Politica

Il bilancio della visita di Mattarella a Berlino (e Merkel elogia Conte)

Il bilancio della visita di Mattarella a Berlino (e Merkel elogia Conte)

 (Afp)

  Sergio Mattarella e Angela Merkel

L’Italia non è isolata in Europa. Al termine della visita ufficiale in Germania, Sergio Mattarella può trarre un bilancio della due giorni a Berlino che gli fa guardare al 2019 con basi più solide di quando ha lasciato Roma ieri pomeriggio.

L’asse franco-tedesco è saldo, certo, e il rischio di restare indietro è dietro l’angolo, soprattutto se si permette che facciano premio le posizioni più estreme di ognuno dei 27 paesi europei e dei commissari comunitari, ma Roma ha qualche freccia al suo arco, a cominciare dal ruolo di paese fondatore rappresentato dall’europeismo non acritico del Capo dello Stato, lodato dal presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier.

Ma anche “lo stile pacato” del premier Giuseppe Conte è un atout, tanto che Angela Merkel spiega di volersi concentrare sulla sua impostazione piuttosto che su quella dei ministri del governo. Alla vigilia di un anno difficile, che metterà in fila la decisione sulla Brexit, l’approvazione del bilancio settennale dell’Unione, le elezioni europee e il rinnovo, oltre al Parlamento, di Commissione europea e vertici della Bce, Sergio Mattarella vola in una delle capitali più potenti d’Europa e sollecita una impostazione più comunitaria e meno individualista dei singoli Stati.

Le sfide europee del 2019 

Le sfide sono da far tremare le vene e i polsi: battaglia dei dazi, migrazioni, scontro Usa-Cina, attivismo russo, stallo dell’economia. Nessuno può pensare di farcela da solo, nemmeno la locomotiva franco-tedesca che infatti sbuffa per alcuni decimali in meno rispetto allo scorso anno.

Berlino e Parigi firmeranno la prossima settimana un lungo accordo bilaterale ad Aquisgrana che punta invece proprio sull’impulso trainante dei due Paesi, ma è anche vero che i due leader, Merkel e Macron, non hanno più l’allure di qualche anno fa e la recessione rischia di pungere tutti. E l’Italia cerca di dire la sua.

Per questo il Capo dello Stato ha messo innanzitutto in guardia da una impostazione troppo rigorista, facendo leva sul mea culpa di Jean-Claude Juncker sull’eccesso di austerità, ed ha sollecitato una “riflessione accurata” perché l’Europa non può essere solo “un comitato d’affari” ma deve essere “una comunità di valori su cui si costruisce l’integrazione e la convivenza dei popoli europei”.

Integrazione, per evitare la paralisi dell’intero continente

Del resto è proprio l’integrazione la parola chiave per evitare la paralisi dell’intero continente e anche dei singoli Stati. “La Ue – afferma Mattarella dopo aver visto Steinmeier – ha un ruolo da protagonista da svolgere sulla scena mondiale, soprattutto davanti a tensioni sul fronte commerciale”, perché solo facendo massa critica ci si può mettere sullo stesso piano di potenze del livello di Cina e Usa.

E in quest’ottica, il Capo dello Stato ha fatto valere i dati positivi del nostro Paese. Che ha ottenuto il via libera da Bruxelles sui conti, fronteggia lo sbarco dei migranti, lavora in Libia per la pacificazione, vuole stabilizzare i rapporti con la Ue dei Balcani occidentali. Punti di forza su cui Angela Merkel ha dato atto all’Italia, al presidente e al premier, di avere una impostazione simile a quella tedesca. E non a caso, alla vigilia di elezioni che potrebbero spostare a destra il baricentro del Ppe di cui Merkel è regina, la cancelliera cerca sponde per arginare spinte centrifughe dell’Unione e si mostra preoccupata dal tono che potrebbe prendere la campagna elettorale per Strasburgo, anche alla luce dei sospetti sul tentativo da parte di alcune forze di indebolire la Ue con l’uso massiccio di fake news.

L’apprezzamento di Merkel per Conte

Dunque sollecita a non farsi sviare dalle polemiche, di questo o quel ministro, di questo o quel commissario Ue, ma chiede di badare al sodo e per questo punta sulla guida di Mattarella e di Conte. Come dimostra la trattativa tra Roma e Bruxelles, quando la cancelliera, quasi sempre silente, si è di fatto spesa per una soluzione non penalizzante per il nostro Paese. Un atteggiamento di cui il Presidente ha preso atto con soddisfazione e che è stato suggellato dalle parole che Merkel gli ha rivolto di apprezzamento per lo stile del premier Conte, a fronte di uscite più vivaci di alcuni suoi ministri, confermando la “fiducia” nel nostro Paese.

Una fiducia che si sostanzia nella disponibilità tedesca a partecipare al prossimo step della conferenza di Palermo sulla Libia, affrontata con una linea che Berlino preferisce a quella di Parigi, e con la richiesta di dar corso concreto all’intesa di massima sullo scambio alla pari di migranti, con un saldo zero tra movimenti primari e movimenti secondari. Ma anche con la volontà di tenere aperto il dossier dell’allargamento ai Balcani occidentali, non particolarmente apprezzato da Parigi. Certo, i timori europei verso i conti italiani non sono del tutto sopiti, non a caso Merkel ha chiesto notizia a Mattarella delle misure su pensioni e reddito di cittadinanza.

Ma il Capo dello Stato ha rassicurato che i saldi del decretone sono quelli previsti dalla manovra che ha appena ricevuto l’ok da Bruxelles. Ora più che i pur utili decimali, ci sono sfide di ampio respiro da vincere per tutto il continente, e Merkel e Mattarella hanno intenzione di concentrare l’impegno di Germania e Italia per “tutelare la Ue”. 

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Le perplessità del M5s dopo le condanne alla Lega per le ‘spese pazze’

Le perplessità del M5s dopo le condanne alla Lega per le 'spese pazze'

 (Afp)

 Montecitorio, Camera dei Deputati

Le condanne di alcuni esponenti leghisti sulle presunte ‘spese pazze’ in Regione Lombardia, in particolare quella ad 1 anno e 8 mesi per l’attuale capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, agitano gli alleati di governo 5 stelle. Le perplessità dentro M5s non mancano perché si tratta – viene riferito all’AGI – di “un fatto rilevante, non una bazzecola”, anche se qualcuno dice “sono affari loro”.

Il tema dell’onestà – da sempre slogan identificativo del loro ‘popolo’ – sta molto a cuore ai pentastellati ma oggi non ci sono dichiarazioni ufficiali. Insomma, si è scelto un basso profilo, anche se non manca chi tra i 5 stelle mette in evidenza che se una condanna di questo tipo avesse coinvolto uno dei loro “si sarebbe già autosospeso, o sarebbe stato allontanato”.

Dopo la condanna, in primo grado, di Romeo per peculato nel processo sulle presunte ‘spese pazze’ con i fondi pubblici dei rimborsi assegnati ai gruppi consiliari della Regione Lombardia, tra i 5 Stelle c’e’ chi si aspetta, ritenendolo “logico e doveroso”, che la Lega “dirà’ qualcosa”. Nessuna pressione in proposito anche se, al momento, sull’argomento tacciono sia il leader della Lega, Matteo Salvini, sia quello di M5s, Luigi Di Maio. 

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Serve una riflessione sulle politiche di austerity dell’Ue, dice Mattarella

Serve una riflessione sulle politiche di austerity dell'Ue, dice Mattarella

 (@Quirinale)

 Sergio Mattarella

Il capo dello Stato Mattarella auspica una riflessione, all’interno dell’Ue, sulle politiche di austerity: “Le parole del presidente Juncker – ha detto durante la visita al Museo dell’olocausto a Berlino – hanno stimolato delle riflessione che è giusto fare. Tutto questo richiama a una riflessione accurata”. Aggiunge il presidente della Repubblica: “La Ue non è solo un comitato d’affari ma una comunità di valori su cui si costruisce l’integrazione e la convivenza dei popoli europei”.

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La platea del reddito di cittadinanza non cambia: 5 milioni di beneficiari

La platea del reddito di cittadinanza non cambia: 5 milioni di beneficiari

Armando Dadi / AGF

 Giuseppe Conte (AGF)

La Platea del reddito di cittadinanza non cambia. 5 milioni di beneficiari. Circa 1 milione 800 mila famiglie ne hanno diritto. È quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi. Nella relazione tecnica che accompagna il decreto sul reddito di cittadinanza e Quota 100 si fa l’ipotesi statistica che l’85% dei nuclei familiari che hanno diritto al RdC ne facciano effettivamente richiesta. Si tratta semplicemente di un aggiustamento statistico, viene sottolineato. Questo non significa che si riduca la platea di chi ha diritto al reddito: tutti i nuclei familiari che rientrano nei requisiti stabiliti, pari a quasi 1,8 milioni, circa 5 milioni di individui, possono fare domanda e ricevere il sostegno. 

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Ora inizia la seconda fase del governo gialloverde

manovra m5s lega

“Con il 2,04% del rapporto deficit/Pil è normale che ci fosse un riallineamento delle coperture, c’era un po’ di timore da parte di entrambi sulle cifre ma poi abbiamo trovato l’accordo”, spiega un esponente del governo che ha partecipato all’incontro di giovedì 17 a palazzo Chigi per mettere a punto reddito di cittadinanza e ‘Quota 100’.

Nel pomeriggio è arrivato il varo dei due provvedimenti bandiera ma ora la palla passa al Parlamento. Il ‘decretone’ non dovrebbe essere blindato anche se i timori di un assalto alle Camere c’è. “Non usiamo la fiducia per dare schiaffi”, la promessa del presidente del Consiglio, Conte.

Il destino di Tria

Ora inizia la seconda fase dell’esecutivo, con gli azionisti del governo che guardano alle Europee. Dopo quell’appuntamento se ne ne potrà aprire una terza: la Lega non staccherà la spina qualora dovesse registrarsi una totale inversione di tendenza rispetto alle percentuali ottenute il 4 marzo rispetto a quelle del Movimento 5 Stelle. Ma punta ad un riequilibrio delle parti in campo. Non si esclude un eventuale rimpasto e nel mirino c’è anche il Mef, riferisce un ‘big’ del partito di via Bellerio

Non perché Tria venga recepito come un avversario, ma soprattutto per poter decidere la strategia sull’economia. “Non so niente su cosa succederà ma i voti li prendono Di Maio e Salvini, i professionisti a contratto come sono arrivati eventualmente possono andare via”, argomenta il viceministro allo Sviluppo Economico, Galli. 

La spinta che arriva soprattutto dai leghisti del nord è quella di poter decidere sulle grandi questioni economiche, anche per evitare che ci possa essere una fase recessiva, per cercare di imporre il proprio punto di vista sulla politica economica. In ballo c’è anche il discorso dell’autonomia delle regioni (uno dei punti di distanza con M5s è legato a chi debba spettare le competenze sull’ambiente), con l’eventualità che si agisca con disegni governativi o tramite un decreto per sbloccare l’impasse.

manovra m5s lega

 Giovanni Tria

La vera battaglia è alle Europee

“La vera battaglia è alle Europee. Noi non andremo contro il Movimento 5 Stelle ma difenderemo a spada tratta i nostri temi”, il ragionamento dei ‘big’ della Lega. Per esempio sulla legittima difesa nella prossima capigruppo il partito di via Bellerio chiederà la corsia d’urgenza alla Camera, con i tempi contingentati: il via libera potrebbe arrivare ad inizio febbraio, con il provvedimento in Aula già a fine gennaio. Sulla mozione riguardante la Tav il Carroccio, invece, si comporterà come ha fatto al Senato: se ne riparlerà quando sarà concluso l’esame del Ministero delle Infrastrutture.

Un altro dicastero che potrebbe rientrare nelle mire della Lega, anche se nel Carroccio circola una voce che vorrebbe uno ‘scambio’ tra Toninelli e Fraccaro. Indiscrezioni sempre smentite dal Movimento: anzi il presidente Conte ha anche negato che ci possa essere all’orizzonte un rimpasto.

Nel Movimento 5 stelle ora la nuova sfida sarà quella di costituire un gruppo per presentarsi alle Europee. E di puntare soprattutto sul taglio agli stipendi dei parlamentari. L’obiettivo è quello di arrivare all’appuntamento con il meccanismo già avviato sul reddito di cittadinanza: “Son certo dei tempi. Ci sono norme anti-divano, nessuno abuserà del reddito”, afferma il vicepremier M5s Di Maio. “L’obiettivo dei prossimi anni sarà consentire di andare “in pensione con 41 anni di contributi. La Fornero si prepari a piangere ancora”, il rilancio di Salvini. 

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Tutte le novità di Quota 100

decreto quota 100

ALBERTO PIZZOLI / AFP

 Giuseppe Conte

Parte in via sperimentale, per il triennio 2019-2021, ‘Quota 100’. Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri che blocca anche gli aumenti dell’età pensionabile e proroga Opzione donna e Ape sociale.

Il divieto di cumulo non scatta in caso di lavoro occasionale entro i 5.000 euro lordi e la ‘finestra’ per gli statali sarà dal primo agosto.

Leggi anche: Come funziona il Reddito di cittadinanza

Introdotto anche un nuovo articolo secondo cui l’Inps provvede, con cadenza bimestrale per il 2019 e trimestrale per gli anni seguenti, al monitoraggio del numero di domande per pensionamento accolte inviando entro il 10 del mese successivo al periodo di monitoraggio, la rendicontazione dei relativi oneri al ministero del Lavoro e delle politiche sociali e al ministero dell’Economia e delle finanze, in modo che in caso in emergano scostamenti rispetto alle previsioni il Mef assuma tempestivamente le conseguenti iniziative. Ecco nel dettaglio le misure.

Quota 100

Si può andare in pensione con almeno 62 anni di età e un’anzianità contributiva minima di 38 anni. Il diritto conseguito entro il 31 dicembre 2021 puo’ essere esercitato anche successivamente. Il requisito di eta’ anagrafica e’ successivamente adeguato agli incrementi alla speranza di vita

Divieto di cumulo

La pensione con quota 100 non e’ cumulabile, fino alla maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia, con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro lordi annui.

Finestre

Chi ha maturato i diritti a quota 100 entro il 31 dicembre 2018 potrà andare in pensione dal primo aprile 2019; chi li matura dal primo gennaio 2019 avrà diritto alla pensione tre mesi dopo.

I dipendenti pubblici potranno andare in pensione dal primo agosto 2019; quanti maturano i requisiti dal 1 gennaio, dovranno aspettare sei mesi. La domanda di collocamento a riposo va presentata con un preavviso di sei mesi.

Anzianità contributiva

L’accesso alla pensione anticipata e’ consentito se e’ stata maturata un’anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mese per le donne, con una finestra di 3 mesi.

Opzione donna

Pensioni anticipate secondo le regole di calcolo del sistema contributivo per le lavoratrici con un’età pari o superiore a 58 anni e le lavoratrici autonome con almeno 59 anni, che abbiano maturato un’anzianità contributiva di almeno 35 anni.

Il requisito di età anagrafica non è adeguato agli incrementi alla speranza di vita.

Ape social

L’anticipo pensionistico per alcune categorie di lavoratori e’ prorogato fino al 31 dicembre 2019.

Lavoratori precoci

Abrogati gli incrementi di età pensionabile per l’effetto dell’aumento della speranza di vita per i lavoratori precoci, che potranno andare in pensione a 41 anni trascorsi 3 mesi dalla maturazione dei requisiti.

Pace contributiva 

In via sperimentale (triennio 2019-2021) i lavoratori che non hanno maturato contributi al 31 dicembre 1995 potranno riscattare in tutto o in parte i periodi compresi tra il primo e l’ultimo contributo; i periodi possono essere riscattati per massimo 5 anni anche non continuativi. Il costo sarà detraibile al 50% in cinque quote annuali. L’onere per il riscatto può essere sostenuto dal datore di lavoro destinando i premi di produzione spettanti al lavoratore. Il versamento si potrà effettuare il 60 rate mensili, senza interessi per la rateizzazione.

Fondi bilaterali

I fondi di solidarietà bilaterale potranno erogare un assegno straordinario per il sostegno al reddito ai lavoratori che raggiungono i requisiti di quota 100 nei successivi tre anni. L’assegno può essere erogato solo in presenza di accordi collettivi di livello aziendale o territoriale con i sindacati, in cui si stabilisce il numero di lavoratori da assumere in sostituzione di chi lascia.

Governance Inps e Inail

Ripristinato il cda di Inps e Inail, composto da presidente e 4 componenti. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto saranno nominati i presidenti. Il costo complessivo degli emolumenti è compensato con una riduzione di pari importo delle spese di funzionamento degli enti. Per il 2019 è autorizzata una spesa di 50 milioni per l’assunzione di personale Inps.

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Come funziona il reddito cittadinanza

reddito cittadinanza come funziona

Alberto PIZZOLI / AFP
 

Cosa c’è da sapere sul reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza e ‘Quota 100’ sono contenuti in un decreto di 27 articoli approvato dal Consiglio dei ministri.

Di questi 13 articoli riguardano la misura voluta dal M5s. Ecco cosa prevedono dalle risorse a disposizione all platea dei beneficiari fino alle sanzioni per i ‘furbetti’.

Quando parte e quanto vale

Il reddito di cittadinanza, così come le pensioni di cittadinanza (per le famiglie composte da uno o più componenti di età pari o superiore a 65 anni) scatta dal mese di aprile 2019 e decorre dal mese successivo a quello della richiesta.

Leggi anche: Come cambia Quota 100

Il beneficio è di 500 euro (6.000 euro l’anno) moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza e 280 euro al mese (3.360 euro l’anno) per il sostegno all’affitto. Con il mutuo il sostegno casa è di 150 euro (1.800 l’anno).

Scarica qui cosa c’è da sapere sul Reddito di cittadinanza e qui il decreto

Si va quindi da 780 euro per un nucleo con un solo componente, a 1.330 euro per una famiglia di 3 adulti e 2 minorenni. La pensione di cittadinanza è di 630 euro al mese (7.560 l’anno) per scala di equivalenza più 150 euro al mese (1.800 l’anno) per il sostegno all’affitto.


Che cosa è la scala di equivalenza

È un parametro che permette di confrontare situazioni familiari differenti, tenendo conto delle economie di scala che derivano dalla convivenza e di alcune particolari condizioni del nucleo familiare che comportano maggiori spese o disagi (presenza di persone con disabilità, nuclei monogenitore, entrambi i genitori lavoratori


Il beneficio non può essere complessivamente superiore a 9.360 euro per scala di equivalenza e non può essere inferiore a 480 euro annui. Il Reddito di cittadinanza è riconosciuto per massimo 18 mesi e può essere rinnovato, previa sospensione per un mese. I beneficiari hanno agevolazioni delle tariffe elettriche. 

Chi prenderà il reddito di cittadinanza

Sono i cittadini italiani o europei o di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due anni in modo continuativo. Nel nucleo familiare si considerano i coniugi anche separati o divorziati se risiedono nella stessa abitazione; fa parte del nucleo familiare il figlio non convivente fino a 26 anni di età, non sposato e senza figli, a carico dei genitori.

Da dove vengono i soldi

Viene istituito un Fondo che ha a disposizione 5 miliardi e 974 milioni di euro nel 2019; 7 miliardi e 571 milioni nel 2020; 7 miliardi e 818 milioni nel 2021 e 7 miliardi e 663 milioni a decorrere dal 2022. Per il 2019 e il 2020 l’Anpal servizi potrà spendere 250 milioni per nuovo personale ed è autorizzata a stabilizzare i dipendenti a tempo determinato spendendo fino a 1 milione. In caso di esaurimento delle risorse disponibili sarà rimodulato l’ammontare.

In base a quali criteri viene assegnato

Occorre avere un valore Isee inferiore a 9.360 euro; un valore del patrimonio immobiliare non superiore a 30 mila euro; un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro, accresciuto di 2.000 euro per ogni componente della famiglia fino ad un massimo di 10.000, incrementato di 1.000 per ogni figlio successivo al secondo e di 5.000 per ogni componente con disabilità.

Il valore del reddito familiare deve essere inferiore a 6.000 euro annui moltiplicati per il parametro della scala di equivalenza in base al numero dei figli, se la casa è di proprietà; se la casa è in locazione, la soglia è di 9.360 euro. Per la pensione di cittadinanza la soglia è di 7.560 euro.

Chi resta fuori dal reddito di cittadinanza

Per avere il Reddito di cittadinanza non bisogna avere acquistato un’auto nei sei mesi prima o aver comprato negli ultimi due anni una vettura di cilindrata superiore a 1.600 cc nonché moto di cilindrata superiore a 250 cc. Nessuno in famiglia deve avere navi e imbarcazioni da diporto.

Non hanno diritto al reddito coloro che sono in carcere (per tutta la durata della pena), che sono ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica.

Niente reddito di cittadinanza anche alle famiglie in cui un componente si è licenziato dal lavoro negli ultimi 12 mesi (fatte salve le dimissioni per giusta causa). Il reddito di cittadinanza è compatibile con il godimento della Naspi, l’indennità mensile di disoccupazione.

Bisogna cercare un lavoro

Per avere il Reddito di cittadinanza i componenti della famiglia maggiorenni (non già occupati e che non frequentano un corso di studi o di formazione) devono essere disponibili ad accettare un lavoro, a fare attività al servizio della comunità, a seguire un percorso di riqualificazione professionale, a completare gli studi, a seguire un progetto di autoimprenditorialità.

Esonerati da questi obblighi chi ha carichi di cura, cioé bimbi sotto i tre anni o familiari con disabilità grave o non autosufficienti. Il beneficiario stipula presso il Centro per l’impiego un Patto per il Lavoro e viene registrato nella piattaforma digitale; si impegna quindi ad accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue: nei primi sei mesi entro 100 km di distanza, oltre il sesto mese entro 250 km, in tutta Italia dopo un anno (se in famiglia non vi sono minori e disabili) e ha tre mesi di beneficio dall’inizio del nuovo impiego per le spese di trasferimento.

La card del reddito di cittadinanza

Il beneficio è erogato attraverso la Carta Rdc che permetterà di effettuare prelievi in contate di massimo 100 euro al mese (per la scala di equivalenza). E’ vietato usare la carta per gioco d’azzardo –

Che succede a chi fa il furbo

Chi fornisce dati e notizie false e occulta redditi e patrimoni, o lavora al nero è punito con la reclusione da due a 6 anni. Il beneficio decade e bisognerà restituire quanto indebitamente percepito. Si potrà richiederlo nuovamente dopo 10 anni.

Gli incentivi

L’impresa che assume a tempo pieno e indeterminato il beneficiario del Reddito di cittadinanza e non lo licenzia per 2 anni ha uno sgravio contributivo pari alla differenza tra 18 mensilità di Rdc e quello già goduto dal beneficiario.

L’importo è aumentato di una mensilità se si assumono donne o soggetti svantaggiati e comunque non è inferiore a 5 mesi. Se l’assunzione avviene attraverso l’attività svolta da un soggetto privato accreditato vi è uno sgravio contributivo pari alla metà della differenza tra l’importo corrispondente a 18 mensilità e quanto già goduto dal beneficiario; la restante metà va al soggetto privato accreditato (sotto forma di sgravio contributivo).

Gli enti di formazione bilaterale e gli enti interprofessionali che stipulano un patto di formazione al fine del quale il beneficiario ottiene un lavoro, ottengono un contributo pari alla metà della differenza tra 18 mesi e i mesi già usufruiti (aumentato di uno in caso di soggetti vulnerabili), comunque non inferiore a 5 mesi. L’altra metà va all’azienda che assume il beneficiario. –

Come funziona per l’autoimprenditorialità

I beneficiari che avviano un’attività autonoma o di impresa individuale entro i primi 12 mesi viene dato in un’unica soluzione un beneficio pari a 6 mensilità di Reddito di cittadinaza (nei limiti di 780 euro mensili, quindi 4.680 euro). 

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La Ten Years Challenge di Berlusconi

berlusconi ten years challenge

Se dovesse sceglierla lui – o il suo meticolosissimo staff, come in realtà accadeva sempre – avrebbe l’imbarazzo della scelta.

Molto probabilmente però Silvio Berlusconi posterebbe sui social la foto che lo ritrae a Onna, a celebrare – a sorpresa – la Resistenza come “valore fondate della Repubblica”, con al collo il fazzoletto della brigata partigiana Maiella.

Il momento più alto del 2009

Il momento più alto di quel 2009 per lui è senza dubbio quello, un atto di pacificazione nel 25 Aprile celebrato in una cittadina polverizzata dal terremoto. Un gesto che, convengono esegeti e detrattori, segnava la tappa fondamentale dell’operazione inconfessata – e inconfessabile, per lui come per ogni altro aspirante – per la corsa al Quirinale.

Poi le cose si complicheranno, ma davvero parecchio, tanto che forse quel 2009 è davvero l’annus horribilis (neanche l’unico, a dire il vero) per il Cavaliere. Ma insomma, con ordine. Dieci anni fa, Silvio Berlusconi era a Palazzo Chigi per il suo quarto governo, e cominciava già a registrare un calo nei sondaggi su persona e ed esecutivo.

A marzo viene acclamato – cioè eletto per alzata di mano, senza bisogno di schede e quant’altro – presidente del Pdl. A marzo, a proposito di foto simbolo, l’inaugurazione del Frecciarossa Roma-Milano, gli permette di aggiungere al repertorio quella con il berretto da capotreno sulle ventitré.

Non che la gallery fosse magra, anzi: l’iconografia berlusconiana è stata sempre ricchissima, più o meno letteralmente, di presidenti operai, imprenditori e via dicendo. Nessuna divisa, peraltro.

Le nuvole della tempesta perfetta che si scaricherà poi due anni dopo cominciano ad addensarsi, però. C’è un insolito affollamento sui voli di Stato che fanno la spola tra Roma, Milano e il buen retiro in Costa Smeralda: a bordo, anche senza il presidente del Consiglio, viaggiano musicisti, coriste, belle ragazze in genere. Cominciano a piovere foto degli arrivi sul pontile di Villa Certosa, e all’aeroporto di Olbia.

Il dossier cene eleganti comincia a sfuggire per la tangente, alla lettera. A giugno la Procura di Bari indaga su appalti truccati nella sanità regionale e spunta fuori il nome di un ambizioso imprenditore, Giampiero Tarantini, che per entrare nel giro giusto si circonda di ragazze appariscenti con cui andare a cena dai potenti. Anche da Berlusconi.

Una di loro, Patrizia D’Addario, ammette di essere una escort e racconta con dovizia di particolari le serate. Dopocena compresi, con il padrone di casa. Ma visto che parliamo di foto ci vorremo mettere, allora, quella di Rolling Stone che, a novembre, incorona Berlusconi rockstar dell’anno? E che copertina: firmata da Shepard Fairey, che poi sarebbe quello del trittico ‘Hope’, ‘Change’, ‘Vote’ in quadricromia per la campagna di Obama del 2008.

L’anno finisce con l’immagine che sicuramente Berlusconi non sceglierebbe. Quella che lo vede con il viso sanguinante, ma in piedi sul fatidico predellino dell’Audi blindata, per assicurare che Massimo Tartaglia gli ha sì tirato in faccia un souvenir in metallo del Duomo – amara ironia per il politico che si identifica con la Milano che ‘laùra’ – ma non c’è da temere per la sua vita. Neanche politica.  

E il Berlusconi del 2019? Eccolo qui.
 

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Silvio Berlusconi si candida alle Europee

Silvio Berlusconi si candida alle Europee

Armando Dadi / AGF 

Silvio Berlusconi (Agf) 

Silvio Berlusconi si candida alle elezioni europee di maggio. La notizia era nell’aria da giorni, ma l’ufficialità è arrivata oggi da Quartu Sant’Elena dove il leader di Forza Italia è in missione elettorale in vista delle regionali del 24 febbraio.

Berlusconi dunque torna in campo alla guida dello schieramento di Forza Italia per il Parlamento di Strasburgo. “Alla bella età che ho ho deciso d candidarmi in Europa dove manca il pensiero filosofico sul futuro del mondo”.  

In un primo momento si era ipotizzata la carica delle donne azzurre alle Europee. Carfagna al Sud, Gelmini nel nord-ovest, Bernini nel nord-est, con Tajani al centro. Ma l’ipotetico schema iniziale per risollevare le sorti del partito azzurro è destinato a saltare visto che in campo torna ancora una volta Silvio Berlusconi. In tanti gli hanno chiesto di fare un passo avanti e l’ex premier non si è tirato indietro. Sarà capolista in tutta Italia. Per cercare di portare Forza Italia oltre alle percentuali riscontrate nei sondaggi.

Ruolo strategico in Europa

Berlusconi punta quindi a Strasburgo per giocare un ruolo europeo di primo piano. Con un ruolo strategico da assumente nel Ppe che tra l’altro dovrà interloquire con la coalizione dei sovranisti che ha in mente di formare Salvini. Il piano è quello di stringere un accordo in Europa (oltre a quello delle Regionali) con la Lega per scalzare il Movimento 5 stelle che, dicono in FI, ottiene per ora fuori dall’Italia solo porte chiuse. I rapporti tra il partito azzurro e il partito di via Bellerio restano tesi: “Mi auguro che Forza Italia costruisca e dia una mano a costruire, e non trascorra troppo tempo ad attaccare me e la Lega perché non credo che questo sia utile”, ha spiegato Salvini ieri.

E oggi è toccato a Berlusconi. E in FI si rimarca come lo schema nell’isola sia quello del centrodestra. E non solo per le regionali, in quanto si vota per sostituire l’esponente pentastellato che si è dimesso. “Salvini sta facendo campagna elettorale per il centrodestra”, si osserva. Berlusconi già sta allestendo un programma per le Europee. E punterà su un unico tema: l’economia. Per puntare il dito contro la Lega che a suo dire è bloccata dal Movimento 5 stelle sulle infrastrutture e sulle tasse.

I gilet azzurri e l’asse con Salvini

Il 26 gennaio, con i 25 anni di FI, arriverà la carica dei gilet azzurri. Che indosseranno nelle piazze italiane la scritta “meno tasse e più lavoro”. Il Cavaliere continua a ritenere che il governo giallo-verde naufragherà in Parlamento. Prevede che il Paese finisca in recessione, che l’esecutivo andrà in difficoltà dopo le Europee per il crollo pentastellato. “E allora sarà Salvini a venire a bussare la porta da noi per formare un governo di centrodestra”, sostiene un ‘big’ azzurro. Tra i dirigenti azzurri non si esclude affatto che Salvini possa conservare quel 30% che oggi ha nei sondaggi. “Ma se vuole fare il presidente del Consiglio non può fare a meno di FI e di una squadra di competenti sul piano economico”, il ragionamento. In FI al netto delle fibrillazioni che si registrano tra i gruppi parlamentari i vertici puntano sulla squadra.

Sulla possibilità che il dopo-Berlusconi possa poi nascere su un team già rodato con l’innesto di nuove energie. Alle Europee, per esempio, Berlusconi – tenendo presente che ci sarà la parità di genere – ha intenzione di candidature figure femminili provenienti dalla società civile. È l”Altra Italia’ che sarà inserita nel simbolo. Per un’altra Europa. La presenza di Berlusconi servirà a frenare le voci di possibili rincorse al vertice da parte di chi – qualora il partito in questi mesi gestito anche dal vicepresidente Tajani – non dovesse ottenere buoni risultati.

“Qui – il concetto che ripetono i vertici azzurri – nessuno si salva da solo, si gioca insieme”. Il convincimento pero’ e’ che FI possa andare in doppia cifra. Soprattutto con Berlusconi in campo, con un ruolo di peso in Europa per contrastare l’alleanza sovranista di Salvini.

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Il Consiglio dei ministri sui provvedimenti economici comincerà alle 16

Il Consiglio dei ministri sui provvedimenti economici comincerà alle 16

Francesco Fotia / AGF

 Luigi Di Maio-Giuseppe Conte-Matteo Salvini-Giovanni Tria (AGF)

È confermato per oggi alle ore 16 il Consiglio dei ministri sul decreto sul reddito di cittadinanza e quota 100. È quanto riferiscono fonti di Palazzo Chigi. Stamane alle 9 è invece in programma il vertice a tre tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e i due vice Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

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