Conte chiede all’Europa una vera ripartizione dei migranti

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GUILLAUME PINON / NURPHOTO

 Migranti recuperati nel Mediterraneo 

All’indomani della fiducia incassata dal Parlamento, Giuseppe Conte vola a Bruxelles e preme decisamente l’acceleratore sulla riforma del patto di Dublino sui migranti. Il pressing di Conte sulle istituzioni comunitarie è netto: il sistema di Dublino va superato, ripete il premier, che parla di “grande disponibilità” del fronte europeo a trovare subito un accordo temporaneo sulla ripartizione dei migranti.

“L’Italia chiede sostanziale condivisione. Ora dobbiamo definire i dettagli – aggiunge – ci saranno dei paesi riluttanti ma chi non parteciperà alla condivisione ne risentirà molto sul piano finanziario, in modo consistente”. Il tema sarà sul tavolo dell’incontro con Emmanuel Macron il 18 settembre e un mini vertice a 5 (Italia, Francia, Germania, Malta e Finlandia) con la Commissione europea è in agenda il 23 settembre a La Valletta per arrivare a un punto comune su redistribuzione e sbarchi.

L’iniziativa del premier riscuote subito il plauso da parte del segretario del Partito Democratico. “Bene il Premier Conte che ha posto con chiarezza il tema della riforma del regolamento di Dublino in Europa trovando la convergenza della Presidente Von Der Leyen. L’Italia torna protagonista in Europa ed è un primo passo per il cambiamento che auspichiamo da tempo”, scrive su Twitter Nicola Zingaretti.

Si mostra scettico, sulla revisione di Dublino, Matteo Salvini: “Negli ultimi anni di parole ne abbiamo sentite tante, di fatti zero. A me e agli italiani interessano i fatti, l’Italia non può essere il campo profughi d’Europa”. Ma il leader leghista intravede nelle mosse di Conte il tentativo di tornare indietro rispetto a quanto fatto con il governo gialloverde.

Il sospetto dell’ex ministro dell’Interno è che si voglia “riaprire i porti. Mi auguro che l’attuale governo rispetti le leggi che sono in vigore e quindi impedisca l’ingresso a chi illegalmente vuole arrivare in Italia” ha rimarcato “lo vedremo nelle prossime ore”. Critico anche il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che risponde proponendo “una norma quadro sull’immigrazione che sia indirizzata a tutelare la sicurezza del territorio e dei cittadini. In questi giorni – ha precisato il governatore – l’assessore con delega all’Immigrazione sta facendo degli incontri con gli uffici tecnici”.

Una ‘sparata’ per Deborah Serracchiani, deputata dem ed ex governatrice del Friuli V.G.: “Devono spararle grosse sui migranti, l’unico argomento cui sono aggrappati come naufraghi alla zattera, visto il buco nero in cui stanno trascinando l’economia della regione. Si vuole mettere il Consiglio regionale a fare leggi anti-migranti con il solo scopo di vederle impugnate”, sottolinea.

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