Questa mappa digitale salverà Notre Dame?

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Su alcuni media americani, come la CNN, la vicenda dell’incendio che ha colpito la cattedrale di Notre Dame si sta legando al lavoro di uno storico dell’arte, morto a novembre a soli 49 anni, che ha insegnato in una piccola Università dello Stato di New York, Poughkeepsie. Il suo nome era Andrew Tallon e il suo merito è stato quello di aver catturato, con una tecnica laser molto particolare, molti segreti della chiesa parigina. Ogni anfratto e ogni dettaglio.La sua replica digitale, realizzata utilizzando un miliardo di punti laser, è talmente precisa da poter rappresentare uno dei punti di partenza più importanti per la futura ricostruzione.  

La Cattedrale di Notre Dame è stata più volte modificata nei sui molti secoli di vita. Un fatto che ha reso difficile ricostruire con precisione la sua storia architettonica. Tallon, quattro anni fa, ha piazzato il suo treppiede in oltre 50 luoghi della struttura lavorando ininterrottamente per cinque giorni e coinvolgendo un collega, Paul Blear, della Columbia University. Così, ad esempio, attraverso una scansione 3d molto accurata, i due sono riusciti a mostrare come le colonne interne all’estremità occidentale non siano perfettamente allineate.

Dan Edleson, responsabile della società STEREO, ha sottolineato come “queste informazioni siano oggi a completa disposizione degli architetti e dei progettisti” che dovranno riportare all’originale bellezza le parti rovinate dalle fiamme. Quella di Tallon è la stessa tecnologia usata dalle auto che guidano da sole per identificare gli oggetti e gli ostacoli che hanno intorno. 

Per comprendere il valore di questi dati, la CNN ha chiesto un parere anche a Krupali Uplekar Krusche, responsabile di un team alla Notre Dame University (si trova nell’Indiana e non ha niente a che vedere con Parigi) che usa tecniche di scansione 3D per documentare monumenti e opere storiche.

Per Krusche la mappa potrebbe avere un ruolo fondamentale soprattutto per ricreare le distanze tra le parti scomparse e misurare le dimensioni di travi e altre strutture. Il livello di dettaglio catturato dallo storico americano, poi, potrebbe essere decisivo quando si tratterà di ricostruire la guglia, elaborata in maniera molto particolare, crollata in diretta a causa dell’azione del fuoco. 

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In un video girato nel 2017, Tallon aveva espresso la sua preoccupazione per lo stato in cui versavano alcune zone della Cattedrale. Pezzi mancanti e usurati dal tempo, gargoyle deteriorati, danni alle pietre causati dalle infiltrazioni dell’acqua. La situazione era considerata così grave da spingerlo a co-fondare una organizzazione, chiamata Friends of Notre-Dame de Paris in America, per raccogliere fondi e sensibilizzare sui problemi di uno dei simboli principali del gotico europeo.

L’amore per la Cattedrale era nato presto. Da piccolo, Tallon aveva seguito la madre nella capitale francese mentre lavorava a un testo sulla storia del teatro. A Parigi era tornato dopo gli studi, per un dottorato in storia dell’arte alla Sorbonne. Ma quel luogo spirituale non aveva mai smesso di attrarlo, anche dopo il rientro a casa. Aveva dedicato gli ultimi vent’anni della sua vita allo studio dell’architettura medievale, ai suoi misteri, alle sue infinite narrazioni. 

A tutto ciò aveva unito il suo interesse per la tecnologia creando nuovi modi di studiare questi edifici secolari. In un’intervista per National Geographic aveva spiegato così il suo lavoro: “Quando lavori su edifici medievali è difficile poter dire qualcosa di nuovo. Sono stati osservati e studiati per secoli. Per questo ho voluto usare una tecnologia più sofisticata che, in questi giorni, potrebbe farmi ottenere risposte nuove”. Usare la sua mappa sarebbe un gesto per ricordare l’amore che aveva per la Cattedrale che, complice le sfortune della vita, non ha visto così sfregiata e sofferente

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