
“Perché non pensare a una zona rossa europea e in aprile si riparte senza che qualcuno ti abbia fregato il parmigiano, il salone del mobile o altro?”. A due giorni dal decreto del governo che ha norme restrittive alla circolazione su tutto il territorio nazionale, il leader della Lega Matteo Salvini rilancia, chiedendo da una parte eguali misure su tutto il Continente, e dall’altra un’ulteriore stretta in Italia, assecondando le richieste dei governatori delle Regioni settentrionali.
“Lombardia e Veneto oggi sono le regioni più colpite. Ma se il virus si diffondesse in Calabria o Campania, o altre regioni dai sistemi sanitari più fragili saremmo al disastro. Serve una garanzia economica da 50 miliardi, sapendo che forse non basteranno. L’Italia – ha aggiunto Salvini – avrebbe bisogno oggi più che mai di un governo in grado di andare ai tavoli europei con grande determinazione”.
Quanto alla proposta di un supercommissario, Salvini non rinuncia a una frecciata nei confronti del premier: “Conoscendo Conte – ha detto – sappiamo che è facile incorrere nel reato di lesa maestà”. Le proposte del segretario del Carroccio non hanno mancato di sollevare reazioni di segno diverso da tutti gli schieramenti politici.
Al suo fianco, la leader di FdI Giorgia Meloni, per la quale “a questo punto, fatta la zona rossa in tutta Italia, conviene dire ‘tutti a casa per 15 giorni. So che in questo momento è difficile anche per il governo fare delle scelte ma un provvedimento come questo forse sarebbe piu’ efficace e chiaro per i cittadini”. Sintonia con Salvini anche sulla figura del supercommissario, che per la Meloni non viene visto con leggero sospetto a Palazzo Chigi perché “rischia di fare ombra al governo”.
Prudente, in casa Pd, il vicesegretario Andrea Orlando, che dichiara di avere “invidia per le certezze di Salvini”, senza però escludere un’ulteriore stretta: “Non escludiamo ulteriori misure 
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