
AGI – “La Domus Galilaeana, il patrimonio mondiale unico per la storia della scienza non sarà più uno scrigno che l’umanità potrà visitare”. E’ il grido d’allarme lanciato dall’assessore alla Cultura del Comune di Pisa, Pierpaolo Magnani per l’ente fondato nel 1941 da Giovanni Gentile e dal fisico Sebastiano Timpanaro senior per accogliere pubblicazioni antiche e moderne su Galileo e la sua scuola. Per la sua sede era stato scelto il Palazzo della Specola, in via Santa Maria a Pisa, che fu anche il primo osservatorio astronomico pubblico della Toscana.
Quest’anno ricorre proprio l’80esimo anniversario dalla fondazione ed una nuova pagina fatica ad aprirsi per ricollocare il suo patrimonio in una sede individuata nel nascente museo di Galileo, nella Cittadella Galileiana di Pisa. Per fare in modo che questo progetto si definisca servono “le risorse” spiega Magnani.
“Si parla di 2 milioni e mezzo che spettano a Pisa dalla cessione delle quote dell’aeroporto che servirebbero per la Cittadella Galileiana e non solo”. Per questo “da molti mesi sollecito la Regione e ho anche chiesto un incontro al presidente Eugenio Giani”.
Magnani non arretra. Anzi si dice pronto a gesti importanti. “Sono pronto a incatenarmi a Firenze davanti alla Regione”.
Il progetto di un Museo dedicato a Galileo risale al 2014 e prevede il completamento di un padiglione destinato a Museo di Galileo, dove troverà posto il patrimonio librario corposo della Domus che, dal 1941, custodisce gli archivi e la corrispondenza di scienziati come Enrico Fermi, Antonio Favaro, Ettore Majorana, i manoscritti del grande astronomo Pio Emanuelli, le lettere di Schiaparelli, tutta la bibliografia su Galileo e alcune sue lettere. Gli strumenti scientifici di Fermi e di Antonio Pacinotti confluiranno invece nel Museo degli Strumenti per il Calcolo dell’Università di Pisa, in un padiglione attiguo.
La Domus Galilaeana – dal 2002 trasformata in Fondazione, e

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