Telecamera fissa su un giocatore (scelto dagli utenti): la Nba vista da Twitter

Telecamera fissa su un giocatore (scelto dagli utenti): la Nba vista da Twitter

 Afp

LeBron James

Guardereste una partita, gratis, seguendo un solo giocatore? È quello che permetterà di fare Twitter: trasmetterà la Nba, ma in un modo del tutto inconsueto: saranno in diretta solo gli ultimi due quarti e, soprattutto, le telecamere inquadreranno sempre la stessa canotta. Giocano i Lakers? L’obiettivo sarà fisso su LeBron James per tutto il tempo che sarà in campo. Se si accomoderà in panchina o sarà espulso per falli, verrà inquadrato il campo, ma non nella tradizionale ripresa dalla linea mediana bensì da dietro uno dei due tabelloni. La scelta del giocatore da seguire spetta agli utenti. Durante la prima metà di partita, potranno votarlo sull’account Twitter @NBAonTNT.

Alla ricerca dell’equilibrio

L’accordo, raggiunto tra Twitter, Nba e le emittenti che detengono i diritti televisivi del torneo, riguarda 20 partite e scatterà da febbraio. L’esordio arriverà con l’All Star Game, il match-spettacolo che riunisce sul parquet i migliori giocatori della lega. Secondo l’intesa, il social network dovrebbe aver acquisito la possibilità di trasmettere pagando a chi detiene i diritti. In cambio, spera di incassare dalla pubblicità: non si sa se lo streaming sarà interrotto, preceduto o seguito da annunci.

Si tratta di un esperimento, per esplorare un campo minato. Le tv (come Espn e gruppo Turner), che pagano miliardi per trasmettere le partite, vorrebbero sfruttare i social network ma temono che la loro concorrenza possa erodere la platea degli abbonati. Dall’altra parte, Twitter (che ha aumentato negli ultimi anni le ore di streaming in diretta) vorrebbe sfruttare l’appeal dello sport, che però è vincolato dai ricchi contratti stretti tra leghe ed emittenti. Ne è venuta fuori questa formula ibrida, in cui il social aggiunge “un pezzo” di contenuto ma non si appropria di quello che gli spettatori pagano per vedere (una partita di basket).

Il potere dello sport

Gli abbonamenti sono in calo, ma lo sport in tv resta ancora molto appetibile. Nelle sue previsioni tecnologiche per il 2019, Deloitte definisce il settore “un’isola relativamente felice” in un contesto che soffre la concorrenza di altri canali. E consiglia di “scommettere” sul suo futuro. Le emittenti, quindi, hanno ancora un potere negoziale notevole, specie se confrontato con quello – indebolito – in altri contenuti (dalle notizie alle serie tv). Difficile immaginare che gli utenti abbandonino la televisione per seguire una sola maglia.

Anche se guardare i Lakers attraverso James o i Rockets dal punto di vista di Harden vorrebbe dire vedere una bella porzione di partita. Ad ogni modo, se il test (i cui dettagli economici non sono noti) dovesse fare flop, si cercherà una nuova negoziazione, che partorirà un’altra formula. La speranza (sia per Twitter che per i canali televisivi) è che la telecamera “singola” possa affiancarsi alla visione classica. Sarebbe una vittoria sia per le emittenti (che incassano sfruttando i propri diritti) che per il social (che otterrebbe utenti e, quindi, attirerebbe pubblicità).

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