
Dal maggio del 2016, quando Audible, società del gruppo Amazon leader nell’audio entertainment è sbarcata in Italia, il nostro Paese ha dimostrato un costante e crescente interesse per l’audiolibro.
All’inizio era un oggetto misterioso, visto anche con un po’ di snobismo dagli amanti della lettura cartacea, un po’ come successo agli ebook. Ad oggi invece la scommessa si può considerare stravinta: in quattro anni, con il moltiplicarsi dell’offerta, sia in termini di quantità che di qualità, con l’ingaggio di voci narranti di primissimo piano, il pubblico ha risposto in massa. Specie durante gli ultimi mesi, quelli del lockdown, quelli della quarantena.
Ci sono molte curiosità comunque che aleggiano attorno a questo mondo e abbiamo provato a chiedere delucidazioni a Marco Azzani, Country Manager di Audible per l’Italia.
Chi è l’ascoltatore medio dell’audiolibro?
“L’ascoltatore medio secondo noi, che siamo stati i primi ad iniziare e anche quelli che hanno investito di più, dal 2016 è cambiato. All’inizio noi avevamo dei forti lettori, anzi delle forti lettrici, perché 2/3 abbondanti erano donne, ed erano anche un po’ più agé, il target era sui 43 anni si trattava di forti lettrici che avevano la curiosità di provare una modalità di lettura nuova che in realtà aggiunge molto all’esperienza della lettura perché c’è la voce di un attore che interpreta che ti racconta una storia, che tra l’altro è qualcosa che è innato dentro di noi, fin da bambini, da quando ci facevamo raccontare le favole. Quello era il tipo di cliente principale anni fa, oggi invece abbiamo intanto un’età media che si è abbassata a 36-37 anni, e quando si passa da 43 a 36-37, 7 anni di differenza è tantissimo dal punto di vista statistico; adesso sono più o meno metà uomini e metà donne, quindi si è sia ringiovanita che riequilibrata, e anche 
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