Il Senato vota sul calendario della crisi. Il racconto in tempo reale.

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 (Afp)

Senato

È iniziata al Senato la seduta dell’Aula sul calendario. L’Assemblea dovrà esprimersi sulle modifiche del calendario stabilite ieri dalla conferenza dei capigruppo a maggioranza, dove lo strano asse M5s-Pd, grazie anche ai voti di Leu e delle Autonomie, a maggioranza ha fissato per il 20 agosto la seduta dell’Assemblea di palazzo Madama sulle comunicazioni che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella lettera inviata venerdì ai presidenti dei due rami del Parlamento, si è detto disponibile a rendere.

Il centrodestra, che si è ricompattato, ha provato a stringere i tempi della crisi e ha chiesto che l’Aula venga convocata già mercoledì 14 agosto, subito dopo le commemorazioni per il primo anniversario del crollo del Ponte Morandi di Genova. Ma, soprattutto, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia chiedono che l’Aula sia chiamata ad esprimersi non sulle comunicazioni di Conte, bensì sulla mozione di sfiducia che la stessa Lega ha presentato nei confronti del premier.

Non essendoci stata unanimità in capigruppo, ora tocca all’Aula pronunciare l’ultima parola sul calendario, ma difficilmente il centrodestra unito riuscirà a modificare quanto deciso oggi. I numeri, infatti, offrono pochissime chance ai partiti di Salvini, Meloni e Berlusconi.

18,53 – La Lega voterà in Capigruppo alla Camera per votare subito il taglio dei parlamentari

La Lega voterà oggi a favore in capigruppo alla Camera alla modifica del calendario che chiederanno i 5 stelle per anticipare l’esame e il voto finale della riforma che taglia il numero dei parlamentari già la prossima settimana. È quanto riferiscono fonti della Lega.

18,51 – Leu: “Salvini non ha paura del voto ma dei processi”

“È vero, lei non ha paura del voto ma ha paura dei processi, ha paura dei magistrati”. Lo ha detto la capogruppo del Misto, Loredana De Petris (Leu), esortando Salvini a “venire in Aula con coraggio” e ricordando come il ministro “e’ scappato di fronte al processo” chiedendo l’aiuto dell’Aula del Senato che ha respinto la richiesta dei magistrati sul caso della Diciotti.

18,20 – Parla Salvini: “Approviamo il taglio dei parlamentari e poi andiamo alle urne”

 “Come sono lontani i riti della politica dal paese reale, che non si capisce perché non si debbano disturbare i parlamentari a ferragosto”. Matteo Salvini prende la parola in aula, suscitando le proteste di Pd e altre forze contrarie alle posizioni della Lega e afferma di condividere la richiesta dell'”amico” Di Maio di approvare subito la riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari per poi andare alle urne. 

“Tagliamo i parlamentari la settimana prossima e andiamo subito a votare”, è la proposta del capo della Lega, “mi rivolgo agli amici del M5s. Ci avete chiesto una cosa e tutti davano per scontato che non avremmo detto sì per chissà quali calcoli. Sfida accettata, tagliamo insieme 345 parlamentari e poi si vota il giorno dopo. Se voi siete pronti noi siamo pronti”. 

“Non capisco questo terrore, ma capisco il terrore di Renzi visti i disastri che ha fatto gli italiani lo mandano a casa sicuramente, umanamente è comprensibile”, prosegue Salvini, che ha mandato un bacio ai banchi dell’Aula del Senato occupati dai senatori del Partito democratico e di Leu che lo contestano durante il suo intervento. L’Aula, convocata per votare il calendario dei lavori, è praticamente piena in ogni ordine di posto.

Il prolungarsi dell’intervento di Salvini viene accolto dai banchi del Pd con rumorose proteste e contestazioni nei confronti della presidente Casellati. “Amici dei 5 stelle, prima di allearvi con questa squadra pensateci tre volte e poi auguri…”, ironizza il leader del Carroccio, che conclude con una citazione di Paolo Borsellino: “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”.

Quella di Salvini è una svolta molto rilevante. Secondo molti osservatori, dopo il taglio dei parlamentari, si allungherebbero i tempi per nuove elezioni in quanto bisognerebbe attendere il risultato del referendum confermativo e i collegi dovrebbero essere ridisegnati. Alcuni avevano accusato Salvini di aver fatto saltare il banco temendo che, proprio in virtù del taglio dei parlamentari, sarebbe stato impossibile andare celermente alle urne.

Secondo la Lega, l’iter potrebbe però partire dopo il voto. Potrebbe infatti valere il precedente del 2005, con la riforma costituzionale meglio nota come ‘Devolution’, approvata dal centrodestra a ridosso della fine della legislatura. Si decise di rinviare a dopo il voto politico le procedure richieste dalla Costituzione.

18,18 – Le Autonomie confermano il voto in capigruppo

Le Autonomie confermano il voto a favore del calendario approvato ieri a maggioranza dalla capigruppo di ascoltare le comunicazioni di Conte il 20 agosto. 

18,17 – Forza Italia chiede di votare subito la sfiducia a Conte

 “Chiederemo che la mozione di sfiducia a Conte sia votata già oggi in coda al voto dell’Aula sul calendario”. Lo ha annunciato in Aula la capogruppo di Forza Italia Anna Maria Bernini, che ha ringraziato la presidente Casellati per “averci dato la possibilità” di essere qui oggi. Parole che suscitano una protesta in Aula delle forze contrarie alla convocazione odierna dell’Assemblea, un’accelerazione vista dal Pd come un “favore a Salvini”.

18,14 – Nessun leghista sui banchi del governo

Nessun esponente della Lega ai banchi del governo nell’Aula del Senato, riunita per votare il calendario dei lavori. Matteo Salvini è seduto tra i senatori del Carroccio. Nei posti riservati ai membri dell’esecutivo sono presenti i ministri M5s Fraccaro, Toninelli, Costa e Bonisoli. 

18,12 – Romeo (Lega) chiede subito il voto sulla sfiducia a Conte

Il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, primo ad intervenire in Aula a palazzo Madama, conferma che la Lega “chiede che il Senato voti la mozione di sfiducia a Conte nella giornata di domani e, per rispetto” alle commemorazioni sul crollo del ponte di Genova, che l’Aula si riunisca alle 16.

18,10 – Salvini annuncia che non ritirerà i ministri

“No, perché mai?”. Così Matteo Salvini ha risposto a chi gli chiedeva se farà ritirare i ministri delle Lega dal governo. “Certo che parlo in Aula”, ha poi aggiunto il segretario leghista, “per la Lega parlo io”. Salvini è seduto ai banchi della Lega nell’Aula del Senato e non a quelli del governo. Vicino al leader della Lega ci sono il ministro dell’Agricoltura, Gianmarco Centinaio, e il vice presidente del Senato, Roberto Calderoli

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