La missione (difficile) dei pontieri sul Quirinale

AGI – “Dipende da quello che vuole fare Draghi”. È un coro quello che si ascolta quotidianamente tra i corridoi di Montecitorio e palazzo Madama quando nei capannelli si parla di Quirinale. Sul tavolo ci sono emergenze come la battaglia contro il caro bollette, le misure sulla legge di bilancio e il decreto fiscale, ma lo sguardo è rivolto anche a quello che succederà con l’anno nuovo.

Il convincimento nei gruppi di maggioranza e opposizione è che il premier non farà alcuna mossa ma che sarà della partita. Da qui la cautela nelle strategie tra telefonate (informalmente smentita quella tra Conte e Salvini), incontri e contatti continui tra i vertici di partito. Ma poi c’è la cronaca: e quello che è accaduto a palazzo Madama è un ulteriore campanello d’allarme per chi sta cercando di tessere la tela ed evitare che si arrivi al muro contro muro.

Emblematico il ‘caso Lotito’

A votare contro la sospensiva sulla vicenda campana sono stati anche sette esponenti Pd, ma poi è passata la richiesta di rinviare gli atti alla Giunta e di fatto è stato respinto il ricorso presentato dal presidente della Lazio che, spiegavano oggi fonti parlamentari di centrodestra, ha chiamato alcuni senatori per far trapelare la delusione dell’atteggiamento proprio dei partiti guidati da Berlusconi, Salvini e Meloni. Perchè il renziano Carbone è stato ‘salvatò con uno scarto notevole: 155 a 102. è una partita che si è giocata tra liti e sospetti, anche al di fuori delle indicazioni provenienti dai vertici.

C’è chi punta il dito su un fronte di dissenso in Forza Italia, che ha ‘digerito’ anche il passaggio di Carbone dal partito azzurro a Italia viva; chi, invece, nella ricerca dei ‘franchi tiratori’ guarda alla Lega, chi in Fratelli d’Italia. Sta di fatto che il patron della squadra biancoceleste è tornato ad

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