Zingaretti vara il ‘coprifuoco’ anche nel Lazio

AGI – Torna l’autocertificazione, anche nel Lazio. E’ l’ordinanza della Regione che istituisce da venerdì il ‘coprifuoco’ nella fascia oraria compresa tra mezzanotte e le 5 del mattino, a riportare in auge il documento, indispensabile per quanti avranno invece necessità di spostarsi negli orari proibiti. Il modulo sarà scaricabile dal sito della Regione Lazio.

Ma vediamo cosa prevede l’ordinanza firmata dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, con il ministro della Salute, Roberto Speranza, ai sensi dell’articolo 32, comma 3 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica. La decisione fa seguito agli incontri con il Comitato Tecnico Scientifico, l’assemblea dell’Anci, la Conferenza dei Rettori e l’Associazione dei presidi. 

Ci si propone di potenziare la rete Covid attraverso l’incremento di posti letto dedicati all’assistenza di pazienti affetti da Covid-19, identificando strutture pubbliche e private ulteriori rispetto a quella già inserite nella rete Covid, anche parzialmente dedicate, e provvedere all’ampliamento dei posti di quelle già inserite in rete, fino al raggiungimento di 2.913 posti letto, di cui 552 dedicati alla terapia intensiva e sub-intensiva.

A partire dalla notte tra venerdì 23 e sabato 24, saranno dunque vietati gli spostamenti sul territorio della Regione dalle ore 24 alle ore 5 del giorno successivo, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze. Dunque, a titolo esemplificativo, potranno muoversi i lavoratori nel tragitto tra domicilio, dimora e residenza e luogo di lavoro e viceversa. Consentiti anche gli spostamenti motivati da situazioni di necessità o d’urgenza, ovvero per motivi di salute.

Ancora, l’ordinanza prevede, a partire da lunedì 26, il potenziamento della didattica digitale integrata nelle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado e nelle Università. Le prime incrementeranno il ricorso alla didattica digitale integrata per una quota pari al 50% degli studenti, esclusi quelli del primo anno, mentre gli Atenei per una quota pari all’75 per cento degli studenti iscritti, escluse le attività formative che necessitano

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