
AGI – Pericolo scampato. La maggioranza tiene al Senato, incassa il nuovo voto di fiducia con 158 sì e approva al fotofinish il decreto Elezioni, che rinvia a settembre il voto di comunali, regionali, suppletive e referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, raggruppandole in un’unica tornata elettorale.
Ma per il secondo giorno consecutivo è caos al Senato, dove si consuma un durissimo scontro tra maggioranza e opposizioni (che anche oggi disertano il voto di fiducia), e non mancano le critiche rivolte alla presidente Elisabetta Casellati sulla conduzione dell’Aula.
Si fanno sentire gli strascichi di quanto accaduto ieri, con il tentativo di blitz messo in atto dal leghista Roberto Calderoli, il governo che si salva per soli due voti, la verifica di quanto accaduto attraverso i video interni dell’Aula e il colpo di scena finale con l’annullamento del voto di fiducia per mancanza del numero legale. Inevitabile che la seduta di questa mattina inizi con i nervi a fior di pelle.
È per prima la maggioranza a riaccendere le polemiche, chiedendo la correzione del verbale, nel quale chiede sia messo nero su bianco che ieri è stata negata la possibilità di intervenire a diversi senatori prima del voto sulla proposta Calderoli (il che, è la tesi, avrebbe impedito l’agguato del senatore leghista).
Insomma, un’accusa nemmeno tanto velata a Casellati. Che si difende con piglio deciso: “Chiedo scusa per quanto è avvenuto ma non accetto lezioni da nessuno sulla conduzione dell’Aula”. L’errore è stato “grave ma tecnico, non imputabile alla presidenza del Senato”. D’altra parte, scandisce, “se mancava la maggioranza non è attribuibile alla presidenza, non è certo attribuibile alla presidenza se ieri non c’era il numero legale”.
Al fianco di Casellati si schiera il presidente di Montecitorio, Roberto Fico: “Chi presiede le Camere svolge sempre il proprio ruolo a difesa delle istituzioni. Attacchi o 
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