
AGI – “Sui titoli di coda del mio ‘Famosa’ ho voluto una dedica semplice che recita “A nonno”. Alessandra Mortelliti, 39 anni attrice e ora alla sua opera prima da regista cinematografica è la nipote di Andrea Camilleri: “Mi manca molto e gli devo tantissimo anche per questo film di cui ha seguito tutte le varie stesure della sceneggiatura”. Il film il cui debutto era prevista per aprile è stato fermato dal lockdown e adesso dopo un’uscita evento di tre giorni nelle sale, segue la strada delle rassegne estive e delle arene: nel primo anniversario della scomparsa di suo nonno Mortelliti lo presenta alla nuova arena Adriano di Roma.
Ha fatto in tempo a chiedere un giudizio a suo nonno?
“E’ stato tra i primi a vedere il film. Era ormai cieco, ma è riuscito ugualmente a fruirlo attraverso l’audio. Alla fine si è commosso, è restato un po’ in silenzio e mi ha detto: “Hai realizzato il film che volevi fare. Ed era stato proprio lui a indirizzarmi verso la regia”.
Racconti.
“Quando anni fa comunicai in famiglia la mia decisione di diventare attrice, spiazzai un po’ tutti, mio padre attore e regista (Rocco Mortelliti) compreso. Mio nonno era molto perplesso perché io ero molto chiusa e timida, mi disse che ero più adatta alla regia, cosa che io all’inizio non condividevo. Ma aveva ragione lui, mi ha indirizzato verso qualcosa che avevo dentro ma che ancora evidentemente non riuscivo a focalizzare. A recitare però non rinuncio, e devo anche ringraziare l’accademia, dove sono entrata con una vena da attrice drammatica e che invece mi ha indirizzato verso ruoli comici che divertivano moltissimo mio nonno. Alla fine si è ricreduto.
Di che parla il suo ‘Famosa’?
“E’ una sorta di Billy Elliot dark. Il film è nato da un mio monologo teatrale dove 
Continua a leggere – Fonte dell’articolo
Messaggi simili:
- None Found









