Sommario
AGI – Mostre aperte al pubblico. Dal 2 febbraio, la Triennale riparte, in anticipo su tutti gli istituti di cultura milanesi, dopo circa 3 mesi di chiusura imposta dalle limitazioni della zona arancione nella quale si trovava la Lombardia fino al primo febbraio.
Temevamo di restare chiusi fino a metà marzo
Stefano Boeri, presidente della Triennale, non se l’aspettava: “a dire la verità pensavamo che saremmo stati chiusi fino a metà marzo” spiega in una intervista all’AGI. In effetti il passaggio al giallo, che per legge consente l’accesso ai musei, è arrivato repentino e inaspettato in questa regione più che altrove, dopo il caso dei dati sbagliati che l’avevano fatta scivolare in zona rossa. “Riapriamo e siamo molto, molto contenti . Non dico che non ci speravamo più, ma avevo il timore che i tempi fossero ancora più lunghi. Quindi – sottolinea – per noi è una gran cosa, una gran soddisfazione”.

Il piano anti contagio: ingressi contingentati e prenotazioni
Certo il tutto si farà rispettando le misure anti contagio. Per questo è stato messo a punto un piano ad hoc con gli esperti della sicurezza. Ingressi contingentati e prenotazione consigliata su Viva ticket. All’interno del complesso potranno esserci in simultanea non più di 210 persone “e non è poco”, divise tra le varie mostre. Al momento in Triennale “ce ne sono due bellissime”. “Una – spiega il presidente Boeri – è quella stupenda di Enzo Mari e l’altra, molto interessante della fotografa Claudia Andujar che ha lavorato in Brasile sulla popolazione degli Anomani nella giungla”. Il ‘piano sicurezza’ prevede 75 ingressi per la mostra del grande maestro del design italiano, 60 per la mostra fotografica. E altri 75 visitatori per il Museo permanente del Design. Lo spazio proprio non manca nello

Continua a leggere – Fonte dell’articolo
Messaggi simili:
- None Found









