Viaggiare è pura magia. Luoghi sconosciuti, lingue straniere e l’eccitazione di perdersi un po’ in una città straniera. Ma la voglia di viaggiare non è gratuita, come vi dirà chiunque abbia mai vissuto con una valigia in mano. Il letto scomodo dell’ostello a Cusco, lo zaino gonfio a Praga o quel treno in ritardo a Bangkok? Il tuo corpo ne paga le conseguenze. Una buona terapia come la Bowen www.thermana.si/it, nota anche come Bowenwork o Bowtech, potrebbe essere la soluzione giusta.
La terapia che i tuoi muscoli non si aspettavano
Ma allora, che cos’è questa terapia Bowen? A un occhio inesperto, potrebbe sembrare che qualcuno stia semplicemente toccando o massaggiando i muscoli con le dita. È sottile, quasi ingannevole. A differenza di un massaggio profondo che ti fa sussultare (ma che apprezzi), il Bowenwork è molto più leggero. Si tratta di comunicare con il corpo e chiedergli di rilassarsi, riallinearsi e, cosa più importante, autoguarirsi.

Sviluppata in Australia da Tom Bowen negli anni ’50, questa terapia non prevede manipolazioni violente, stiramenti o manipolazioni intense. I professionisti eseguono piccoli movimenti rotatori sui muscoli, sui tendini e sulla fascia, di solito fermandosi tra un movimento e l’altro per consentire al corpo di reagire. L’obiettivo? Riavviare il sistema nervoso e riportare il corpo al suo equilibrio naturale.
Per i turisti e i vagabondi, però, può essere una vera salvezza. Che si tratti di un trekking in Patagonia o di stare curvi su un laptop in un caffè di Lisbona, la terapia Bowen è un silenzioso interruttore di riavvio.









