Politica

Per M5s è il momento della cautela

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 ANDREAS SOLARO / AFP

Luigi di Maio, Alessandro Di Battista, Roberto Fico

“Presidente, abbiamo bisogno di te. Il Paese ha bisogno di te”. Alla viglia della possibile formalizzazione istituzionale della crisi di governo, sarebbe questo l’appello della base M5s lanciato a Giuseppe Conte. Due le consapevolezze contrapposte:

  1. Con la Lega non è più possibile andare avanti. Anche se il Carroccio dovesse, alla fine, orientarsi per non votare un’eventuale mozione di sfiducia, Conte dovrebbe comunque salire al Quirinale;
     
  2. Ci si affida alle decisioni che assumerà il Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

È quanto apprende l’AGI, da fonti dello stesso Movimento. La base guarda anche al Pd, ma questo non è il momento delle mosse azzardate. Consapevoli di essere pronti, confida una fonte, ad andare alle urne con la possibilità di poter fare ‘male’, in termini numerici, all’ex alleato di governo. Alleato considerato, ormai, inaffidabile.

Sulle ricostruzioni che nelle scorse ore davano possibile una ricucitura con la Lega c’è chi nel Movimento ritiene che sia stato il tentativo di minare la leadership del capo politico, Luigi Di Maio. Facendolo apparire non lucido nelle scelte perché allettato da possibili offerte. Ma così, asseriscono, non è. “Nessuno di noi è tanto cretino da pensare di fare come la moglie – è la metafora – che torna dal marito che la tradisce o che è violento, perché, tanto, poi cambierà”.

Il Pd alzerà la posta e chiederà la testa di Luigi Di Maio? Così come voi non volete Matteo Renzi? È il timore di qualcuno. A chi ricorda che, in M5s, c’è chi ha sostenuto ‘con il Pd mai’, la replica è che non ci sarebbe alternativa se si vogliono portare avanti battaglie importanti, come le politiche sociali, la riforma della giustizia – con la nuova prescrizione – la modifica del conflitto di interessi e la tutela dell’ambiente, senza passare dalle urne.

Ma la voglia di non andare con Renzi è pari, spiega una fonte, a quella di dare il benservito a Salvini. E se il Capitano alla fine deciderà di non votare la sfiducia a Conte, non solo dimostrerà di essere ‘dissociato’, ma non ostacolerà il fatto che Conte possa, comunque – è l’auspicio di alcuni – salire al Colle.

Salvini? Rischia di ‘cadere all’ultima curva’, osserva un parlamentare M5s, uno di quelli che sta sondando il terreno Dem. La vera sfida resta un governo che ‘fa le cose’. E ci sono, nel Movimento, persone orientate ad aprire un altro ‘forno’ sulla base di un programma chiaro. ‘Dall’andiamo da soli all’andiamo ‘con chi ci sta’ potrebbe sembrare poco coerente? Risposta: ma se abbiamo deciso di fare un governo con Salvini, si può valutare se vi sono le condizioni per farne uno con altri interlocutori.

Ma tant’è, per il momento, M5s guarda all’evolversi della situazione e aspetta.

Lunedì, Di Maio riunisce i gruppi parlamentari e sullo sfondo ci potrebbe essere anche una riflessione alla deroga del secondo mandato – regola che impedisce a chi ha due legislature di ricandidarsi – ma il comune sentire , dentro il Movimento, su questo punto, sembra essere contrario. Intanto prosegue la polemica sulle mancate dimissioni dei ministri della Lega e resta caldo il tema dei migranti.

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Nuovo botta e risposta tra Conte e Salvini sui migranti della Open Arms 

conte salvini migranti open arms 

ALBERTO PIZZOLI / AFP

Salvini e Conte 

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha scritto ieri in tarda serata una seconda lettera al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ribadendo tra l’altro la richiesta di far sbarcare i minori dalla nave Open Arms. La lettera è stata scritta in risposta al carteggio tra Conte e Salvini di Ferragosto.

A stretto giro arriva la risposta di Matteo Salvini, dove ribadisce che la linea del Viminale non cambia. “Prendo atto che disponi che vengano sbarcati i (presunti) minori attualmente a bordo della nave Open Arms. Darò pertanto, mio malgrado, per quanto di mia competenza e come ennesimo esempio di leale collaborazione, disposizioni affinché non vengano frapposti ostacoli all’esecuzione di tale Tua esclusiva determinazione, non senza ribadirTi che continuerò a perseguire in tutte le competenti sedi giurisdizionali l’affermazione delle regioni di diritto che ho avuto modo di esporti”.

È quanto si legge nella lettera sulla Open Arms che il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha inviato in risposta alla missiva recapitatagli dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

“Lo farò – aggiunge Salvini – perché coerentemente e profondamente convinto delle mie ragioni e per evitare che la tua decisione per il caso Open Arms costituisca un pericoloso precedente per tutti coloro che potranno ritenere normale individuare il nostro paese come unico responsabile dell’accoglienza e assistenza di tutti i minori non accompagnati (o presunti tali) presi a bordo in qualsiasi angolo del Mediterraneo o del mondo”.

“Lo farò, inoltre, perché animato dallo spirito di affermare la dignità del nostro paese e delle istituzioni che lo rappresentano che non può essere messa in discussione e irrisa da discutibili comportamenti di soggetti privati stranieri che peraltro dimostrano continuamente che mai si sognerebbero di lanciare simili sfide agli ordinamenti e alle istituzioni di altri paesi meno che meno a quelli di propria nazionalità”.

“Con altrettanta sincerità Ti rappresento il rammarico e la preoccupazione che tale Tua determinazione possa provocare una irreversibile ed onerosa presa in carico, per il nostro Paese, dell’assistenza di soggetti che, successivamente, potrebbe rivelarsi non dovuta”. 

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Per Renzi votare a ottobre è folle: “Condannerebbe il Paese alla recessione”

renzi voto ottobre

Alessandro Serrano / AGF 

Matteo Renzi

“La stella polare delle persone serie è il rispetto delle istituzioni e il bene degli italiani. Non gli interessi dei partiti o dei presunti leader. Andare a votare a ottobre con l’effetto di aumentare l’Iva al 25% è folle”. Lo scrive su Facebook Mattero Renzi, senatore del partito democraticl. “Non possono essere le famiglie a pagare le ambizioni di qualche aspirante leader. E non possiamo condannare l’Italia alla recessione”, aggiunge.

Per l’ex presidente del consiglio “serve un Governo Istituzionale che pensi al Paese e non ai destini dei singoli partiti. Un Governo Istituzionale che come prima cosa abbia un Ministro dell’Interno degno di questo nome. E un Governo che pensi a fare il bene degli italiani, non a litigare tutti i giorni. Sono uomini delle Istituzioni coloro che mettono da parte i propri risentimenti personali e pensano a come evitare la crisi economica. Poi torneremo a discutere, litigare, dividerci. Ma prima viene l’Italia, poi vengono gli interessi dei singoli partiti. Ci hanno buttato addosso odio e fango: noi non replichiamo allo stesso modo, ma rispondiamo pensando al bene comune e ai risparmi delle famiglie”, conclude. 

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“Salvini ha provato a fregarci tutti, ma alla fine si è fregato lui”, scrivono i Cinquestelle

salvini blog delle stelle

https://www.ilblogdellestelle.it/

Blog delle Stelle

Salvini e la Lega “hanno fatto cadere il governo a Ferragosto” e “hanno anche fatto una scelta politica chiara” perché “24 ore dopo” hanno chiamato Berlusconi e sono andati ad Arcore”. “Il paradosso di tutto questo? Che ora pare sia lo stesso Berlusconi a snobbarli. Gli ha dato picche”. È quanto si legge sul Blog delle Stelle in un post dal titolo ‘Salvini sceglie Silvio, ma anche lui lo snobba’.

“È incredibile, nemmeno lui si fida di loro, ma è costretto a starci insieme per farsi garantire le tv. È il solito giochino di sempre, sono 30 anni che è così. Io ti do, tu mi dai. Ma a noi queste logiche non interessano”.

Matteo Salvini “ha provato a fregarci tutti, ma alla fine si è fregato lui”. “Chissà cosa penseranno adesso coloro che negli ultimi mesi si erano avvicinati per la prima volta alla Lega. Salvini ha preferito Arcore a voi. È vero, ha provato a fregarci tutti, ma alla fine si e’ fregato lui. Ora tirate le somme”.

“Ma come, non dovevano mollare tutti la poltrona? Hanno aperto una crisi di governo in pieno agosto annunciando di essere pronti a dimettersi in blocco e invece ancora sono lì, incollati alla poltrona. Senza pudore! Si tratta di una crisi surreale aperta dalla Lega solo per tutelare gli interessi di partito, per portare a casa nuove poltrone”.

Ancora: “Storia da Prima Repubblica, logiche di palazzo, intrighi politici, solo per conquistare nuovo potere. E in tutto questo i cittadini italiani rischiano di subire le conseguenze di questa irresponsabile azione della Lega”, si afferma ancora. “Di cosa parliamo? Intanto dell’aumento dell’Iva, che tradotto significa: +1200 euro di spese per le famiglie ogni anno. E poi potremmo fare un elenco infinito di riforme che salteranno: salario minimo (stupendi più alti per i lavoratori), acqua pubblica (meno costi in bolletta), riforma della giustizia (processi più veloci), riforma della sanità (meno raccomandati) ecc ecc. Hanno dimostrato di ignorare i problemi dei cittadini, badando solo a capitalizzare. Hanno tradito gli italiani solo per gonfiare la propria pancia elettorale. Questo non è cambiamento, sembra di rivedere gli anni più bui della politica italiana. Siamo rimasti gli unici a garantire gli italiani e non molleremo di un solo centimetro. Adesso avanti con il taglio di 345 poltrone che produrrà un risparmio di 500 milioni a legislatura”, conclude M5s. 

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Rompere con i Cinquestelle è stata la scelta giusta, dice Calderoli

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SILVIA LORE / NURPHOTO

Roberto Calderoli

“Non vedo margini”. Roberto Calderoli, senatore leghista da 27 anni in Parlamento, già ministro per la Semplificazione normativa nel quarto governo Berlusconi e vicepresidente del Senato dal 2013 in un’intervista all’edizione cartacea del Corriere della Sera dice non vede possibilità concrete per un dietrofront o un ripensamento di Salvini sulla crisi e che le possibilità di andare al voto oscillano tra “il 70-80 per cento”.

Del resto, aggiunge, “Salvini ha detto che vuole andar e al voto” e ”Di Maio si è detto disponibile, a patto di votare prima il taglio dei parlamentari. Bene, di fronte ad un via libera, i 5 Stelle che fanno? Il presidente Fico fissa il voto su quel punto dopo le comunicazioni di Conte…”. Un modo, per Calderoli, per dire che ormai “mi aspetto di tutto” anche se “credo che Conte parlerà in Aula e poi andrà al Quirinale a rassegnare le dimissioni”. Semmai quel che succederà dopo “è nella mani del Presidente Mattarella” anche se, aggiunge, “faccio davvero fatica a immaginare Renzi e Di Maio fianco a fianco”.

Da lato della sua esperienza e delle proprie valutazioni, Calderoli ritiene che il gesto della rottura attuato da Salvini “è stata una scelta giusta” perché “ha creduto fino in fondo al contratto di governo ma quando ha capito che non c’erano più margini per ottener e risultati ha detto stop” intraprendendo “la strada più lineare e corretta” e chi si oppone “cerca solo di salvare la poltrona”.

Calderoli poi sostiene che sul fatto che il Quirinale ha fatto sapere non è possibile tagliare i parlamentari e andare subito dopo al voto “invece è fattibilissimo”, magari “può essere inopportuno ma non ci sono ostacoli, nemmeno dal punto di vista costituzionale” a suo avviso. E così quel che si sta consumando in queste ore è solo il tentativo di cercare “un paracadute per tenere il più possibile loro la poltrona”.

Per Calderoli, perciò, Salvini non ha sbagliato i tempi di apertura della crisi perché “ha sopportato anche gli insulti più sanguinosi fino a che ha potuto, poi il rapporto è degenerato” anche se si sente di dire tranquillamente che “il primo anno il contratto ha funzionato”, poi però “dopo le Europee ha cominciato a ballare tutto”. Quindi lui non vede un Salvini negli ultimi giorni nervoso come se si rendesse conto di aver sbagliato mossa perché per prima cosa “non fa parte del suo carattere” esser nervosi” e poi perché “Salvini ha un fiuto e una capacità di vedere lontano incredibili”.

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Quali margini ci sono perché Lega e M5s restino insieme al governo?

governo m5s lega 

Francesco Fotia / AGF 

Luigi Di Maio

Il Movimento 5 stelle attacca le ‘giravolte’ della Lega e smentisce possibili nuovi accordi con il partito di Salvini che ha presentato la mozione di sfiducia contro il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. A tre giorni dalla seduta dell’Aula del Senato per le comunicazioni del premier – che valuterà se salire al Colle prima del voto sulle risoluzioni con cui si dovrà concludere il dibattito sul suo intervento o se attenderne l’esito – restano aperti tutti gli scenari di soluzione della crisi.

Ma l’ipotesi di un nuovo abbraccio fra M5s e Lega non sembra all’ordine del giorno. Dopo che Luigi Di Maio, capo politico del Movimento, ha stigmatizzato un eventuale ripensamento del Carroccio con un “ormai la frittata è fatta”, oggi il Movimento bolla, senza se e senza ma, come “fake news” le ricostruzioni di stampa che parlano di un possibile accordo con il leader della Lega che poterebbe lo stesso Di maio a Palazzo Chigi al posto di Conte.

E nel Movimento, secondo quanto riferito all’AGI, il mood è proprio questo: con la Lega abbiamo chiuso dopo quello che ha fatto Salvini. “Siamo particolarmente incazzati”, spiega una fonte qualificata secondo cui le ipotesi ventilate dai media sono fuori da ogni possibile prospettazione. Altro tema è il possibile confronto con il Pd, sul quale nella base di M5s – ma con tutte le cautele e con alcuni pentastellati schierati per il no – si è aperto un inizio di riflessione.

Ma, fissati gli obiettivi – stare vicini a Conte e tagliare il numero dei parlamentari – al momento si sta osservando la situazione e si confida nella saggezza e nella lungimiranza del capo dello Stato, Sergio Mattarella. “In questa estate surreale, in cui la Lega ha fatto cadere il governo in pieno agosto fregandosene del Paese e degli italiani, leggo continue fake news su futuri ruoli, incarichi, strategie. Tutte cose che non ci interessano. Tutte assurdità veicolate ad arte da qualcuno sui giornali per nascondere la verità”, scrive su Facebook il capo politico del Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio.

“A noi interessa una sola cosa arrivati a questo punto: che il 22 agosto – quando è fissata la seduta della Camera – si voti il taglio dei parlamentari. 345 poltrone, stipendi e privilegi in meno sono l’unica cosa che ci interessa in questo momento”, assicura rafforzando la presa di posizione del Movimento che ha poco prima ribadito: “Non ci interessano poltrone, non ci interessano giochi di palazzo. Per noi è importante il taglio dei 345 parlamentari per dare un grande segnale di cambiamento. Punto. Abbiamo sempre lavorato per fare il meglio del Paese e soprattutto in questo momento dopo che la Lega ha fatto piombare l’Italia in una crisi senza precedenti”.

E che non si respiri un’aria di pace fra gli ‘ex alleati’ del governo gialloverde è quanto sembra emergere da un’altra nota: “Il 20 agosto noi saremo in aula insieme al presidente Giuseppe Conte e vedremo chi avrà il coraggio di sfiduciarlo”, sottolinea, infatti, M5s, in un post su Facebook. “Nel frattempo notiamo che la Lega, dopo aver aperto la crisi di governo in pieno agosto, non ha ancora ritirato i propri ministri, così come aveva annunciato lo stesso Matteo Salvini. In pratica si stanno preparando a sfiduciare Conte, quindi il governo di cui fanno parte, rimanendo però attaccati alla poltrona. Illogico e assurdo!”, osservano i pentastellati che corredano la notizia con una foto nella quale inquadrano 8 poltrone con la foto degli otto esponenti del partito di via Bellerio che siedono al governo seguita dalla domanda: “Perché non si dimettono?”.

“Se ne stanno fregando dei problemi che hanno causato al Paese e di tutti quelli che creeranno ai cittadini come l’aumento dell’Iva. Il loro unico interesse è quello di preservare la poltrona. La Lega a questo punto faccia dimettere i propri ministri e si sbrighi a votare il taglio di 345 poltrone!”, insiste il Movimento.

E il sottosegretario M5s agli Interni rincara: “Le giravolte della banderuola più famosa d’Italia non vanno mai in vacanza. Coerenza, credibilità, lealtà… cercare altrove”. “Clamoroso! Dopo aver bloccato il Paese con i suoi capricci, il leader della Lega, non solo ha presentato la sfiducia, ma anche del bugiardo a Giuseppe Conte. Guardate e ascoltate con attenzione questo video. Dimissioni subito…”, aggiunge Sibilia sui social rimandando alla conferenza stampa di ieri di Matteo Salvini che, per parte sua, oggi ribadisce che la Lega ha votato e voterà ancora il taglio del numero dei parlamentari, al contrario di quanto ha fatto il Pd.

Frattanto, sulle chat M5s – si apprende – comincia ad emergere un altro interrogativo: e se Salvini non votasse la sfiducia a Conte? Si aprirebbe ancora un altro scenario.

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Le notizie del giorno (ore 19:30) 

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Cristiano Minichiello / AGF

Luigi Di Maio e Matteo Salvini

OPEN ARMS: IL VIMINALE IMPUGNA LA SENTENZA DEL TAR, SCATTA LA GUERRA DEI BOLLETTINI MEDICI
La Procura di Agrigento indaga per sequestro di persona. Secondo il responsabile del Poliambulatorio di Lampedusa ci sarebbe solo un caso di otite tra le 13 persone portate a terra dalla nave della ong catalana, 4 sbarcate stamattina. Ma la relazione medica di Emergency parla di forti disagi psichici per casi di abusi e torture. Salvini: l’emergenza medica è una balla. Bruxelles insiste: sulla nave situazione insostenibile, serve lo sbarco. Dal Viminale fanno sapere che nessun paese Ue si è fatto avanti per accogliere i naufraghi.

M5S-LEGA: RUMORS SU UN NUOVO GOVERNO CON DI MAIO PREMIER, MA TUTTI SMENTISCONO
Si parla di trattative per una riedizione dell’alleanza gialloverde con il capo M5s a Palazzo Chigi, Salvini sempre al ministero degli Interni, Conte spedito a Bruxelles e Giorgetti ministro dell’Economia. Pentastellati e leghisti smentiscono, ma i contatti ci sono.

CRISI: ZINGARETTI “NO A GOVERNI PASTICCIATI, PRONTI ALLE ELEZIONI”
Il segretario Pd: ok solo con esecutivo di ampio respiro, vedremo cosa accadrà martedì.

UE: LA MAPPA DEI COMMISSARI, 5 NAZIONI ANCORA DEVONO DECIDERE TRA CUI L’ITALIA E LA FRANCIA
Sono ventuno i nomi gia’ sulla scrivania di Ursula von der Leyen. In lizza Timmermans per l’Olanda, Borrell per la Spagna. Nove le candidate donne.

IL BAZOOKA DELLA BCE GALVANIZZA LE BORSE: WALL STREET SCOMMETTE SULLA CRESCITA, CORRONO LE EUROPEE
Dow Jones e Nasdaq estendono i rialzi sopra l’1% dopo i nuovi stimoli annunciati dalla banca centrale europea. Rehn: pronte già dal mese prossimo. A Piazza Affari Mib chiude a +1,51%.

LA SFIDA SUL KASHMIR APPRODA ALL’ONU, IL PREMIER PAKISTANO PARLA CON TRUMP
Stasera la riunione del Consiglio di sicurezza dopo i combattimenti al confine con 8 morti. Scontri a Srinagar tra manifestanti e polizia indiana.

HONG KONG: CADE LA TESTA DEL CEO DI CATHAY PACIFIC
Tensione altissima nell’ex protettorato britannico. Si dimette Rupert Hogg dopo la cancellazione dei voli per le proteste. Tra domani e domenica previste altre 4 manifestazioni vietate.

LIBIA: HAFTAR “LA BATTAGLIA DI TRIPOLI E’ LUNGA, SERVE TEMPO”
Il portavoce del generale Mesmari: l’obiettivo è risparmiare ai civili il flagello della guerra.

LUGLIO IL MESE PIU’ CALDO DI SEMPRE, 1,7 GRADI SOPRA LA MEDIA
L’ente americano per le ricerche su atmosfera e oceani: il 2019 potrebbe essere fra i 3 anni piu’ bollenti della storia.

GIRAFFE IN VIA DI ESTINZIONE, NE RIMANGONO SOLO 98 MILA
Allarme dell’Uicn: tra il 1985 e il 2015 in Africa il 40% sono state uccise.

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“No a governi pasticciati o di corto respiro”, dice Nicola Zingaretti

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“Vedremo, dopo questo fastidioso ginepraio di parole senza contenuti e senza valori, cosa accadrà martedì nel dibattito aperto dal Presidente Conte. Diciamo no a qualsiasi ipotesi di Governo pasticciato e di corto respiro”. Lo scrive su Facebook il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti.

“Continuo a pensare – aggiunge Zingaretti – che aprire dibattiti su Governi futuri prima che quello in carica cada sia un errore. Nasconde il dato politico di fondo: l’esperienza del governo populista è fallita. Il Pd è pronto per andare alle elezioni e proporre un’idea diversa rispetto al Paese dell’odio e in questo senso si sta organizzando”.

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M5s smentisce il nuovo governo gialloverde a guida Di Maio: “È una fake news”

premier di maio fake news

Maria Laura Antonelli / AGF 

 Luigi Di Maio

“Quanto riportato da alcuni organi di stampa è totalmente falso”. Lo sottolinea il M5s, che smentisce così il retroscena secondo cui starebbe trattando con la Lega a un nuovo governo gialloverde guidato da Di Maio, con Salvini suo vice e Conte spedito a Bruxelles come commissario.

“Non solo – proseguono i pentastellati – nessuno dei quotidiani ha contattato fonti ufficiali del movimento 5 Stelle con l’intento di verificare questa clamorosa fake news. Sono cascati nel giochino di qualcuno, ma siamo abituati ormai. Non ci interessano poltrone, non ci interessano giochi di palazzo. Per noi è importante il taglio dei 345 parlamentari per dare un grande segnale di cambiamento. Punto. Abbiamo sempre lavorato per fare il meglio del Paese e soprattutto in questo momento dopo che la Lega ha fatto piombare l’Italia in una crisi senza precedenti”.

Sulla vicenda interviene anche lo stesso Di Maio, dal suo profilo Fabeook: “In questa estate surreale, in cui la Lega ha fatto cadere il governo in pieno agosto fregandosene del Paese e degli italiani, leggo continue fake news su futuri ruoli, incarichi, strategie. Tutte cose che non ci interessano.  Tutte assurdità veicolate ad arte da qualcuno sui giornali per nascondere la verità”.

“A noi – aggiunge – interessa una sola cosa arrivati a questo punto: che il 22 agosto – quando è fissata la seduta della Camera – si voti il taglio dei parlamentari. 345 poltrone, stipendi e privilegi in meno sono l’unica cosa che ci interessa in questo momento”.

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Tra Pd e M5s possibile un accordo alla tedesca, dice Graziano Delrio

delrio accordo pd m5s

ANDREA RONCHINI / NURPHOTO

Graziano Delrio

“Salvini ha fatto errore clamoroso, un autogol e ora è terrorizzato dall’idea di un accordo tra noi e il Movimento 5 stelle”. Così Graziano Delrio, capogruppo del Pd alla Camera, legge la situazione attuale e le ultime mosse del ministro dell’Interno a Circo Massimo, su Radio Capital. “Salvini ha sicuramente azzeccato una mossa, ha capito che l’Italia ha bisogno di un altro governo – dice con un filo di sarcasmo Delrio – perché questo ha portato zero crescita, zero investimenti, cassa integrazione, non è stato un anno bellissimo come ci aveva preannunciato Conte, è stato un anno buttato via anche in termini di credibilità. Per il resto credo che la gestione della crisi, da parte del Ministro dell’Interno, sia stata un autogol per ciò che si è visto fino a oggi e se Salvini ci ripenserà e tornerà indietro sarà il suo suicidio politico”.

Quanto al dialogo Pd-M5s, Delrio assicura di essere sempre stato “aperto al dialogo con i Cinquestelle, non ero di quelli che dicevano ‘mai’. Ciò che serve però è un accordo alla tedesca, come Cdu e Spd, una cosa scritta. Ci si mette a sedere, si tratta, si analizza ogni punto per il bene del paese, convocando le menti migliori, per dare un’impronta diversa. Questo paese finora è stato ossessionato da argomenti che non hanno portato bene, come l’immigrazione. Mi fa piacere che Conte ne abbia preso atto”, ma anche il lavoro, abbassare il cuneo fiscale, il tema del salario minimo. Oltre al salario minimo l’altro punto di dialettico sarà il reddito di cittadinanza, sul quale Delrio vede “luci e ombre”.

“Noi lo abbiamo criticato per un verso ma sostenuto per un altro – spiega l’ex Ministro – perché come sviluppo del reddito di inclusione era giusto. Poi hanno messo anche le politiche attive del lavoro che però non entrano in vigore, hanno creato confusione e tolto efficienza alle misure contro povertà. Non abbiamo mai fatto battaglia frontale contro il Reddito ma la misura così concepita anziché avviare al lavoro lo scoraggia”.

Delrio poi pone delle condizioni per aver un dialogo proficuo con il Movimento. “Dobbiamo essere seri e non fare sconti, reciprocamente, avere chiara l’idea di cosa serve al paese, sennò si fallisce come i gialloverdi. Mettersi a sedere – aggiunge – non significa che l’esito sia scontato, anche se Salvini e’ terrorizzato all’idea”. A proposito dei prossimi passaggi parlamentari ed istituzionali il capogruppo del Pd ricorda che “Mattarella detta i tempi, non Salvini. Il leghista è stato arrogante e ha sbattuto contro il muro mentre i Cinque stelle hanno difeso le istituzioni. Noi a Mattarella parleremo di lavoro e svolta verde per l’emergenza ambientale. È un lavoro duro, serio, e non è detto che non permetta, questo percorso, di chiarire punti di convergenza con il Movimento finora offuscati”.

Quando gli si chiede se al Capo dello Stato la delegazione del Pd spiegherò che sta trattando con il Movimento Delrio risponde che a Mattarella “verrà presentata la sintesi della direzione del 21 agosto. Il segretario farà questa sintesi e io sono fiducioso. Dovremo convincere i nostri elettori che non stiamo facendo un gioco di palazzo. Sappiamo che ci sono rischi, ma in politica e nella vita non ci sono opzioni totalmente prive di rischi. Il Pd – aggiunge ancora Delrio – mai come in questa occasione si dimostrerà compatto. La più grande qualità di Zingaretti è fare sintesi”.

Quando gli si fa notare però che c’è sempre l’ipotesi di scissione dei renziani che incombe Delrio risponde che secondo lui “ci sarà, spero, la capacità e l’intelligenza da parte di tutti di capire che le proprie idee non possono valere più del bene del Paese. Salvini sta commettendo errore clamoroso perché dimostra che per lui il tornaconto di un partito e personale valgono più della stabilità del Paese. Noi non dobbiamo fare lo stesso errore”.

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