San Gennaro e il suo sangue: il miracolo di Napoli più conosciuto al mondo

(AGI) – Il suo non è l’unico sangue che si liquefa miracolosamente da secoli per tutelare la città dalle sciagure. C’è anche quello di santa Patrizia, nella leggenda nipote dell’imperatore Costantino, che avviene il 25 agosto e ogni venerdì intorno alle 15. E lui non è nemmeno l’unico patrono di una città che di martiri e protettori celesti ne annovera più di una dozzina, a partire dall’Assunta, cui è dedicata la cattedrale di Napoli, fino a San Francesco di Paola, San Domenico Guzman e San Tommaso d’Aquino.

Ma San Gennaro, vescovo e martire, titolare del miracolo più conosciuto al mondo, è la figura in cui si salda l’anima nobile di Napoli con quella popolare, il culto cristiano e la tradizione pagana, la sete di libertà di un popolo sempre sottomesso allo straniero e il suo bisogno di riti e regole. 

I prodigi del Santo

Quello del 19 settembre, giorno della festa del santo, è il principale dei tre prodigi di San Gennaro in ogni anno. Il miracolo è atteso il sabato che precede la prima domenica di maggio, quando dal duomo verso la basilica di Santa Chiara si snoda la processione con il busto d’argento che contiene la testa del martire, abolita in questo 2020 per la pandemia da Covid come il bacio della teca durante la celebrazione di oggi; e anche il 16 dicembre, nella Cappella del Tesoro di San Gennaro, anniversario del giorno in cui, il diciassettesimo dì dall’inizio dell’eruzione, le sue reliquie fermarono la lava ormai alle porte della città.

La lava e la peste

Nel museo di San Martino, nella parte più alta di Napoli, lì dove sorge una delle certose più ricche di capolavori al mondo, c’è il quadro di Micco Spadaro, al secolo Domenico Gargiulo, un dipinto datato proprio quell’anno che ritrae la processione di lazzari e nobili alla quale la leggenda vuole fosse presente

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