Solo 200 posti occupati in platea? Per il Teatro San Carlo “è come chiudere”

AGI –  “Avere 200 posti equivale a chiudere. Non è economicamente sostenibile per nessun teatro, meno che mai per un teatro quale è il San Carlo”.

Stéphane Lissner, sovrintendente del Lirico più antico al mondo, è pacato nel valutare con l’AGI i riflessi del nuovo dpcm per gli spettacoli dal vivo, che prevede per quelli non all’aperto una platea massima di 200 persone, indipendentemente dalla capienza del teatro, per il San Carlo di 1500 spettatori. 

“Abbiamo appena investito in sicurezza, utilizzando anche il plexiglass come divisorio dei posti già distanziati di un metro – dice – abbiamo fatto spettacoli con questo distanziamento, prendendo la temperatura all’ingresso, con il pubblico con mascherine, e uscita scaglionata. Il personale di sala è stato professionale e i nostri spettatori hanno risposto con grande compostezza. La situazione della pandemia è seria, non lo nego, ma penso che sarebbe drammatico per la cultura, e non solo, non avere teatri aperti“. 

“E’ una necessità per cittadini ancora di più ora avere teatri aperti – incalza il sovrintendente – sarebbe un disastro per tutti un lungo lockdown dei concerti, dell’opera, dello spettacolo in genere. Per molti lavoratori del settore è già difficile così. E per molti teatri, dal punto di vista economico, le restrizioni vigenti prima di questo provvedimento erano già insostenibili”. 

La capienza ridotta 200 posti, dunque, “è come chiudere. Se veramente fossimo costretti a ciò, significherebbe tornare a momenti drammatici. Io devo tutelare i lavoratori e il pubblico, aver cura di loro. La vita del teatro è fondamentale anche per la città e per il paese“. I vertici del San Carlo nei prossimi giorni avranno un incontro con la Regione Campania, che anche dal punto di vista delle restrizioni può agire all’interno delle linee del dpcm.

Il problema della ‘Boheme’

“Con il segretario generale del ministero per i Beni Culturali, Salvo Nastasi, abbiamo già parlato – anticipa il sovrintendente – la pandemia non si fermerà domani o dopodomani.

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