
AGI – Il busto che ritrae Giovanni II Cornaro (Corner), centoundicesimo doge della Repubblica di Venezia è stato ritrovato a un’asta, acquistato da una cordata di imprenditori veneti e donato alla regione. L’opera in marmo, di notevole pregio artistico, era scomparsa nell’Ottocento da Ca’ Corner a San Polo e se ne erano perse le tracce. Riapparso sul mercato antiquario, il busto è stato consegnato alla Regione da Marco Michielli, dall’Associazione Veneziana Albergatori, attraverso il presidente Vittorio Bonacini, e dal Comitato per il recupero del busto, rappresentato dal professor Antonio Scipioni, dopo l’acquisizione in seguito a un’asta a Viterbo lo scorso 24 giugno.
“Oggi un pezzo importante di storia veneziana e veneta, dopo secoli, torna nella città a cui era stato destinato e da cui, in tempi oscuri, è stato portato via. Grazie alla sensibilità e all’amore per la cultura di un gruppo di veneti, tutta la nostra comunità si riappropria di una testimonianza preziosa della Serenissima, comune denominatore nelle tradizioni, nelle espressioni culturali e nell’identità di tutti veneti.
A nome di tutta la Regione esprimo la mia gratitudine per un vero atto d’amore. L’opera resterà esposta a Palazzo Balbi e ci impegniamo a non farla andar più via da Venezia”. Con queste parole il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaira, ha sottolineato il dono
“In questo gesto – ha aggiunto il Governatore – c’è tutto quello spirito veneto che in passato ha fatto grande proprio il modello della Serenissima. Uomini e donne del fare, che si sentono parte di una comunità e scelgono di attivarsi per essa in prima persona.
Qui, nessuno ha pensato di creare un movimento di opinione o protesta per far recuperare alle istituzioni l’opera. C’è, invece, una cordata in cui ognuno volontariamente e responsabilmente ha messo mano al portafoglio perché tutti possano riappropriarsi di un pezzo storico della

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