A Modena torna il Festival della Fiaba dedicato alla “Baba Jaga”

AGI –  Narrazioni in voce semplice di fiabe della tradizione, spettacoli, performance, oltre a conferenze, concerti e momenti dedicati al gusto e altro ancora: tanti gli appuntamenti ideati ad hoc in programma per la settima edizione del Festival della Fiaba, da venerdì 11 a domenica 13 settembre presso il circolo culturale Filatoio e in varie location nel Quartiere adiacente al Museo casa Enzo Ferrari, vicino al centro storico di Modena.

Torna la manifestazione unica sul territorio nazionale per originalità e target di riferimento, nata da un progetto di Nicoletta Giberti, performer e regista teatrale che da anni indaga attraverso linguaggi eterogenei il genere “Fiaba” con uno sguardo ampio e profondo.

Tema caratterizzante di questa settima edizione sarà la Baba Jaga, ovvero la “Grande Madre”, declinata e indagata da scrittori, professori e pensatori in diversi aspetti e sfumature, in particolare nell’ambito di un ciclo di conferenze dedicate, che si svolgeranno a ingresso gratuito ogni sera presso lo spazio ProgettoLavoratorio, nel rispetto delle normative vigenti.

 Tra le altre, venerdì 11 settembre sarà protagonista Amanda Louise Michel Azzurra, fondatrice de “Il cammino di Sofia”, un percorso di crescita attraverso il viaggio nella “Grande Madre Terra”, che terrà una conferenza dal titolo: “La Grande Madre e il potere del Femminile”. Sabato 12 sarà la volta di “AMAM: un viaggio alle origini del ventre”, a cura di Battistina Casula ed Elena Annovi, mentre domenica 13 Alessandra Cussini tratterà de “La Casina delle storie, un luogo di deposizione. Il vuoto della perdita, la memoria, la custodia. Dove si mette ciò che resta?”.

 Anche quest’anno le fiabe di una volta saranno le protagoniste assolute del Festival a loro dedicato. Narrate in voce semplice dal gruppo narratori 2020 in vari luoghi della manifestazione ogni ora e mezza circa – per una capienza che varierà a seconda degli spazi per mantenere la distanza nel rispetto delle norme anti Covid – saranno quelle della tradizione tedesca, norvegese e russa.

Tra gli spettacoli – con un biglietto dal costo variabile e prenotazione obbligatoria – da non perdere AMAM, ovvero madre al contrario. Un percorso di ricerca archeologico-musicale legato al culto della Dea Madre e alla vibrazione del divino femminile che scaturisce dalla Terra.

Il progetto nasce con l’intento di relazionare

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