Il Senato autorizza il processo a Salvini per il caso Open Arms

“Qui mi hanno fatto un favore, vedrete come cresciamo dieci punti nei sondaggi in un batter d’occhio”. Nel giorno in cui il Senato dà l’autorizzazione a procedere per sequestro di persona per il caso Open Arms e i processi sul blocco delle navi diventano due, la reazione che Matteo Salvini manifesta ai suoi a Palazzo Madama non è per niente pessimista. Il segretario leghista si spinge a dirlo in Aula, nel suo intervento, in cui cita Paolo Borsellino e Luigi Einaudi, emozionato quando ammette che il suo “unico peso” è di dovere spiegare la questione ai figli. “Mi fate un gran regalo, in…

“Qui mi hanno fatto un favore, vedrete come cresciamo dieci punti nei sondaggi in un batter d’occhio”. Nel giorno in cui il Senato dà l’autorizzazione a procedere per sequestro di persona per il caso Open Arms e i processi sul blocco delle navi diventano due, la reazione che Matteo Salvini manifesta ai suoi a Palazzo Madama non è per niente pessimista. Il segretario leghista si spinge a dirlo in Aula, nel suo intervento, in cui cita Paolo Borsellino e Luigi Einaudi, emozionato quando ammette che il suo “unico peso” è di dovere spiegare la questione ai figli. “Mi fate un gran regalo, in quel Tribunale ci vado a testa alta e con la schiena dritta”, dice rivolto ai colleghi senatori, ancora prima del voto.

Il capo della Lega è invece molto duro con Matteo Renzi, i cui senatori si erano astenuti in giunta delle elezioni, e invece hanno votato per il processo in Aula. Salvini non ha mai realmente creduto nel sostegno di Renzi, e l’esito del voto del Senato è quello che si attendeva. Meglio “il bel tacere dei 5 stelle che la ‘supercazzola’ di Renzi”, sentenzia nel suo intervento a Palazzo Madama, equiparando il collega senatore di Rignano sull’Arno al fondatore dei Responsabili, Domenico Scilipoti. Quindi nessuna sorpresa sui numeri del Senato in via Bellerio. Matteo – spiegano – avrebbe dovuto ‘cercarsi’ i voti, fare accordi, ma, giustamente, non ha voluto farlo: non è da lui.

La preoccupazione di Bongiorno

Raccontano che la più preoccupata di tutti nel partito sia Giulia Bongiorno. “L’Ocean Viking durante il Conte II è stata bloccata per giorni perché si era in attesa delle elezioni regionali in Umbria”, ricorda, nella sua appassionata ‘arringa’ difensiva, la senatrice leghista. “E mi chiedo – prosegue -: esiste, nel codice penale, una scriminante per cui, se il sequestro è per fini elettorali, è lecito? Quello di Salvini

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