Il traffico internet cresce, ma ridurre la qualità “non è necessario”

I dati scambiati sulla rete fissa sono raddoppiati e (soprattutto) i momenti di picco si sono innalzati del 40%. Ecco i numeri aggiornati trasmessi da Fastweb all’AGCOM. Un’ulteriore conferma dello stress cui infrastrutture e operatori sono sottoposti in questi giorni. Durante la clausura, gli italiani telefonano, navigano e (soprattutto) guardano e giocano molto di più.

Traffico e momenti di picco

Per quanto riguarda la rete fissa, il volume di dati complessivo giornaliero si attesta di solito intorno a 10-12 PetaByte. In questi giorni ha raggiunto invece i 18-20 PetaByte. Il test di tenuta più importante però non è il traffico totale ma l’intensità del picco. Se si regge quando arriva l’onda anomala, si riesce a gestire anche tutte le altre. Ed è quindi questo il dato che più racconta la singolarità del momento: i picchi, che di solito si fermano a 2,8 terabit al secondo, si sono arrampicati a 3,9 terabit al secondo. L’aumento sfiora quindi il 40% e, come ha spiegato il cto di Fastweb Andrea Lasagna, somiglia molto a quello che si registra di solito in un anno intero. Solo che, stavolta, è successo nel giro di qualche giorno.

L’aumento di video e giochi

Assieme all’incremento del volume, è cambiata la composizione del traffico. Pesano sempre di più streaming e videogiochi, mentre la semplice navigazione e lo smart working hanno un peso più gestibile. In termini di volume di dati giornalieri, il traffico video è cresciuto del 30% e rappresenta la metà del totale. Ancora più imponente è stata l’espansione dei videogiochi: il traffico è quadruplicato, fino a costituire il 15% del totale.

Riduzione della qualità “non necessaria”

Sono questi i dati che hanno convinto la Commissione europea a chiedere (e ottenere) da alcune piattaforme di streaming la riduzione delle qualità video: Netflix ha risposto riducendo il bitrate (cioè

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