Un vibratore ha vinto (e subito perso) un premio al CES 2019

ces 2019 sex toys

Il marchingegno si chiama Osè, è stato prodotto dalla società Lora DiCarlo, e quest’anno risultava essere tra i vincitori del Consumer Electronics Show di Las Vegas, una delle più longeve fiere di elettronica del mondo, messa su per la prima volta nel 1967.

La categoria nella quale Osè ha trionfato si chiama Innovation Awards, e non stupisce. Infatti trattasi di un prodotto altamente sofisticato, ideato con il supporto di un professore di ingegneria dell’Oregon State University specializzatosi in quello che è stato chiamato “mimetismo biometrico”, in questo caso al servizio della stimolazione vaginale e clitoridea.

Già, Osè è un vibratore, un sex toy, e per questo, a quanto pare, non esponibile in fiera. La comunicazione è giunta all’azienda tramite una mail di uno degli organizzatori della Consumer Technology Association che invocava, come scrive buzzfeednews.com, “una clausola nei termini e condizioni del concorso che dice che gli organizzatori possono rimuovere a propria “sola discrezione” ogni voce ritenuta “immorale, oscena, indecente, profana o non in linea con l’immagine di CTA”. Osè quindi è un ottimo prodotto, degno di un premio (che aveva vinto) poi ritirato solo per la sua natura “oscena”.

Il precedente di due anni fa

Eppure qualcosa sotto deve esserci, perché intervistati da techcrunch.com i vertici dell’evento rispondono che “Vela (primo nome di Osè) non si adatta a nessuna delle nostre attuali categorie di prodotti e non dovrebbe essere stata accettata per l’Innovation Awards Program”.

Verrebbe da pensare che il Consumer Electronics Show sia un evento dedicato alle famiglie dove simili argomenti siano da escludere, eppure nel 2017 un vibratore vinse il premio Engadget Best of CES per la categoria salute e benessere e lo stesso anno fece piuttosto scalpore l’aver dedicato addirittura un’intera stanza alla tecnologia VR applicata proprio ai porno; stanza che fu assalita da giovani interessati… Alla tecnologia ovviamente.

Lora Haddock, fondatrice e CEO di Lora DiCarlo ha deciso di dire la sua, in una lettera aperta indirizzata ai vertici della manifestazione, parla di un pregiudizio di genere “Tutto ciò che facciamo a Lora DiCarlo è radicato nella positività e inclusione del sesso.

Non nascondiamo ciò che facciamo e crediamo fermamente che le donne, le persone non-binarie, di genere non conformi e LGBTQI dovrebbero reclamare a gran voce il loro spazio nel piacere e nella tecnologia, entrambi ancora fortemente dominati dai CEO di sesso maschile e dirigenti. Crediamo anche che la società debba abbandonare il tabù sul sesso e la sessualità – è una parte della vita e della salute che dovrebbe assolutamente essere parte del dibattito principale. Nessuna vergogna, nessun imbarazzo, solo il conforto e la libertà di essere te stesso e goderti il ​​tuo stesso corpo”. 

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