
AGI – Cene da asporto, concerti in streaming con Gianna Nannini, Diodato e un panorama capitolino mozzafiato. O magari una romantica notte in un hotel in cima alla scalinata di piazza di Spagna a pochi chilometri dalla propria camera da letto, per fingere che nonostante il Covid e il relativo coprifuoco alle 22, quello di domani non sia un Capodanno troppo diverso dagli altri.
Tra i romani rassegnati al calo del desiderio festaiolo e al “quale pigiama mi metto a Capodanno?” e quelli con scarso senso civico, sprezzo del pericolo sanitario (e delle multe in arrivo) che stanno clandestinamente organizzando veglioni e feste tra amici in ville, e casali affittati illegalmente e anche a prezzi da capogiro, la maggioranza sta pragmaticamente organizzando il miglior capodanno casalingo possibile, pescando tra programmi mainstream, programmazioni locali in streaming, piatti gourmet proposti dagli chef con la formula salvaincassi del delivery.
Per chi, anche senza aggiungere posti a tavola, alla cena recapitata a casa non rinuncia, le offerte sono per tutti i gusti e i portafogli. Top, come quelle dell’ Executive chef dell’ Hotel Eden Fabio Ciervo a 185 euro a testa, o quella dello chef Riccardo Di Giacinto del ristorante All’Oro, tra piatti gourmet e pure l’inevitabile lenticchie e cotechino (95 euro), o più abbordabili come quelle offerte da tanti ristoranti-pizzerie in stile ‘Mangiafuoco’, a Roma nord, 35 euro per il menu’ adulti, 20 per i bambini, tra cuoppo di frittini e filetto di cinta senese al pepe verde.
O ancora, quella di ‘Optima’ (cena gold pesce a 35 euro, cema silver a 23 euro) che si pubblicizza sul sito capodannoaroma.it (dove ancora campeggiano tristemente le offerte dei veglioni in discoteca annullati dal Covid) con la foto di un cameriere in mascherina nera.
Ma, come spiega all’AGI Sergio Paolantoni, presidente di Fipe Confcommercio Roma, il delivery di

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