Politica

Lunedì arriva il nuovo Dpcm, le opposizioni dicono no al confronto

AGI – È possibile già lunedì il varo di un dpcm con nuove misure restrittive per arginare il contagio da coronavirus. Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha chiamato i Presidenti delle Camere Casellati e Fico, rappresentando la volontà del governo di avere già lunedì, se possibile, un confronto parlamentare in vista di un nuovo provvedimento che il Governo intende adottare già lunedì sera, si apprende da fonti di Palazzo Chigi. Si tratta di un’accelerazione rispetto alla tabella di marcia che sembrava concretizzarsi. Nei giorni scorsi si è discusso soprattutto di chiusure regionali mirate, in modo da evitare un nuovo lockdown su scala nazionale. L’ipotesi è chiudere le città e le aree più colpite in modo da scongiurare costi eccessivi per l’economia. Aziende e industrie, questa volta, non dovrebbero chiudere.

No dell’opposizione alla cabina di regia

Conte dovrebbe fare comunicazioni sulle nuove misure contro il covid lunedì. A quanto si apprende si sta cercando di far svolgere le comunicazioni alla Camera alle 12 e al Senato alle 17. ll presidente del Consiglio ha poi contattato i leader delle opposizioni invitandoli a indicare un rappresentante delle rispettive forze politiche in modo da instaurare già domenica un tavolo di confronto permanente con il Governo.

In una nota congiunta Salvini, Berlusconi e Meloni hanno però definito l’offerta un “ravvedimento tardivo”, ribadendo che per loro il luogo per il confronto è il Parlamento. Il centrodestra – affermano i tre leader in una nota congiunta è sempre stato a disposizione dell’Italia, ma oggi più che mai l’unica sede nella quale discutere è il Parlamento della Repubblica italiana. Lì sono depositate le numerosissime proposte formalizzate da noi e ignorate dal governo, e lì verranno presentate le altre. Non siamo disponibili, invece, a partecipare a operazioni di Palazzo che sembrano dettate più che da una reale volontà di collaborazione dal tentativo di voler coinvolgere l’opposizione in responsabilità gravi che derivano

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Il governo prepara la chiusura di città e territori, ma non sarà lockdown totale. Scontro sulla scuola

AGI – In Francia hanno tenuto aperte le scuole ma hanno chiuso i negozi, in qualche modo bisogna decidere: è il ragionamento fatto dal ministro della Salute Roberto Speranza, secondo quanto riferiscono partecipanti all’incontro che si è tenuto venerdì sera alla presenza del premier Giuseppe Conte e dei capi delegazione di maggioranza, ad evidenziare la preoccupazione e i dubbi del governo su come agire per fronteggiare il diffondersi del contagio del virus.

L’Ipotesi di una nuova stretta per la scuola

Sul tavolo l’ipotesi di una maggiore stretta per quanto riguarda la scuola. La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, sempre secondo quanto si apprende, ha espresso tutte le perplessità per le mosse di quei governatori che, in maniera autonoma, hanno deciso di chiudere. L’esponente M5s ha di nuovo portato i dati secondo i quali negli edifici scolastici non si registrerebbero particolari focolai. Il presidente del Consiglio Conte avrebbe concordato sull’importanza di permettere agli studenti di continuare le lezioni anche in presenza, ma l’ipotesi di maggiori misure restrittive – magari attraverso un provvedimento dei ministeri interessati – non è da escludere.
    L”exit strategy’ potrebbe essere quella di una norma nazionale che porti tutti gli studenti italiani nelle scuole superiori a continuare la loro attività da remoto. Il premier sta valutando. In ogni caso, sempre secondo quanto si apprende, avrebbe rimarcato la legittimità dei governatori a poter agire con regole più stringenti. Legittimità sancita anche dall’ultimo Dpcm. Italia viva, con le ministre Bonetti e Bellanova, è sulla stessa lunghezza d’onda della ministra Azzolina. La richiesta del partito di Renzi è quella di lasciare aperte le scuole ma la decisione in merito arriverà solo oggi quando si terrà una nuova riunione a palazzo Chigi. Al momento comunque non è previsto alcun dpcm nel weekend.

Conte frena sul lockdown

Il presidente del Consiglio frena su un lockdown

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“Non sono un renziano e non voglio il rimpasto”, dice Marcucci

AGI – Il senatore Andrea Marcucci, capogruppo del Pd a Palazzo Madama precisa in un’intervista a la Repubblica di non avere chiesto il rimpasto di governo, e afferma: “Non sono a favore di un rimpasto come si dice voglia Renzi. Non sono renziano, ho la mia identità. Peraltro non condivido affatto la posizione di Renzi sul Dpcm“.

Marcucci chiede invece “un chiarimento politico per garantire forza al governo” per “non andare con un equipaggio incerto e criticato in balia delle onde”. Quindi, ribadisce, “occorre una guida sicura, una maggioranza forte e coesa che dia all’esecutivo le basi di autorevolezza sia nei confronti del Paese che della comunità internazionale e finanziaria”.

Il senatore dem prosegue: “Ho chiesto a Conte di farsi carico lui di queste questioni con un maggiore coinvolgimento parlamentare a partire dalla legge di Bilancio. Invece che continuare ad ascoltare il chiacchiericcio sul rimpasto, ci dica cosa pensa” anche perche’, sottolinea, “degli errori di valutazione sulla scuola sono stati fatti. Pero’ a noi oggi spetta affrontare i problemi. Gli errori li giudicheranno gli elettori. Noi abbiamo bisogno di ministri autorevoli che lavorino collegialmente, che abbiano una maggioranza solida alle spalle in una collaborazione stretta con il Parlamento, dove va aperto un tavolo con le opposizioni. Sia Conte a valutare se i ministri sono o meno adeguati”, conclude Marcucci. 

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Conte parlerà alla Camera mercoledì prossimo, e ci sarà un voto

AGI – Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte terrà comunicazioni alla Camera sulla situazione sanitaria ed economica del Paese mercoledì prossimo alle 10. E’ quanto emerge al termine della Conferenza dei capigruppo. Sulle comunicazioni del premier l’Aula potrà esprimersi con un voto.

Conte ha riferito alla Camere sulle misure restrittive imposte dal nuovo dpcm nella giornata odierna. Sull’intervento, dal momento che si è tenuto nella formula dell’informativa, i parlamentari non hanno potuto presentare alcuna risoluzione da sottoporre a voto.

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Conte difende il dpcm: “Senza misure severe, la curva ci sfuggirebbe di mano”

AGI – “Siamo pienamente consapevoli che si tratta di misure severe, ma le riteniamo necessarie per contenere i contagi. Diversamente la curva epidemiologica è destinata a sfuggirci completamente di mano. La nostra curva epidemiologica allo stato risulta complessivamente compatibile con lo scenario di tipo 3”. Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, mette in chiaro in aula alla Camera che il Dpcm emanato domenica scorsa non aveva alternative.
   
Per valutare se gli effetti del Dpcm saranno sufficienti a contenere l’epidemia, bisognerà attendere “due settimane”.
   
Conte rintuzza gli attacchi dell’opposizione: “Sabato, prima del varo del Dpcm, abbiamo avuto un confronto preventivo sulle misure con i capigruppo di maggioranza e opposizione”.
   
Il dl ristori, approvato ieri da Consiglio dei Ministri  – precisa Conte – era nelle intenzioni del Governo, già nelle ore in cui si stava preparando il Dpcm.
   
Sul decreto legge il premier rende noto che i ristori a fondo perduto arriveranno con una “erogazione automatica sul conto corrente entro il 15 novembre. Entro il 15 dicembre anche per le attività che non avevano richiesto contributi col decreto rilancio”. Il decreto legge contiene “interventi per 5,4 miliardi in termini di indebitamento netto”.
   
Sulla sanità il premier annuncia: “Sono stati stanziati 30 milioni di euro per favorire la somministrazione di tamponi rapidi presso i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Nel momento in cui vi parlo credo che stia per essere annunciato il rinnovo del contratto di categoria che faciliterà proprio tra le clausole inserite anche il coinvolgimento di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta nella somministrazione dei tamponi”.
   
Per i trasporti pubblici Conte ammette che “c’e’ una oggettiva difficolta’ ad assicurare che le regole di distanziamento siano sempre rispettate da tutti gli utenti. Per questo nell’ultimo Dpcm “abbiamo deciso misure per alleggerire il trasporto” come la didattica a distanza, lo smart

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Conte: “Vogliamo evitare un lockdown generalizzato, ma saranno possibili chiusure territoriali”

AGI –  “Se rispettiamo queste misure abbiamo buone possibilità di affrontare dicembre con una certa serenità, senza un sistema sanitario sotto stress. In caso contrario ci troveremo di fronte alla necessità di un lockdown, dobbiamo scongiurarlo”. Lo ha afferma il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte nella conferenza a Palazzo Chigi dopo l’approvazione del decreto Ristori da parte del Consiglio dei ministri.

Conte ha tenuto a sottolineare che il nuovo dpcm prevede già lockdown territoriali e ha lo scopo di “tenere sotto controllo la curva epidemica” e ha escluso l’ipotesi di una patrimoniale: “Abbiamo deciso di non introdurre nuove tasse per gli italiani“, ha risposto a una domanda in proposito.

Il presidente del Consiglio ha quindi fatto sapere che interverrà nei prossimi due giorni in Parlamento per illustrare i provvedimenti adottati: “Domani sarò alla Camera – ha detto – il giorno successivo al Senato”.

Quindi, si è soffermato sulle violenze di piazza in atto in diverse città italiane: “La gente che soffre – ha detto – non può aspettare ma credo che gli italiani non condividono queste violenze e non vogliono di lasciarsi strumentalizzare. La violenza genera violenza e non porta nulla di buono”. 

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Giorgetti: “Rieleggere Mattarella e poi andare al voto”

AGI – “A mio giudizio, dovremmo votare nel 2022 dopo aver rieletto Mattarella”. Lo dice il vice segretario della Lega Giancarlo Giorgetti a Bruno Vespa per il libro “Perché l’Italia amò Mussolini (e come ha resistito alla dittatura del virus) in uscita da Mondadori Railibri giovedì 29 ottobre.

È improbabile, obietta Vespa, che il nuovo capo dello Stato appena eletto sciolga il Parlamento. “Per questo, la cosa migliore sarebbe rieleggere Mattarella, con l’intesa che possa presto riallineare il Parlamento all’ultimo referendum costituzionale – sottolinea Giorgetti – In questo modo il suo successore verrebbe eletto dal Parlamento rinnovato di 600 membri. E’ assurdo che un corpo elettorale delegittimato di 1000 componenti elegga un capo dello Stato destinato a restare in carica sette anni”.

E su questo terreno il centrodestra, che con la maggioranza dei delegati regionali è molto competitivo, vuole giocarsi fino in fondo la sua partita. “Abbiamo il 46 per cento del corpo elettorale. – osserva Giorgetti – E se troviamo una personalità che possa prendere voti anche dall’altra parte, con lo scrutinio segreto possiamo farcela”.  

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I portavoce di Mattarella e Conte sono positivi al Covid

AGI  – Il portavoce del presidente della Repubblica, Giovanni Grasso, è risultato positivo al Covid-19, dopo aver manifestato lievi sintomi si è sottoposto al tampone ed è risultato contagiato dal coronavirus. “Da stamattina non ho febbre e sto discretamente bene Tengo sotto controllo la saturazione dell’ossigeno e i valori sono assolutamente nella norma. Mercoledì pomeriggio avevo fatto il tampone ed ero risultato negativo” ha raccontato lo stesso Grasso.

Nei giorni di potenziale contagiosità il consigliere del Quirinale non ha avuto contatti diretti con il presidente Mattarella. Ora Grasso è ovviamente in isolamento a casa, mentre i familiari sono negativi. “Al Quirinale – racconta ancora – sono già partite le previste procedure di sanificazione e controllo”.

Anche il portavoce del presidente del Consiglio Conte, Rocco Casalino, è risultato positivo al Covd-19. “Ho scoperto ieri sera, dopo il sopraggiungere di sintomi lievi, di essere positivo al Covid 19 – spiega Casalino -. L’Ultima volta che ho lavorato in Presidenza del consiglio è stato martedì, adottando come sempre tutte le misure di sicurezza (mascherine e distanza). In ogni caso ancora mercoledì risultavo negativo al tampone”, conclude il portavoce del premier.

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I fatti di Napoli e le tensioni tra istituzioni preoccupano il Quirinale

AGI – La parola d’ordine è “coesione”: tra i livelli istituzionali e nelle realtà sociali e produttive del Paese. Le ceneri degli scontri di Napoli non si sono ancora posate quando il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella appare in video per portare il suo saluto all’Unione Nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti Montani. Il messaggio è chiaro: le istituzioni devono rimanere coese e collaborare per fronteggiare la crisi pandemica e quella economica che porta con sè.

Certamente, al capo dello stato non devono essere sfuggite le tensioni tra governo centrale, Regioni e Comuni che hanno preceduto e accompagnato il varo del decreto del presidente del consiglio dei ministri con le misure mirate contro il virus. Misure che, in alcuni casi, i sindaci hanno fatto capire di non poter garantire.

Di qui le parole di Mattarella: La “responsabilità comune nel difendere il bene primario della vita, contenendo il contagio e affrontandone le conseguenze, sanitarie, sociali, economiche, ci fa comprendere ancor meglio l’importanza di una leale e fattiva collaborazione tra le Istituzioni della Repubblica“.

E ancora: “Tutte le articolazioni dell’ordinamento democratico, per servire il benessere della società e lo sviluppo dei territori, sanno di dover operare sempre con spirito di unità e di coesione, consapevoli dei tanti interessi comuni”.

Un richiamo al quale pare unirsi anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, declinandolo però sul piano dei rapporti tra istituzioni e comparti produttivi: premettendo che le prossime settimane saranno complesse e non si potrà in alcun modo abbassare la guardia, il presidente del Consiglio sottolinea come “il cantiere della nuova Italia è aperto e per questo avremo bisogno dell’aiuto e della collaborazione di tutti gli italiani“.

Per “cantiere”, il premier si riferisce a tutti i dossier, dalle riforme alle misure economiche, che hanno l’obiettivo di sostenere gli imprenditori in una fase particolarmente complessa. Parole che Conte accompagna con una ammissione: “Siamo consapevoli

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Il premier Conte valuta nuove misure contro la pandemia

AGI – Le ulteriori misure restrittive dovrebbero arrivare nel week end. Ormai la direzione – come sottolineano diversi ministri – e’ quella.

Tra le ipotesi sul tavolo una stretta sugli spostamenti, il coprifuoco in tutte le regioni, la serrata delle attività non essenziali.

Il governo è dunque al bivio. L’ala rigorista punterebbe a restrizioni piu’ severe, come la possibilità di prevedere già dalle 18 o dalle 21 una chiusura, salvaguardando solo scuola e lavoro, mentre altri ministri vorrebbero il limite delle 23 o delle 24, come stabilito già da diversi governatori.

A rischio palestre, centri estetici, la partecipazione del pubblico agli eventi ma al momento le valutazioni per il nuovo Dpcm sono ancora in corso.

Possibile dunque anche una stretta sugli spostamenti tra le regioni e le aree maggiormente a rischio, un incremento dello smart working e un maggior ricorso alla didattica a distanza per le scuole superiori.

L’ipotesi di un lockdown per un paio di settimane al momento non e’ in campo, anche se chi vorrebbe anticipare la serrata già alle 18.

Di certo c’e’ la spinta ad agire al piu’ presto da parte degli scienziati che hanno scritto al presidente della Repubblica Mattarella, del ministero della Salute e anche di forze della maggioranza come il Pd. Spinta che arriva anche dalle regioni.

L’invito che rivolgera’ il governo è quello a non muoversi da casa, se non per ragioni comprovate.

Oggi intanto il partito del Nazareno è tornato a chiedere una svolta vera sulle misure da prendere per il diffondersi del contagio. Non sarà pero’ un lockdown generalizzato, non siamo nelle condizioni di marzo, il ‘refrain’ all’interno dell’esecutivo, i dati della Spagna e della Francia sono peggiori dei nostri.

Ma sulla necessita’ di varare norme ancora piu’ stringenti si sarebbe convinto anche il premier Conte che nel pomeriggio ha incontrato il commissario all’Emergenza Arcuri. A preoccupare e’ il dato delle terapie

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