Perché il Dpcm sulla fine del lockdown potrebbe slittare 

Non è detto che arrivi entro questo fine settimana il Dpcm per dare il via libera ad alcuni comparti prima della data del 4 maggio. Nelle prossime ore si dovrebbe tornare a riunire la cabina di regia sulla fase due, alla presenza del premier Conte, delle regioni e dei comuni. E un nuovo incontro dovrebbe esserci pure con le parti sociali. Per il presidente del Consiglio la fine del ‘lockdown‘ arriverà il 4 maggio ma edilizia, manifatturiero e attività commerciali collegate potrebbero partire prima e la platea potrebbe anche allargarsi.

Il fatto però è che occorrerà tradurre in concreto il lavoro portato avanti dalle varie task force. Ovvero dal comitato tecnico-scientifico e da quello economico guidato da Colao. E tener presente le osservazioni che arriveranno dalle altri parti in causa. Ecco il motivo per cui potrebbe essere necessario ancora un po’ di tempo. Il Dpcm potrebbe slittare all’inizio della prossima settimana.

Le regioni premono: in primis il governatore del Veneto Luca Zaia che ha già decretato la fine del lockdown. Suscitando non poca irritazione nell’esecutivo. Il rischio – spiega un esponente dell’esecutivo – è che passi il messaggio sbagliato, che proprio in vista del 25 aprile e del primo maggio ci sia un ‘liberi tutti’. Ed è proprio quello che il presidente del Consiglio non vuole. Da qui la cautela, anche se l’obiettivo di Conte è quello di rimettere in moto il Paese, riaccendere i motori.

Pure il mondo del pallone vorrebbe uscire dalla ‘quarantena’. E’ vero che la stagione 2019/2020 del calcio italiano potrà spingersi fino al 2 agosto (decisione arrivata dalla Figc, “il mondo del calcio merita rispetto”, ha detto il presidente Gravina) ma l’esecutivo ancora non ha deciso il da farsi. È diviso. Al momento l’orientamento – secondo quanto si apprende – è quello di far tornare dal 4 maggio i calciatori ad allenarsi da soli e poi sulla base

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