendita a partire da giugno. Orfana – come la compagnia madre Huwei – dei servizi Google, l’azienda puto sutto sulle performance, soprattuytto per quanto riguarda la batteria. Il 9A ne monta una da 5000mAh, nelle intenzioni del produttore sufficienti da nadare avanti per giorni senza ricvariche troppo frequenti. Per il resto la dotazione è quella standard degli entry level: fino a 64GB di memoria espandibile anche se il set fotografico è composto da una tripla fotocamera. Il prezzo è  competititivo: 150 euro che diventanio 130 se lo si acquista sul sito HiHonor.

Sulla carta la batteria garantisce fino a 33 ore di chiamate 4G e fino a 35 ore di riproduzione video e può facilmente essere utilizzato come caricabatterie per altri telefoni grazie alla comoda modalità ricarica inversa. Pensato per un pubblioco giovane, il 9A dedica particolare attenzione al comparto audiom, con il sistema Smart PA con uscita vocale fino a 88dB, Huawei Histen 6.0 e Party Mode.

Anche se monta Android 10, Honor 9A, come si è detto, è privo di Play Store  e monta di Huawei App Gallery, che offre un ecosistema di applicazioni e servizi configurati per i device della casa cinese

Continua a leggere – Fonte dell’articolo

 

I portatili Samsung tornano in Italia

Samsung torna nel mercato italiano dei personal computer con tre portatili di fascia alta: Galaxy Book S con tecnologia Intel, Galaxy Book Flex e Galaxy Book Ion. L’arrivo sul sito samsung.com e presso i negozi, online e offline, delle principali insegne di elettronica di consumo è fissato al 30 giugno 2020. con prezzi che vanno dai 1.229 euro di Galaxy Book S  ai 1.429 di Galaxy Book Ion e ai 1.699 di Galaxy Book Flex.

Galaxy Book S

Galaxy Book S punta al risparmio emergetico: il processore Intel Core di nuova generazione con Intel Hybrid Technology offre piena compatibilità con le applicazioni Windows 10, bilancia i processi ad alte prestazioni durante l’utilizzo e riduce il consumo della batteria quando non è in uso. La batteria che può durare fino a 17 ore e offre fino a 512 GB di spazio di archiviazione e pesa 950 grammi. Lo spessore massimo è di 11,8 mm grazie al design senza ventole e a conchiglia che permette di avere un’ottima stabilità sia con il dispositivo aperto sulla scrivania che tenendolo sulle gambe. Per chi preferisce stare all’aria aperta durante il lavoro, la modalità Outdoor di Galaxy Book S consente di aumentare istantaneamente la luminosità a 600 nit semplicemente premendo due tasti. Lo schermo luminoso supporta anche le interazioni touch.

Grazie alla partnership con Microsoft, inoltre, è possibile utilizzare il proprio dispositivo Android preferito sul PC Windows. La funzionalità Collegamento Windows di Microsoft permette di sincronizzare il dispositivo mobile per ricevere notifiche e messaggi, copiare e incollare contenuti e trasferire foto da un dispositivo all’altro.

Galaxy Book Flex e Galaxy Book Ion

Galaxy Book Flex e Galaxy Book Ion sono dotati del primo display QLED al mondo su un computer portatile. Entrambi offrono la funzionalità Wireless Power Share di Samsung che consente anche di ricaricare smartphone, gli auricolari wireless Galaxy Buds o dispositivi indossabili compatibili con lo standard Qi attraverso il touchpad del laptop. Sono dotati di processori Intel Core di decima generazione.

Galaxy Book Ion ha

Continua a leggere – Fonte dell’articolo

 

Ecco la Playstation 5 di Sony. Anche senza lettore ottico

Il giorno di PlayStation 5 è arrivato. Con un evento in diretta streaming, posticipato di una settimana come segno di solidarietà alle proteste negli Stati Uniti, Sony ha presentato la sua nuova console che arriverà sul mercato il prossimo novembre, mostrando molte delle novità che caratterizzeranno la piattaforma e tanti videogiochi in lavorazione.

Per la prima volta è stata mostrata la forma della console, caratterizzate da linee dal design sinuoso e futuristico con colori bianco e nero e luci blu. Interessante e inatteso l’annuncio di due versioni hardware già al lancio: una con lettore ottico, che quindi potrà utilizzare giochi in blu-ray e una solo digital che potrà utilizzare i videogiochi scaricati dallo store online. Una scelta nuova per Sony ma già provata anche dalla rivale Microsoft. Non è stato comunicato il prezzo che la console avrà al lancio

playstation 5 sony senza lettore ottico
La Playstation 5 

La presentazione è stata però in gran parte dedicata ai videogiochi in arrivo o in lavorazione per Ps5, con tanti titoli fino a ora inediti e con la presenza di filmati di gameplay che hanno mostrato le potenzialità tecniche della console e il salto di qualità in termini di grafica e velocità di caricamento rispetto all’attuale generazione videoludica.

I videogiochi più attesi a fare la loro comparsa nella presentazione e su cui Sony punta per vincere la prossima “guerra” videoludica sono stati “Spider Man Miles Morales”, seguito dell’apprezzatissimo best seller Spider Man per Ps4, il ritorno delle corse di “Gran Turismo 7”, brand storico di PlayStation e capace di mostrare le potenzialità grafiche della nuova macchina, e il ritorno della coppia Ratchet e Clank, protagonisti di una dellle saghe di platform più note dell’ecosistema PlayStation. L’ultimo gioco ad essere stato mostrato, e quindi il più importante nei piani

Continua a leggere – Fonte dell’articolo