
Con a delegazione di Fratelli d’Italia al Quirinale ha preso il via la seconda giornata di consultazioni dopo le dimissioni del premier Giuseppe Conte.
Nello studio alla Vetrata sfilano le delegazioni dei partiti maggiori, dopo Fdi anche Fi, Pd, Lega e infine M5s.
Da tutti il Capo dello Stato si attende scelte chiare e tempi rapidi, per senso di responsabilità verso il Paese che ha davanti a sé scelte importanti a cominciare dalla manovra per il 2020.
Questa sera dunque il Presidente Mattarella avrà un quadro più chiaro e assumerà le prime decisioni. Se ci sarà una maggioranza per il voto avvierà l’iter di formazione di un governo tecnico-elettorale per sciogliere le Camere in pochi giorni e andare a elezioni anticipate.
All’appello dei partiti mancano:
- ore 16, Matteo Salvini, con Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari, capigruppo a Senato e Camer
- ore 17, Luigi Di Maio con i capigruppo Stefano Patuanelli (Senato) e Francesco D’Uva (Camera).
Il diario della giornata
Ore 15.44
Salvini è arrivato al Quirinale con la delegazione della Lega.
Ore 15.30
Le indiscrezioni di stampa in merito ai paletti fissati da Nicola Zingaretti all’alleanza coi 5 stelle vengono accolti con allarmismo da quella parte del Movimento che nutre più perplessità attorno alla nascita di un governo con il Pd. “Zingaretti si comporta come Giuda”, commenta una fonte qualificata, tra i principali detrattori, nel M5s, alla nascita del governo con il Pd. “Per noi l’alleanza con il Pd non si può fare e comunque non si può fare a queste condizioni”, si scandisce. “Andiamo a votare così vediamo i geni leghisti in opera. Alla prova del governo vediamo come cambiano rispetto agli annunci”.
Ore 15.00
Il segretario del Partito democratico, secondo indiscrezioni dal Nazareno, avrebbe alzato la posta chiedendo condizioni tassattive che potrebbero irritare il M5s. “Non ne sapevamo nulla”, commentano fonti renziane. I punti riguardano taglio dei parlamentari, decreto sicurezza e legge di bilancio (qui l’articolo).
Ore 14,02
“Ci riempiamo tanto la bocca di democrazia e oggi mi sembra davvero innaturale che qualcuno possa pensare di fare governi diversi solo perché se si andasse al voto vincerebbe Salvini o vincerebbe il centrodestra. Un ragionamento che non credo rispecchi l’intelligenza degli italiani” ha detto il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, a proposito della crisi di governo e dell’ipotesi governo tecnico. “Il mio timore – ha aggiunto Cirio – è che dietro a un governo tecnico ci possa essere invece la necessità di mantenere questa legislatura per il desiderio di qualcuno di non abbandonare il proprio posto che magari, visti i sentimenti elettorali del Paese, potrebbe mantenere. Oggi abbiamo bisogno di avere una maggioranza certa, delle forze politiche scelte dai cittadini. Il mare è in tempesta e ci vuole un governo scelto dai cittadini, legittimato dal voto popolare e con una rotta chiara e condivisa. Il centrodestra – ha concluso il governatore – deve rimanere unito, i cittadini ci hanno sempre premiato quando insieme abbiamo presentato dei progetti coerenti”.
Ore 12,55
“Vi dico, attenzione al futuro. Ci sono in giro dei programmi che metterebbero a zero tutta l’editoria, non solo quella televisiva ma anche della carta stampata”. Leader politico ed editore, Silvio Berlusconi si congeda dai cronisti alla Loggia alla Vetrata del Quirinale – dopo il colloquio Sergio Mattarella nell’ambito delle consultazioni – con un vero e proprio allarme. Non sulla rappresentanza democratica a rischio per le strettoie delle tecnicalità elettorali – come aveva fatto ieri Emma Bonino – ma sugli spazi di azione nel settore dei media. “Il male che può venirci addosso – prosegue l’ex presidente del Consiglio, e tycoon del Biscione, usando il ‘noi’ – è un male grande, che non riguarda soltanto una parte dell’informazione ma tutti noi”.
Ore 12,40
Nuova riunione dei capigruppo del Movimento 5 Stelle nelle commissioni permanenti di Camera e Senato con Luigi Di Maio. L’incontro è stato fissato nel primo pomeriggio a ridosso delle consultazioni che vedranno il capo politico salire alle ore 17 al Quirinale per le consultazioni che seguono la crisi di governo.
Ore 12,34
Silvio Berlusconi ha chiesto a Sergio Mattarella di portare il Paese alle elezioni anticipate. La fine del governo gialloverde è la dimostrazione che “i governi non nascono in laboratorio o su contratti”. Legge una lunga dichiarazione, il cui cuore è il passaggio in cui Silvio Berlusconi dice “in guardia da un governo frutto di una maggioranza tra diversi e improvvisata”. Una maggioranza che non rappresenta la maggioranza degli elettori non puo’ essere la base per un governo stabile e credibile ma sarebbe “una presa in giro degli elettori e un tradimento della loro volontà”. Per Berlusconi tale governo “sarebbe una presa in giro”.
Il leader di Fi ha proseguito affermando che intende “mettere in guardia da un governo frutto di una maggioranza tra diversi e improvvisata”. Al termine del colloquio con Mattarella per le consultazioni, il leader FI chiarisce che “in nessun caso Forza Italia è disponibile a partecipare ad alleanze con chi abbiamo contrastato in campo elettorale e che mostra una visione diversa”.
Ore 11,24
Nicola Zingaretti ha detto che il Pd è disponibile a una “diversa maggioranza”, avvertendo però che dovrà essere un esecutivo di svolta e non un governo a ogni costo. “Abbiamo indicato al Presidente dei principi non negoziabili per dar vita all’esecutivo: una chiara e indiscussa scelta europeista, il pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa con la centralità del Parlamento, una svolta radicale delle scelte economiche e di sviluppo con ambiente, redistribuzione e ambiente al centro per evitare inasprimenti fiscali a cominciare dall’Iva, una svolta con la Ue rispetto ai decreti approvate in questi mesi”. “Abbiamo espresso al Presidente della Repubblica la disponibilità a verificare la formazione di una diversa maggioranza e l’avvio di una fase politica nuova per dare vita a un governo nel segno della discontinuità politica e programmatica”. “Se non dovessero esistere queste condizioni tutte da verificate lo sbocco della crisi sono nuove elezioni anticipate alle quali il Pd è pronto”.
Ore 11,22
“La Lega taccia e badi a recriminare contro se stessa, perché mandando all’aria il Governo del cambiamento, ha fatto harakiri e si è messa da sola fuori dai giochi. Ora sarà il M5S a condurre avanti da solo le tante riforme e gli interventi che servono a beneficio di tutto il Paese”. Lo dice in una nota il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli.
Ore 10,52
C’e’ anche il presidente del partito, Paolo Gentiloni, nella delegazione Pd che viene ora ricevuta dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’ambito delle consultazioni per la crisi di governo.
Ore 10,33
“Le elezioni sono oggi l’unico esito possibile, rispettoso dell’Italia, dei suoi interessi e del suo popolo e l’esito più rispettoso della Costituzione”. Lo ha detto Giorgia Meloni, leader di Fdi al termine delle consultazioni al Quirinale. “Ma Mattarella – ha proseguito – si trova costretto a vedere se c’è una maggioranza parlamentare per il governo e quella presente nell’articolo 1 della Costituzione per cui la sovranità appartiene al popolo. Per noi non è inevitabile avere un governo che ha la maggioranza in parlamento ma non tra i cittadini, perché lo considererei irrispettoso della democrazia. Non credo che padri costituenti pensassero che il Parlamento si può organizzare in modo da mandare al governo persone che se si votasse andrebbero a casa. Se Mattarella scegliesse di valutare l’ipotesi di un mandato, bisognerebbe ripartire dalle elezioni 2018, affidando mandato a esponente di centrodestra. Altre soluzioni non ci sono e se intraprese sarebbero una ferita per la democrazia”.
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