Quando, a fine gennaio, hanno chiuso la porta delle loro stanze nei campus delle università internazionali fiorite negli ultimi anni in Cina, le migliaia di studenti che si sono messi in viaggio per il capodanno lunare pensavano di tornare dopo una settimana. Ora, un mese dopo l’esplosione della crisi del coronavirus, non hanno idea di quando potranno tornare. Tutte le loro cose sono chiuse negli alloggi di atenei prestigiosi come la Duke Kunshan University, alle porte di Shanghai, o la New York University e la Nottingham, nel cuore della metropoli cinese. Posti che raccolgono studenti da ogni parte del mondo e della elite cinese e che all’improvviso si sono trovati ad affrontare la più grave crisi immaginabile.
Una crisi ha sorpreso le università in pieno secondo semestre, quello che si apre dopo le vacanze di Natale e si chiude a inizio maggio e, non avendo alcuna prospettiva sui tempi per la ripresa della lezioni in aula, non hanno potuto far altro che precipitarsi a mettere a punto un piano B: i corsi online.
Organizzarsi per tenere un corso online per la prima volta di solito richiede diversi mesi. Le università internazionali in Cina lo ha fatto in meno di tre settimane.
“È stato molto stressante, ma allo stesso tempo ci ha uniti”, ha detto a ‘Inside Higher Education’ Clay Shirky, vicepresidente per le tecnologie educative alla New York University, che ha aiutato i colleghi della New York Shanghai a lanciare i loro corsi online. “Ci è voluto del tempo per renderci conto che avevamo davvero bisogno di spostare il semestre online”, ha detto. “Guardando indietro, vorrei che avessimo telefonato un po ‘prima.”
Più rapida è stata la decisione presa dai vertici della Duke insieme con quelli della DKU. Non appena è stato chiaro che le lezioni nel campus ultramoderno di Kunshan non sarebbero riprese il 3 febbraio, come previsto, Matthew Rascoff, responsabile 
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