
AGI – Il decreto Energia, per calmierare i prezzi, che dovrebbe approdare sul tavolo del Consiglio dei ministri lunedì; il lavoro del governo, in sintonia con la Ue, perché si raggiunga l’indipendenza dal gas russo. Ma anche i distinguo fra le forze politiche sull’invio delle armi e la richiesta del Movimento 5 stelle affinché Draghi venga a riferire alle Camere per un confronto che si concluda con un voto del Parlamento. E’ ancora la guerra in Ucraina a tenere banco nel dibattito politico che si avvia ad affrontare una nuova tappa, legata al bilaterale che il premier, Mario Draghi, dovrebbe avere, il prossimo 10 maggio, con il presidente degli Usa Joe Biden.
Il tutto mentre sale la tensione Usa-Russia e il segretario di Stato Vaticano, Sergio Parolin, in un’intervista a ‘La Stampa’, fra l’altro, ammonisce: “Non si puo’ arrivare alla pace attraverso le armi, al contrario ci si puo’ arrivare solo rinunciando alle armi”. Dalle pagine del ‘Fatto quotidiano’ e del’Corriere della serà, è il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, a sottolineare: “Sarà importante che il premier chiarisca l’indirizzo politico che intende far valere nei contesti internazionali, e che questo sia vagliato e approvato dalla Parlamento”.
“Il M5s – ha dichiarato Conte a margine di un convegno – si oppone convintamente all’invio di armi sempre più pesanti e letali”. Poi, nell’intervista spiega: la distinzione fra le armi offensive e difensive “non è affatto vaga. La mia maggiore preoccupazione è che rimanga vago l’obiettivo politico che vogliamo perseguire. Offriamo sostegno all’Ucraina per difendersi oppure ci prefiggiamo di rovesciare il regime di Putin e di innalzare lo scontro armato portandolo a un livello planetario?”.
“Siamo favorevoli a sostenere l’Ucraina ai fini di una legittima difesa nel perimetro dell’articolo 51 dell’Onu, ma non siamo disponibili a inviare armi sempre più letali, sempre più pesanti,

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