Le discussioni intorno al futuro dell’antico Arsenale di Venezia

AGI – Quale futuro per l’Arsenale di Venezia? Nella città lagunare se ne discute parecchio in queste settimane, specie da quando il Consiglio comunale riunito nella sede di Ca’ Farsetti sul Canal Grande, a due passi da Rialto, ha approvatolo il 4 marzo (20 a favore, 3 contro, 1 astenuto e 9 non votanti) lo schema del Protocollo d’intesa tra il Comune, i ministeri di Cultura e Difesa per il progetto integrato di razionalizzazione e valorizzazione di quello che è stato per secoli il centro fondamentale dell’economia e della storia civile veneziana, espressione tipica e diretta degli interessi marittimi della Serenissima Repubblica nel corso di undici secoli.

Un’area, quella occupata dall’Arsenale, che si estende, nel sestiere di Castello, per 318.240 mq di cui circa 90 mila sono quelli occupati dal grande specchio d’acqua della darsena interna, e che complessivamente è pari al 15% circa dell’intera superficie cittadina. Arsenale, di cui scrive anche Dante nel canto XXI dell’Inferno.

quale futuro arsenale di venezia

©  AGF

Venezia, l’Arsenale

Di proprietà del Demanio pubblico dello Stato, fu dato in concessione al Demanio della Marina militare che ne ha fatto sempre un uso limitato, al punto che la maggior parte dei monumentali edifici sono stati abbandonati o adibiti a magazzini in notevole stato d’incuria. Fino a quando, nel 2012, la proprietà dell’area, che è gestita in prevalenza dalla Marina militare, è stata trasferita dal Demanio al Comune di Venezia, sulla base d’un vincolo che ne avrebbe assicurato l’inalienabilità e indivisibilità con la raccomandazione di rilanciarla facendone un uso più direttamente finalizzato ai residenti, nell’ambito di un’economia dinamica. E con l’idea di essere un “bene comune” a beneficio della città e con l’obiettivo invertire la tendenza lenta ma progressiva allo spopolamento iniziato negli anni Cinquanta (da 176 mila abitanti agli

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