Nei vigneti dell’Amarone una villa romana con i suoi mosaici

AGI Hanno fatto il giro del mondo le immagini dei mosaici romani spuntati nel maggio dello scorso anno tra i vigneti dell’Amarone, in Valpolicella (Verona). E già quelli sarebbero bastati a rendere la scoperta eccezionale. A renderla davvero straordinaria sono ora alcuni nuovi elementi, tra cui il fatto che la villa che sta emergendo sembra essere molto più grande di quanto inizialmente immaginato. Lo scavo, che oggi misura circa 80 metri per 35, ha infatti consentito di scoprire meno della metà del complesso risalente indicativamente alla fine del III secolo, inizio del IV dopo Cristo.

Archeologia mosaici villa romana vigneti Amarone

La domus emerse dagli scavi agricoli nell’800

“E’ sicuramente uno dei più importanti ritrovamenti fatti in Italia di questa epoca” ha spiegato all’AGI Gianni de Zuccato, archeologo della Soprintendenza di Verona, Vicenza e Rovigo. Fin dall’800 era chiaro a molti che quel terreno nascondesse qualcosa di prezioso. In quell’epoca durante dei lavori agricoli emersero infatti alcune superfici a mosaico. Al tempo, però, senza una soprintendenza a tutelare i beni, il proprietario terriero di allora si era limitato a strappare i mosaici più belli, a venderli al Comune di Verona e a ricoprire tutto per continuare indisturbato il lavoro nei vigneti.

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Quello che si è scoperto ora è che quella domus romana che si pensava estendersi per circa mille metri quadrati potrebbe arrivare a sfiorare i cinquemila mq. Gli ultimi scavi, nel mese di aprile, nel lato sud dove si pensava non ci fosse più nulla, hanno visto tornare alla luce una ampia vasca semicircolare quasi certamente utilizzata come frigidarium, accanto ad una stanza quasi sicuramente riscaldata e adibita a calidarium. Ma non solo. In una stanza sono stati recentemente trovate

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