AGI – Uno scrittore di immagini, un progettista di trame filosofiche, un pittore che si fa leggere, un creatore di aforismi visivi. Sono alcune delle definizioni usate per descrivere Saul Steinberg (1944-1911). Non si sa bene dove collocarlo tanto è vasta, intensa e multiforme la sua arte.

© The Saul Steinberg Foundation. Ars New York
Via Ampere 1936, Saul Steinberg
Alla Triennale di Milano, dal 15 ottobre al 13 marzo, c’è la mostra “monumentale” realizzata con Electa, dedicata al suo genio ‘Saul Steinberg Milano-New York’ a cura di Italo Lupi e Marco Belpoliti con Francesca Pellicciari.
Un omaggio che Milano doveva al grande artista, che ha dedicato molte delle sue opere alla città in cui ha studiato.

© The Saul Steinberg foundation. Ars New York
Women seated 1950-51, Steinberg
Sono 350 le opere in mostra, provenienti da fondazioni e musei di tutto il mondo. Di queste 89 rimarranno a Milano presso la Biblioteca Braidense, ricevute come donazione dalla Fondazione Steinberg di NY. Disegni a matita, a inchiostro, a pastello, maschere disegnate su carta da indossare per “nasconersi” e indossare “un rassicurante sorriso”. Ma anche le riviste satiriche negli anni Trenta come il Bertoldo, poi la sua testimonianza diretta dal fronte del conflitto mondiale. C’è anche tanta Italia soprattutto la sua amata Milano, e tantissima New York nelle sue opere, a partire dalle famose copertine del “The New Yorker”.

© the Seul Steinberg foundation. Ars New York
Cover of the New Yorker oct 12, 1963, Saul Steinberg
E’ quello il suo “mondo politico” aveva spiegato in una intervista: “attraverso ciò che faccio al New Yorker formulo un messaggio politico sovversivo“.
Una vita

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