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AGI – Il Santuario della Madonna della Rocchetta è una di quelle perle nascoste di cui è piena l’Italia ‘minore’, come viene impropriamente chiamata la fetta di Bel Paese fuori dai circuiti del turismo di massa. La chiesetta trecentesca sorge su un’altura che domina a strapiombo l’Adda ed è stata eretta su un ‘castrum’ con torre di avvistamento da cui i soldati romani sorvegliavano il fiume.
A cavallo fra tre province
La prima curiosità è che il santuario arroccato sopra Porto d’Adda si trova all’esatto delimitare di tre province: la scalinata è in provincia di Lecco, la chiesa ora è Monza Brianza e prima era Milano, dall’altra parte del fiume inizia quella di Bergamo.
Lo spirito del Genio
Ma il vero protagonista di questi luoghi è Leonardo da Vinci che dal suo soggiorno milanese venne a condurvi molti studi di idraulica oltre a trarne ispirazione per le sue opere. Nel “Codice Atlantico” ci sono diversi disegni che raffigurano le spettacolari rapide di questo tratto dell’Adda e proprio un argine del fiume fa da sfondo a “La vergine delle Rocce”. Il Genio toscano nel suo soggiorno a Vaprio d’Adda, ospite di Francesco Melzi, suo futuro erede, ebbe modo di lavorare a molti progetti idraulici come quello di un canale da Milano al Lago di Como sfruttando l’Adda. L’idea era di superare la stretta e il dislivello dei Tre Corni di Brivio con un tratto artificiale realizzato con un sistema di chiuse, un’intuizione che sarebbe stata messa in pratica solo quattro secoli dopo. Molti suoi studi per centrali idrauliche assomigliano a quelle disseminate lungo il fiume e tuttora funzionanti che sono una delle grandi attrattive per chi percorre la meravigliosa pista ciclabile.

L’angelo custode
A custodire la memoria di questo posto incantato è Fiorenzo Mandelli 
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