Il M5s ha tolto il simbolo al candidato sindaco di Cagliari per le sue frasi anti aborto

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(Afp)

 Bandiera Movimento 5 Stelle

“Ci sono valori che fanno parte del Dna del Movimento, come l’idea di una donna che ha diritti e doveri identici a quelli dell’uomo. Nel lavoro, in famiglia, in amore. Ribadiamo che siamo lontani anni luce dalle posizioni espresse al congresso di Verona e oggi torniamo sull’argomento per prendere le distanze da quanto affermato dal candidato a sindaco di Cagliari Alessandro Murenu“. E’ quanto si apprende da una nota M5s.

“Ci vuole rispetto per la donna, ma soprattutto coerenza. Chi vole associare rivendicazioni come quelle espresse a Verona contro la donna al simbolo del Movimento, si sbaglia di grosso ed è fuori dal nostro progetto. La lista non era stata ancora depositata. Al candidato sindaco è stata revocata la certificazione e inibito l’uso del simbolo. Non ci saranno candidati sindaci a Cagliari”, viene spiegato.

In mattinata si era scoperto che sul sito del Movimento5Stelle non compariva più nell’elenco delle liste elettorali per le comunali in Sardegna quella collegata al candidato sindaco di Cagliari Alessandro Murenu. Il cardiochirurgo di 58 anni ieri sera aveva fatto scomparire il suo profilo Fb, investito dalle polemiche scatenate da post in cui in passato aveva preso posizione contro l’aborto e su temi come unioni omosessuali e immigrazione.

Da stamattina per la Sardegna compaiono solo le candidature a sindaco di Roberto Ferrara ad Alghero, Gianfranco Vacca a Monserrato (Cagliari), Maurilio Murru a Sassari e Rita Matta a Sinnai (Cagliari). Non è ancora chiaro se la ‘sparizione’ dal sito sia dovuta a un problema tecnico o preluda alla decisione di non candidare più Murenu, che pure ieri si era difeso parlando di ‘macchina del fango’ contro di lui.

Mureno ha cancellato i suoi profili social, ma su altri profili si leggono ancora gli screenshot di una frase che l’ormai ex candidato sindaco M5S aveva postato condividendo la posizione di un suo contatto: “Chiamare l’aborto un diritto della donna e’ come chiamare la lapidazione femminile un diritto dell’uomo”.

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