L’attesissima Biennale di arte contemporanea di Dakar

AGI – Installazioni “giganti” hanno preso vita sulla cornice di Dakar come simbolo e monito degli artisti che si vogliono impossessare dello spazio pubblico. Giovedì aprirà i battenti, in Senegal, l’attesissima Biennale di arte contemporanea, alla sua quattordicesima edizione. E la novità di quest’anno sono proprio le opere degli artisti che “invadono” lo spazio pubblico.

Di fronte al blu magnetico dell’oceano, gli abitanti si avvicinano silenziosamente ai due mausolei a forma di piramide. Dentro e fuori, decine di volti per terra, gli occhi chiusi per sempre, alcuni che urlano. Le scarpe sfuggono dai mausolei, allineate fino al bordo della scogliera, come se cadessero in mare. Una potente rievocazione e denuncia, da parte dell’artista senegalese Yakhya Ba, delle tragedie dell’immigrazione clandestina che hanno coinvolto tante famiglie africane.

Poco più avanti, un imperturbabile cane fuori misura è oggetto di selfie di divertiti residenti, l’obiettivo dell’egiziano Khaled Zaki è portare gioia ai bambini e sollevare il problema dei cani randagi nella capitale. Abbattere “le pareti di gallerie e musei”, spostare “lo studio dell’artista in strada” e spezzare “l’immaginario elitario che il cittadino ha dell’arte”: questo progetto “Doxantu” (il lungomare, in lingua wolof) è un vero e proprio “advocacy per un’arte più presente nello spazio pubblico”, spiegano gli organizzatori della Biennale.

La capitale del Senegal, Dakar, è rinomata per la sua energia creativa, in un paese che ha visto la nascita di grandi artisti come Ousmane Sow. Dopo un rinvio nel 2020 a causa del Covid, la quattordicesima edizione della Biennale accoglie fino al 21 giugno il meglio della creazione contemporanea del continente.

Scroll to Top