Economico italiano

Il sistema economico italiano odierno in tre settori

Parlare dell’economia italiana oggi necessita di un po’ di premesse, fastidiose ma necessarie. L’Italia infatti, nonostante sia una delle economie maggiori al  mondo per dimensione, estremamente orientata al mercato estero è la nazione delle PMI: le piccole e medie imprese. Nonostante la grande attenzione che i mercati esteri hanno per il manifatturiero italiano non c’è mai stato un vero boom industriale del settore, portando ad avere un mercato molto frammentato, fatto di piccoli soggetti spesso in crisi. Ma andiamo con ordine.

Il dualismo industriale italiano

Per dualismo industriale si intende una situazione nella quale troviamo un mercato ricco di PMI ma con poche grandi imprese. Il dualismo industriale, in tempi moderni, crea una situazione abbastanza instabile per questi piccoli/medi soggetti. La concorrenza proveniente dai paesi in via di sviluppo, soprattutto quelli del mercato asiatico, è molto forte a causa del bassissimo costo della manodopera (conseguenza di politiche sociali quasi inesistenti e di assenza di controllo sulle condizioni dei lavoratori).

Economico italiano

L’Italia si è dovuta adattare a questa situazione scegliendo tra due possibile vie: tornare all’artigianato e agli antichi mestieri e sfruttarli in chiave turistica o esternalizzare la produzione all’estero. Questa situazione è stata appoggiata da tutta una serie di norme che hanno iniziato ad affacciarsi durante gli anni ’90 e che si sono moltiplicate, nel corso degli anni, continuando a supportare questa situazione.

Lo stato del sistema economico italiano

Il sistema economico italiano è inoltre caratterizzato da un alto debito pubblico che cresce in maniera inversamente proporzionale al prodotto interno lordo. La situazione già sbilanciata di per sé viene poi aggravata da un’elevata pressione fiscale, la constante minaccia di inflazione ed una forte tolleranza nei confronti dell’evasione fiscale che viene appoggiata da una politica spesso costellata di scandali.

Economico italiano

Fatte queste premesse vediamo qual è la situazione per settore in Italia.

Il settore primario: agricoltura 

La superficie agricola italiana è tra le più estese d’Europa ma anche una delle meno sfruttate. Il maggior numero di campi coltivati si trova in centro e sud Italia e le maggiori colture sono quelle vitivinicole, cerealicole, l’olivicoltura e ortaggi vari.

Questa situazione fa si che l’Italia non sia un paese autosufficiente dal punto di vista agroalimentare: diversi prodotti quali carni e frutta vengono importate dai paesi vicini, con meno pressione fiscale e prezzi di importazione più convenienti rispetto a quelli di produzione italiana. Questo, già in passato ha creato una situazione di abbandono dell’agricoltura e lo spostamento di risorse su altri settori ( in particolar modo quello edilizio che, di conseguenza, ha portato anche a una riduzione delle dimensioni del suolo coltivabile).

Il settore secondario: l’industria (piccola, media o grande)

L’industria italiana, come abbiamo già detto nella premessa, è costellata da PMI, la maggior parte a conduzione familiare.Le produzioni che ne derivano di tipo manifatturiero per lo più mentre le industrie meccaniche, chimiche e militari sono di dimensioni maggiori. Esistono dei casi virtuosi di manifatturiero che è cresciuto esponenzialmente diventando parte di quelle imprese che promuovono il marchio Mae in Italy n giro per il mondo, legate soprattutto al comparto del fashion e dell’artigianato.

I casi virtuosi del meccanico sono legati al settore nautico nel quale troviamo alcune delle eccellenze mondiali di settore. Nel militare si da invece grande importanza nella produzione di mezzi di movimento, armi leggere e sistemi blindati. Il nord Italia è il luogo nel quale si concentrano la maggior parte delle industrie italiane soprattutto quelle legate ai motori che hanno fatto si che i designer italiani fossero conosciuti e richiesti in tutto il mondo. 

Nord e centro raccolgono invece i grandi marchi moda che riempiono le passerelle di tutto il mondo e che ogni anno esportano diversi quintali di produzioni.

Anche il settore industriale è soggetto alla forte concorrenza estera e le produzioni soffrono della mancanza di manodopera. Di conseguenza, anche in questo settore si tende sempre di più verso l’esternalizzazione.

Il settore terziario: servizi e turismo

e’ in assoluto questo il settore più importante dell’economia italiana sia per attori sul mercato che per occupati. In particolar modo si registra una fortissima crescita nel settore turistiche che si sta dimostrando molto ricettivo sia per quanto riguarda nuovi metodi, strutture e accoglienza a tutto tondo.

Ci troviamo quindi in una situazione nella quale la forte burocrazia ed un sistema politico complesso favoriscono direttamente ed indirettamente l’esternalizzazione delle produzioni (agricole ed industriali) ma che vanno a tutelare il territorio spingendo sempre più verso i servizi e la crescita turistica

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