In stallo la verifica di governo, ora i fari sono puntati sul Senato

AGI – Non è ancora stato fissato il Consiglio dei ministri sul recovery plan, che comunque si terrà dopo l’Epifania. Prima dovrà esserci il chiarimento politico all’interno della maggioranza, perché in questo momento Renzi si metterebbe di traverso.

Non c’e’ un ‘timing’ sulla risoluzione della crisi e non c’è ancora una data delle eventuali dimissioni delle ministre di Italia Viva.

Conte ci aveva detto che rispondeva alle questioni che abbiamo posto ai primi di gennaio. Stiamo ancora aspettando”, spiega un ‘big’ di Iv. Il braccio di ferro potrebbe durare ancora diversi giorni. “E intanto Conte si logora ancora di più”, taglia corto un esponente renziano.

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© Maria Laura Antonelli / AGF 

Matteo Renzi

Ed è in attesa pure il Pd che si aspetta un passo avanti del presidente del Consiglio per una mediazione. Sotto traccia i pontieri stanno lavorando al percorso di una crisi pilotata ma – come spiega un ministro – “nessuno si dimette al buio”. Ovvero prima di un accordo blindato e garanzie ben precise che al momento Italia viva non avrebbe fornito al presidente del Consiglio.

E allora per il momento i fari sono puntati a palazzo Madama. Il Maie potrebbe essere il contenitore di un bacino di voti, molti dei quali, però, provenienti dai pentastellati che hanno lasciato M5s. Chi sta lavorando al dossier dei numeri della maggioranza come, tra gli altri, il senatore Fantetti, ha contattato anche alcuni esponenti di Italia viva.

Da qui la rabbia di Renzi e la tesi che il premier Conte voglia lo ‘show down’ al Senato. E, se eventualmente non dovesse avere un gruppi di responsabili dalla sua parte, spiegare agli italiani che la crisi non si aprirebbe per colpa sua. “Vuole la conta – spiega una fonte

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