Roma-Kiev: il Cdm proroga lo stato di emergenza per gli aiuti all’Ucraina

AGI – Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi, ha deliberato la proroga dello stato di emergenza per intervento all’estero già deliberato in conseguenza degli accadimenti in atto nel territorio dell’Ucraina. La proroga è volta a continuare a garantire le attività di soccorso e assistenza alla popolazione, nell’ambito del meccanismo di protezione civile dell’Unione europea, sul territorio dell’Ucraina e dei Paesi limitrofi interessati dall’emergenza.

Draghi ha riunito il Consiglio dei Ministri, appena rientrato da Washington, dove ha incontrato il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden, la speaker della Camera Nancy Pelosi e la Segretaria al Tesoro Janet Yellen.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha oggi telefonato al Presidente francese Emmanuel Macron per congratularsi per la sua rielezione. Nel corso della telefonata si è parlato anche del futuro dell’Europa e dell’Ucraina.

Per il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, “sia il discorso di Macron sia quello di Draghi aprono una fase nuova che mi auguro dia impulso ai vertici europei anche a cambiare un po’ l’impostazione perchè l’Ue non puo’ essere semplicemente essere parte del conflitto, deve schierarsi con l’Ucraina come è assolutamente giusto ma deve anche svolgere una funzione per promuovere forme di dialogo che vadano nella direzione di un cessate il fuoco il prima possibile”.

L’ex premier M5s Giuseppe Conte sottolinea: “Da Draghi ci sono delle affermazioni che sono in sintonia con quello che il Movimento ha sostenuto nelle scorse settimane. Affermazioni di un certo equilibrio“.

Per il presidente della Commissione esteri della Camera, Piero Fassino, “Draghi è stato molto chiaro e ha detto due cose: la solidarietà e il sostegno all’Ucraina non è in discussione, quelli che parlano di riposizionamento esprimono i loro desiderata. Siamo al fianco dell’Ucraina da quando è stata invasa e lo siamo ancora. Ma la guerra è cambiata e dopo aver respinto la prima

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