Draghi chiede un Patto per l’Italia: “Nessuno può chiamarsi fuori”

AGI – Un Patto per l’Italia come avvenne nel Dopoguerra per il rilancio economico, sociale e produttivo del Paese. Mario Draghi interviene all’assemblea di Confindustria, la prima in presenza dopo lo stop della pandemia, incassa un lunghissimo applauso e una standing ovation da parte della platea degli industriali, e dal PalaEur lancia la proposta di un Patto tra le forze produttive (e non solo) del Paese, che guardi alle prossime generazioni.

“Dobbiamo cominciare a pensare a un patto economico, sociale, produttivo per il Paese – dice Draghi – ci sono tantissimi temi di cui discutiamo quotidianamente che possono essere materia di questo patto. Possiamo inizziare a lavorare insieme su tanti capitoli”, dice.

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© governo.it

Mario Draghi

“Vorrei che oggi tutti noi condividessimo una prospettiva di sviluppo, o vogliamo chiamarla Patto, a beneficio anche dei più deboli e delle prossime generazioni. Nessuno può chiamarsi fuori”, continua rivolgendosi alla platea, dove siede tutta la classe dirigente italiana.

Crescita intorno al 6%

Il presidente del Consiglio premette che “l’Italia vive oggi un periodo di forte ripresa – migliore di quello che avevamo immaginato solo qualche mese fa”, conferma che le previsioni del Governo, che saranno presentate tra pochi giorni, “stimano una crescita intorno al 6% per quest’anno – a fronte del 4,5% ipotizzato in primavera”.

Va meglio anche la produzione industriale, l’export, l’indice di fiducia delle imprese, ricorda il premier. Migliora anche l’occupazione, aggiunge Draghi, anche se “ci sono ancora aspetti che destano preoccupazione”, perché troppi lavoratori hanno ancora un un contratto a tempo determinato, mentre “nel 2020, più di due milioni di famiglie erano in condizione di povertà assoluta“.

Accelerare sulle riforme

Ma per “evitare i rischi congiunturali che si nascondono dietro questo momento positivo” – è l’appello del premier – serve “preservare buone relazioni industriali, perché assicurino equità e pace sociale, bisogna

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