Il caso che agita il candidato di Pd e M5s in Umbria

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Vincenzo Bianconi/Facebook

Vincenzo Bianconi

Un caso scuote la campagna elettorale di Vincenzo Bianconi, l’imprenditore alberghiero di Norcia candidato di M5s e Pd a governatore dell’Umbria. Il Corriere dell’Umbria ha rivelato che la famiglia dell’imprenditore ha ricevuto complessivamente otto milioni di fondi per la ricostruzione post terremoto, di cui sei milioni per gli hotel da ristrutturare e due milioni e mezzo per gare e affidamenti nei servizi mensa dei moduli abitativi. La fonte è il sindaco forzista di Norcia, Nicola Alemanno, che rispondendo a un’interrogazione sulla ricostruzione delle strutture alberghiere ha peraltro precisato che sono stati seguiti tutti gli iter previsti.

Resta il fatto, ha scritto il giornale, che “su 27 attività ricettive rimaste in piedi a Norcia dopo il sisma del 2016 (prima erano 69), solo tre hotel hanno chiesto e ottenuto i permessi” e di questi “gli unici due che al 30 settembre hanno in tasca pure i decreti dell’ufficio speciale, con i fondi in denaro definiti, sono dei Bianconi”.

Tanto è bastato perché la Lega andasse all’attacco: “Approfondiremo”, ha promesso Matteo Salvini, “l’Umbria, dopo gli arresti che hanno fatto cadere la giunta del Pd, merita trasparenza assoluta. Il 27 ottobre i cittadini potranno finalmente voltare pagina”. I parlamentari umbri del Carroccio, Caparvi, Marchetti, Briziarelli e Pillon, hanno annunciato che presenteranno un’interrogazione parlamentare.

La replica di Bianconi: “Fango e calunnie”

Bianconi, da parte sua, ha replicato duramente: “È vergognoso usare il dramma del terremoto per fare campagna elettorale. Evidentemente la mia candidatura deve proprio terrorizzare qualcuno, visto il fango e le calunnie che mi arrivano addosso. Tra l’altro oggi mi si accusa di un ‘crimine’ terribile: aver cercato di non mettere in mezzo alla strada oltre 90 famiglie di lavoratori collegati alla nostra azienda da sempre una delle colonne dell’economia della Valnerina”.

Poi in una conferenza stampa a Perugia ha spiegato che in tutta la Valnerina ferita dal sisma sono state 35 le strutture danneggiate e “solo 19” hanno fatto domanda di contributo: di queste, 11 hanno già terminato i lavori di restauro, ma tra queste “non ci sono le mie proprietà”. “Abbiamo perso i tre quarti del nostro patrimonio aziendale costruito in 160 anni di sacrifici familiari, e’ ovvio che quando non sei un piccolo imprenditore i numeri dei danni che subisci sono alti”, ha aggiunto. 

Bianconi ha peraltro escluso qualsiasi conflitto d’interesse sulla ricostruzione in caso di elezione: “Se dovessi diventare presidente di questa Regione ci sarà una persona che gestirà il terremoto e non posso essere io”, ha assicurato.

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