L’avanzata di Oppo in Europa passa per l’Italia

AGI – L’Italia è diventata la porta di ingresso di Oppo in Europa. Con una crescita di volume che ha pochi predenti nel settore, la casa cinese è passata in un anno dal 3% della quota di mercato al 13%. Complice anche, certo, l’uscita di scena di Huawei, ma soprattutto un’operazione di marketing particolarmente aggressiva che ha portato un brand relativamente nuovo sul mercato italiano a emergere tra i big. 

Oppo – che fa capo alla stessa conglomerata Bkk cui attingono realme, OnePlus e vivo – secondo i dati di GfK ha conquistato a luglio la quarta posizione in Europa con una crescita a tripla cifra – 235% – anno su anno e una quota di mercato al 7%.

Il mercato italiano, dice Isabella Lazzini, a capo del marketing di Oppo Italia, è il fiore all’occhiello, con una quota del 13,2% che sale al 18% nella fascia medio-alta. Un risultato importante, dice Lazzini, “quando ti siedi a negoziare con operatori e grande distribuzione”.

Dopo aver lanciato la sua sfida nel settore dei flagship con il Find X3 Pro, la casa cinese punta alla ‘pancia’ del mercato, quella degli smartphone di fascia media e medio-alta per la quale i clienti sono disposti a spendere tra i 350 e i 600 euro. E il lancio della linea Reno 6 e della versione Pro in particolare, è un passo in questa direzione.

Un device che strizza l’occhio ai produttori di brevi filmati, come i tiktoker o i presenzialisti dei reel di Instagram e che per questo punta su un comparto fotografico di livello e sugli effetti video come il Bokeh Flare Portrai. Pensat per chi, come dice Lazzini, considera lo smartphone “oltre che un abilitatore, una estensione della propria personalità, un prolungamento di sé, l’oggetto attraverso il quale raccontarsi”.

“L’utilizzo maggiore dello smartphone è ancora legato alle funzioni basilari: chiamate, messaggi e

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