Cinque sfide poste dall’Intelligenza artificiale. L’ultima è la guerra 

AGI – Stati Uniti e Giappone sono i paesi capofila in fatto di produzione di brevetti nelle tecnologie di Intelligenza Artificiale. Segue la Cina. Il resto va all’Europa. In Italia siamo prossimi allo zero. La spesa per ricerca e sviluppo i paesi leader sono sempre gli stessi. Con la Cina che avanza.

Paola Severino, ex ministro della Giustizia, presidente della SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione, Vice Presidente di Luiss Guido Carli, è autrice e curatrice del libro “Intelligenza artificiale. Politica, economia, diritto, tecnologia”.

Obiettivo del volume (a più voci) è comprendere la natura e offrire un primo inquadramento (necessariamente multidisciplinare) da diverse prospettive ai dilemmi più urgenti in fatto di Intelligenza Artificiale.

Sullo sfondo l’impatto che questa tecnologia ha avuto nelle nostre vite e il mutamento epocale che ha determinato. La pervasività degli strumenti digitali invade il mondo e sempre più si corre il rischio di non riuscire a controllare macchine pensanti che diventano da automatiche ad autonome. 

Etica e diritto

“Fino a poco tempo il tema dell’Intelligenza Artificiale era riservato a pochi mentre oggi, soprattutto in seguito allo scoppio del conflitto ucraino, siamo tutti interessati e guardiamo con terrore al rischio che una macchina intelligente possa scatenare una guerra mondiale solo perché ha male interpretato un segnale”, sottolinea Paola Severino.

In seguito a due eventi drammatici, la pandemia e la guerra “l’IA ha ricevuto un intensificazione di attenzione”, ora però è necessario fissare dei paletti. Sul tavolo ci sono fattispecie che sono già fra noi e che vanno in qualche modo regolate: il giudice robot e le auto che si guidano da sole. Con le macchine che acquisiscono la capacità di autocorreggersi chi è responsabile in caso di incidente? È l’inventore o la macchina? È un tema che le assicurazioni già si stanno ponendo. Un legislatore deve prevedere l’evoluzione del fenomeno e cercare di dare norme armonizzate con altri paesi”.

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