Di Battista: “Non farò l’anti-Salvini, darò una mano al governo”

di battista salvini nove

“Antisalvini ma de che? A me non frega niente”. Alessandro Di Battista respinge l’ipotesi di essere tornato per fare l’anti-Salvini e indica il futuro del M5s: combattere i poteri forti, “in primis i Benetton”, De Benedetti, le banche. “Oggi – ha detto ad “Accordi e disaccordi” sulla Nove – c’è la possibilita’ di portare avanti battaglie grandi purché si abbia il coraggio”. Per Di Battista, “è il momento di spingere l’acceleratore per il cambiamento, purché se ne abbia il coraggio”. 

Il rapporto con Di Maio

Di Battista ha riferito che nei prossimi 4 mesi farà un tour in tutta Italia per incontrare gli attivisti e darà “l’anima”. Le battaglie sono quelle della modifica del codice di procedura civile per impedire che in caso di ipoteca la banca possa cacciare l’inquilino; il cambiamento della governance della Banca d’Italia; la divisione tra banche d’affari e commerciali e il congelamento degli emolumento dei banchieri. “Prima di venire qua ho chieste queste garanzie le ho avute perché Luigi (Di Maio ndr) ci sta alla grande”. Il movimento – ha sostenuto – deve continuare a comportarsi con lo stesso ardore di quando era opposizione, perché andare al governo non è il fine: “Luigi l’ha capito”, ha aggiunto spiegando che il rapporto con il vicepremier si è “cementato in questi anni ancora di piu'” per essere un “rapporto straordinario”. 

“La Tav non si farà”

Quindi Di Battista ha detto di non aver incontrato il ministro dell’Interno e di avergli parlato un paio di volte al telefono su referendum costituzionale e di averlo incrociato in un dibattito. Poi ha difeso il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, “ministro bravissimo” e “brava persona”. E la Tav? “Non si deve fare: si deve fare la ferrovia Catania-Palermo e anche un bel treno alta velocità Roma-Matera. Queste sono le urgenze. I referendum lo chiedono i cittadini e non sarò mai contrario”, ma la Tav – ha concluso – “non si deve fare e non si farà”.

Di Battista non farà il ministro quest’anno, non si candiderà alle elezioni europee ma farà campagna elettorale: “Non ho chiesto poltrone, non le voglio, ho un rapporto fraterno con Luigi”, ha aggiunto, spiegando che il Paese ha una possibilità di cambiamento e “bisogna spingere l’acceleratore in modo deciso” e “io darò una mano al governo”. 

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