Zingaretti ha elencato i punti del programma del nuovo Pd

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Uno Zingaretti novello Gino Bartali sale sul palco dell’assemblea Pd per dire “l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”, chiedendo una rivoluzione interna per non essere condannati ad essere marginali nel panorama politico italiano. Non si nasconde e non nasconde al suo partito di essere indietro rispetto a Lega e Movimento 5 stelle, sul piano dell’organizzazione e delle regole interne prima ancora che nei sondaggi.

È per questa ragione che il segretario ha immaginato il percorso che oggi presenta al parlamentino dem: una riforma dello Statuto da affidare alla commissione ad hoc guidata dall’ex segretario Maurizio Martina; un lavoro di ascolto del territorio, dei ceti produttivi, di imprenditori e lavoratori per mettere a punto il Piano Italia, un vero e proprio programma da sottoporre ad elettori e alleati nel corso di una tre giorni bolognese, dall’8 al 10 novembre.

“Serve una rivoluzione o non ce la facciamo a svolgere il nostro ruolo”, dice. Dove il “ruolo” a cui fa riferimento il segretario dem è quello di rappresentare l’alternativa “a un governo pericoloso”. La riforma del partito, per Zingaretti, “è necessaria perché oggi lo strumento che abbiamo non è utile a questo scopo. Dobbiamo cambiare tutto, perché tutti noi sappiamo che così non si va più avanti”.

Un riferimento alle liturgie interne, divenute troppo pesanti e lente, in un’epoca in cui i due maggiori competitor corrono al doppio della velocità, pur sacrificando a questo il confronto e la democrazia interna. Innanzitutto, quindi, dotarsi di una piattaforma web: “Non una piattaforma Rousseau”, tiene a sottolineare il segretario. Ma un luogo di confronto per mettere le idee a disposizione del partito. Un partito aperto, non ripiegato sulle proprie dispute e liti interne. “Usiamo la ricchezza del pluralismo interno per confrontarci sul futuro e non più litigare sul passato”. Solo così sarà possibile “guardare in faccia questa destra pericolosa” e “spezzare le contraddizioni della Lega. Basta timidezze, dobbiamo andare al fondo delle debolezze di Salvini”.

“La costituente delle idee”

Da qui le proposte avanzate dal segretario nel corso di una relazione durata quasi un’ora: “Apriamo il grande dibattito su l’Italia e l’Europa per le nostre proposte: la costituente delle idee. Nella rete, negli appuntamenti nazionali ma anche nei territori”, sottolinea il leader dem enunciando capitolo per capitolo le priorità del Pd.

  • Fisco: “altro che flat tax. La prima riforma fiscale deve riguardare il mondo del lavoro: giù le tasse sui salari dei lavoratori italiani a cominciare da quelli più bassi. Non la tassa piatta ma maggiore giustizia”.
  • Ambiente: “Destinare 50 miliardi, riprogrammando il Fondo Investimento amministrazione centrali, a un fondo “verde” per iniziare un “green new deal” italiano per investimenti pubblici verdi nei territori e in particolare nelle aree interne del paese per creare lavoro e benessere”.
  • Istruzione: “Vogliamo una svolta nel concetto stesso del diritto allo studio, che diventi diritto alla conoscenza. I tassi di evasione scolastica hanno raggiunto il 14,5% e il blocco dell’ascensore sociale hanno raggiunto livelli intollerabili e incivili e nessuno se ne occupa. Eurostat conferma che investiamo in istruzione il 3,8% del Pil a fronte di una media europea del 4.6%. Ora basta. Proponiamo una misura totalmente nuova e di civiltà per le famiglie che non ce la fanno proponiamo di azzerare i costi dell’istruzione dall’asilo nido alla laurea. 7 milioni di famiglie con figli a carico e Isee sotto i 25.000 euro. Formazione a costo zero, non è mai stato fatto, è tempo di cominciare”.
  • Sanità: “Proponiamo quota 10 miliardi in 3 anni come barriera per 100.000 nuovi assunti nel sistema pubblico o le prestazioni verranno meno”.
  • Riforme: “Riapriamo insieme la grande riforma federale e delle funzioni dei vari livelli dello Stato che se non funziona muore. Accettiamo la sfida di una riforma, è possibile per la stragrande maggioranza dei permessi e autorizzazioni che producono i vari livelli dello stato. Investiamo risorse e formazione per introdurre il tempo massimo di 100 giorni per produrli. Dopo silenzio assenso e controlli ferrei. Diamo a tutti 1 anno per adeguarsi riorganizzarsi, se necessario incentivi e poi si parte. Il PD presenterà finalmente la propria proposta di autonomia. Un’autonomia giusta. Dietro la parola autonomia si può nascondere di tutto: si vede la differenza tra la buona proposta dell’Emilia e quelle del Veneto o della Lombardia. Anche lì sono fermi e impotenti, prendiamo noi una iniziativa unitaria per migliorare l’Italia non per distruggerla”.
  • Infrastrutture: “Un grande piano di opere pubbliche 200 miliardi fino al 2030 con il rilancio anche del partenariato pubblico privato. 170 miliardi sono già programmati ma e’ tutto fermo soprattutto per controversie politiche. Nel programma si dia priorità alle infrastrutture strategiche per reti idriche, le infrastrutture digitale le innovazioni nelle aree urbane per smart cities, verso la logistica della portualità. Un programma simile può generare milioni di posti di lavoro, essere un potente fattore di sviluppo del mezzogiorno, per il quale va confermata la clausola del 34% minimo degli investimenti in conto capitale puntando a raggiungere progressivamente il 40%. I soldi ci sono ed i progetti anche. Proporremo in autunno una grande conferenza sulla forza del Made in italy per ascoltare e costruire il grande sistema Italia per le imprese”.
  • Industria: “Investimenti in ricerca e sviluppo, consolidamento degli incentivi fiscali per le imprese tecnologiche e formazione dei lavoratori. Non ci dimentichiamo che un sistema produttivo competitivo è quello che supera definitivamente i limiti imposti contro le donne sulla differenza di genere”.
  • Sicurezza: “Rifiutiamo la logica dell’emergenza e della paura dei decreti insicurezza del Governo. La sicurezza è vicinanza sociale, è sicurezza urbana, con il rilancio dei patti nei comuni,maggiore presenza e specializzazione nei quartieri. Ma è anche un grande investimento nelle città su cultura, sport, associazionismo”.
  • Lavoro e Giovani: “Proponiamo di investire un miliardo l’anno per sostenere nel prossimo triennio centomila progetti di auto impiego fornendo fino a 30 mila euro di prestiti personali a tasso zero a giovani under 35. Si può fare. Attraverso la creazione di un albo certificato di tutor affiancando i giovani proponenti con personale specializzato e costruendo un’alleanza con il mondo del sindacato, delle imprese, delle organizzazioni no profit e degli ordini professionali”.

Le ultime battute sono dedicate di nuovo all’avversario politico: con il caso dei presunti fondi russi alla Lega, dice Zingaretti, non si apre solo una questione che riguarda i soldi. Ma si mette in discussione l’intera strategia geopolitica dell’Italia, la sua collocazione nella Nato e nell’Unione Europea. “Noi siamo quelli che vogliono che nessuna potenza straniera condizioni la nostra vita democratica. Siamo una forma europeista e patriottica”. Parole sottolineate dall’ovazione dei delegati, con il presidente Paolo Gentiloni a invitare un esausto Zingaretti a tornare al centro del palco per raccolgiere l’applauso.

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