I legami femminili nel romanzo d’esordio di Carola Carulli 

AGI – “Siamo conchiglie, siamo sabbia, siamo polvere e la polvere porta con se tutto e tutto riporta. Amatevi, vivetevi, e leggete sul mio braccio i vostri sogni: non smettete mai di cercare, tutto il bene e tutto il male del mondo”… 

Quando si chiude il libro di Carola Carulli, “Tutto il bene, tutto il male” pubblicato con Salani, si ha l’impressione di aver camminato sulla sabbia, ascoltato il rumore del mare, corso a perdifiato verso un obiettivo, verso la vita e tutto il bello o il brutto che offre.

La giornalista e conduttrice del Tg2 ha scritto un romanzo, il primo della sua carriera di scrittrice, delicato e graffiante al tempo stesso, un libro che parla alle donne e agli uomini e racconta di complicità, separazioni, distanze ma anche di cani che sono il simbolo dell’amore incondizionato, di  acqua salata, albe e tramonti.

E in tutto questo insieme di emozioni, trova spazio quel dono incredibile che è l’amicizia a volte anche più importante dell’amore. “Tutto il bene tutto il male” è un romanzo incentrato sul potere dei legami familiari che si incastrano e sostituiscono l’uno con l’altro per sopperire a mancanze, e sul perdono, ma soprattutto sulla libertà di vivere a modo proprio, senza paura del giudizio altrui.

Un libro che esalta l’amicizia al femminile che nonostante tutti i luoghi comuni in proposito, è invece possibile nonostante l’incredibile capacità che abbiano le donne di ferirsi salvo poi prontamente aiutarsi. 

In una conversazione con l’AGI, l’autrice parla del suo libro, nato da un’idea balenata anni fa e poi ripresa con la complicità del lockdown: “Il titolo spiega bene il centro del romanzo: ‘tutto il bene tutto e il male che ci possono dare e fare le famiglie, soprattutto quelle che non ci scegliamo ma che ci capitano e che possiamo poi capire e perdonare per

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